giornali, 16 febbraio 2007
Rocco Perini, di anni 31. Alcolizzato, disoccupato da sei anni, tre anni fa aveva dato di matto ed era finito in clinica psichiatrica, poi era tornato nella casa dove viveva con la madre, con il nonno, e con il padre Alfonso di anni 54
Rocco Perini, di anni 31. Alcolizzato, disoccupato da sei anni, tre anni fa aveva dato di matto ed era finito in clinica psichiatrica, poi era tornato nella casa dove viveva con la madre, con il nonno, e con il padre Alfonso di anni 54. Costui, impiegato in una ditta di ascensori, esasperato da quel figlio sempre stordito dal vino e sempre in cerca di soldi per una bevuta, nella notte di san Valentino, vedendolo rincasare come al solito barcollante e puzzolente d’alcol, prese un fucile e gli sparò tre colpi addosso. La moglie destata dal fracasso gli sfilò l’arma e corse sul pianerottolo ad implorare aiuto, mentre il figlio, seppur ferito, riuscì a telefonare al 118. Nel frattempo il padre afferrò l’altro suo fucile, sparò tre colpi ancora, e si sedette accanto al cadavere in attesa dei carabinieri. Nottata tra mercoledì 15 e giovedì 16 febbraio, verso le 4.30, in un appartamento al secondo piano in via Masci, Pescara.