Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Il freddo ha ucciso otto persone. Due di queste – un uomo di 34 anni a Barete in provincia dell’Aquila e un anziano a Sant’Agapito in provincia di Isernia – sono rimaste congelate nella loro automobile. Altre due sono state schiacciate crolli provocati dalla neve: un uomo di 62 anni a Frosinone (è caduto il capannone in cui si trovava), una donna di 46 ad Avellino (è venuta giù la tettoia della serra in cui stava lavorando). Due anche i barboni morti assiderati: uno nella rocca medievale di Castiglion del Lago (Perugia), un’ucraina di 48 anni in una baracca di Ostia (Roma). Infine Hubert Letgeb (46 anni) e Lorenz Keim (43), due sci-alpinisti, sono stati travolti da una valanga in Val Pusteria.
• A parte i due sciatori, le vittime sono tutte dell’Italia
centrale.
Il maltempo si sta spostando verso il centro e verso il sud, anche se alcune località del nord si trovano ancora in condizioni difficili (in varie zone di Genova sono scoppiati i tubi dell’acqua, a Trieste la bora soffia a 130 all’ora, Livigno, in provincia di Sondrio, ha fatto registrare la temperatura più bassa, -24°). Roma è la città di cui ieri si è parlato di più. Ma non si devono dimenticare le 160 mila utenze fuori servizio (su 5,7 milioni) in Abruzzo, Molise, Lazio e Campania: l’Enel ha mandato mille tecnici a presidiare 200 mila chilometri di rete elettrica. A Bologna, all’Aquila, nelle Marche (ma anche a Venezia) è stato chiesto l’intervento dell’esercito. Urbino è affogata in due metri e mezzo di neve e ci sono persone che hanno bisogno di andare in ospedale per la dialisi e non riescono a raggiungerlo. Nel Montefeltro, una regione a cavallo tra Marche, il Riminese, l’Aretino e la Repubblica di San Marino, si segnalano frazioni isolate, black-out elettrici, forniture di nafta da riscaldamento quasi esaurite, animali nelle stalle rimasti senza viveri. Un po’ ovunque, in queste zone, gli spazzaneve risultano insufficienti. Intorno a Napoli è nevicato, il traffico è rimasto paralizzato al Vomero alto. Molta neve e difficoltà anche in Molise e nell’Alta Irpinia. A Campobasso, la coltre bianca ha superato il metro d’altezza.
• Poi c’è Roma.
Le foto di piazza San Pietro o di piazza Navona imbiancate hanno fatto il giro del mondo. A Roma era nevicato in modo memorabile nel 1996 e nel 1985. Non è dunque sorprendente che la città sia poco attrezzata per affrontare un’emergenza di questo tipo. E tuttavia il caos in cui è precipitata la Capitale ha fatto esplodere una polemica tra il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, e il sindaco Gianni Alemanno. Gabrielli sostiene che le autorità comunali erano state perfettamente informate fin da giovedì di quello che sarebbe successo. Il sindaco è andato ieri sera al Tg5 sventolando dei fogli in cui, a firma della Protezione civile, sta scritto che a Roma le precipitazioni non avrebbero superato i 35 millimetri. Dalla Protezione civile fanno sapere che 35 millimetri di precipitazioni, se riferiti alla neve, vanno tradotti in 35 centimetri. Alemanno vuole una commissione d’inchiesta. Resta tuttavia il mistero del sale, che non è stato sparso per le vie della città. Le agenzie segnalano anche un piccolo assalto ai negozi di alimentari, che ieri avrebbero venduto il 20% in più: i romani temevano di restare senza viveri e hanno fatto incetta di pasta e zucchero.
• In ogni caso: come appariva ieri la città?
Pochissimi autobus, pochissime auto (c’è l’obbligo di catene), le due linee della metropolitana in funzione. In definitiva un piccolo paradiso. Quelli che abitano a Campo de’ Fiori avranno potuto finalmente dormire (il caos notturno in quella piazza è di norma indescrivibile). La gente è andata a sciare al Circo Massimo e a Monte Mario, oppure a passeggiare per le belle strade del centro. Le signore hanno tirato fuori i moon boots.
• E i tanti guai di cui s’è parlato?
Segnaliamo almeno questi: più di duecento persone sono rimaste bloccate sui treni dell’hinterland immobilizzati dalla tormenta e centinaia di automobilisti hanno trascorso la notte sul Grande Raccordo Anulare (12 uscite chiuse su 31) o sulle consolari (specialmente tra Cassia e Cassia bis), aspettando qualcuno che gli desse una mano. Un automobilista avrebbe impiegato dodici ore per raggiungere Monte Mario dalla Cristoforo Colombo. C’è una certa preoccupazione per il ghiaccio che potrebbe essersi formato stanotte. Un sacco di concerti e di eventi pubblici sono stati annullati. Il sindaco è andato in televisione e ha invitato i cittadini a munirsi di pale e a spazzare la neve. Le scuole e gli uffici pubblici, comprese le poste, saranno chiusi anche domani.
• Treni, aerei?
A Fiumicino hanno cancellato 50 voli, non ci sono segnalazioni relative agli altri scali italiani. Quanto ai treni, c’è un mucchio di gente che vuol fart causa alle Ferrovie: 110 passeggeri sono rimasti bloccati 25 ore sul Roma-Avezzano, un altro convoglio che da Cassino doveva raggiungere Roma con 600 persone a bordo, partito alle 14.34 di venerdì è ancora bloccato, mentre scriviamo, a Valmontone a causa della caduta di alcuni[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 5 febbraio 2012]
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