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 2012  febbraio 05 Domenica calendario

La tela più costosa del mondo? Nel deserto - Per uno come Paul Cézanne che al massimo si spostava da Pari­gi ad Aix en Provence, ritrovarsi ora in pieno deserto deve risultare assai strano

La tela più costosa del mondo? Nel deserto - Per uno come Paul Cézanne che al massimo si spostava da Pari­gi ad Aix en Provence, ritrovarsi ora in pieno deserto deve risultare assai strano. Cosa ci fa il pittore francese (in vita - ricordiamolo ­sempre baciato da clamoroso in­successo) tra le dune del Qatar? Tutto merito della famiglia reale del ricchissimo emirato, dove se con paletta e secchiello fai un buco nella sabbia subito comincia a zampillare l’oro nero.Sarà per que­sto che quando si è trattato di stac­care un assegno da 250 milioni di dollari, lo sceicco col pallino del­l’arte «non ha fatto un plissé» (espressione particolarmente no­ta nella penisola arabica). Fatto sta che l’opera «I giocatori di carte», dipinta da Cézanne nel 1893, ha già preso la strada di Doha, «nuova capitale dell’arte mondiale». Ma oggi cosa vuol dire essere «nuova capitale dell’arte mondiale»?Significa che l’arte-al­meno così come è stata intesa per secoli- non esiste più. Al suo posto c’è invece il «mercato dell’arte»; ma questa è un’altra storia,che-ap­punto- nulla ha a che vedere la ve­ra arte. L’ultima «mostruosa» aggiudi­cazione a colpi di petrodollari del capolavoro di Cézanne è la metafo­ra di un’epoca de-artistizzata che fa costruire alle archistar musei ci­clopici nel nulla, ma col miraggio del tutto. E, se proprio non «tutto - a Doha c’è molto. A co­mincia­re pro­prio dai musei-hite­ch che (per loro fortuna) hanno poco a che fare con i no­stri musei ancora legati alla schiavi­tùdegliorari, deibi­glietti, dei custodi... Tra un anno a Doha apriràil «Museonazio­nale », disegnato da Jean Nouvel con la strut­tura di un caravanserra­glio in onore della cultura beduina del Qatar e con un edificio «a dischi», simile a una rosa del deserto. Ed è qui che verrà esposto «I giocatori di carte» di Cézanne. Non lontano dal«Mathaf»(ilmuseoarabodiar­te moderna) c’è «Education City», la «città della cultura», che ospita sei prestigiose università america­ne e- come tutto a Doha- risulta in galoppanteespansioneintellettua­le. Il Qatar s’è anche candidato a ospitare le Olimpiadi estive del 2020: è probabile che la spunti, per­ché il futuro è qui. E il trasloco «ara­bo » del capolavoro del pittore fran­cese è solo il riflesso post-impres­sionista di qualcosa di epocale. La notizia dell’aggiudicazio­ne dei «I giocatori di carte» è sta­ta riportata dal sito di Vanity Fair . Titolo: «Quadro di Cé­zanne battuto all’asta per 250 milioni di dollari, il prez­zo più alto pagato finora per un’opera arte».Svolgi­mento: «Ad accaparrar­si la tela, che rappresen­ta due contadini inten­ti a giocare a carte, è stata la famiglia rea­le del Qatar che, in un’asta-record i cui dettagli per ora sono ignoti, ha battuto an­che la concor­renza di due dei mercanti d’arte più importan­ti al mon­do, Lar­r­yGago­sian e William Acqua­vella ». Il dipinto fa parte di una se­rie di cinque soggetti dedicati dal pittore francese al gioco delle carte ma, quello battuto all’asta pochi giorni fa, era l’ultimo che ancora si trovava in mani private e non in prestigiosi musei quali il «D’Or­say » di Parigi e il «Metropolitan» di New York. Il prezzo a cui è stata bat­tuta polverizza così il precedente record, che apparteneva a una tela di Jackson Pollock, «Numero 5», venduta per «soli» 140 milioni di dollari. «Duecentocinquanta milioni è una bella cifra - ha commentato l’esperto d’arte Victor Wiener - . Ma si tratta di un grande dipinto, della cui vendita si parlava da me­si. Ora tutti considereranno que­s­to prezzo come nuovo metro di pa­ragone: è stata rivoluzionata l’inte­ra struttura del mercato dell’arte». Con quest’acquisto il Qatar si conferma una sorta di new factory globalizzata. Attualmente sono esposte delle opere di Richard Ser­ra e Louise Bourgeois al «Doha Convention Center» e a marzo Doha ospiterà anche il «Global Art Forum»,attirando artisti e curatori da tutto il mondo. The Art Newspa­per , che pure aveva commentato fe­rocemente le spese folli da parte della famiglia reale, ha di recente incoronato il Paese arabo quale «maggior acquirente di opere di ar­te contemporanea». Della serie, un grande futuro die­tro le spalle.