Corriere della Sera 16/2/2007 - Lettere, 16 febbraio 2007
Ho letto il testo del ddl sui Dico e domando: 1) Perché se due persone di sesso diverso convivono non si sposano, invece di volere un surrogato di matrimonio? 2) Quanti single, vedove e vedovi di una certa età decideranno di convivere per avere la pensione di reversibilità? Basterà la copertura finanziaria prevista (povera Inps e poveri noi)? 3) Perché la legge non è stata fatta solo per conviventi dello stesso sesso, che convivano da un’età o un periodo tali da essere prova in qualche modo di tendenze omosessuali? 4) Perché, in merito alla salute, non è stata fatta una legge che preveda una figura tipo «tutore sanitario» cui demandare le «decisioni in materia di salute e per il caso di morte»? 5) In quanto all’eredità, non basterebbe riformare la legge sulle successioni lasciando maggiore libertà testamentaria? Penso che sia ragionevole permettere agli omosessuali di potersi organizzare la vita in modo simile agli altri, ma ritengo che questa legge vada incontro a tutti coloro che non si sposano «per principio», ma che vogliono comunque i diritti degli sposati (senza o con pochi doveri)
Ho letto il testo del ddl sui Dico e domando: 1) Perché se due persone di sesso diverso convivono non si sposano, invece di volere un surrogato di matrimonio? 2) Quanti single, vedove e vedovi di una certa età decideranno di convivere per avere la pensione di reversibilità? Basterà la copertura finanziaria prevista (povera Inps e poveri noi)? 3) Perché la legge non è stata fatta solo per conviventi dello stesso sesso, che convivano da un’età o un periodo tali da essere prova in qualche modo di tendenze omosessuali? 4) Perché, in merito alla salute, non è stata fatta una legge che preveda una figura tipo «tutore sanitario» cui demandare le «decisioni in materia di salute e per il caso di morte»? 5) In quanto all’eredità, non basterebbe riformare la legge sulle successioni lasciando maggiore libertà testamentaria? Penso che sia ragionevole permettere agli omosessuali di potersi organizzare la vita in modo simile agli altri, ma ritengo che questa legge vada incontro a tutti coloro che non si sposano «per principio», ma che vogliono comunque i diritti degli sposati (senza o con pochi doveri). Inoltre spalanca le porte a una serie di profittatori che troveranno modo di mungere la mucca dello Stato e appesantire i conti dell’Inps. Giuseppe Buzzi