VARIE 5/2/2012, 5 febbraio 2012
APPUNTI PER GAZZETTA MALTEMPO E PENURIA DI GASOLIO LUNEDI’ 6/2/2012
AAA. DA CORRIERE.IT. ULTIME SUL GASOLIO
MILANO - È emergenza per l’approvvigionamento del gas in Italia, in vista di condizioni climatiche difficili per tutta la settimana e del permanere del calo di forniture dalla Russia e dai due rigassificatori disponibili (Rovigo e Panigaglia). Il Comitato di crisi riunito al ministero dello Sviluppo ha assicurato che le famiglie saranno garantite, mentre è in corso il contenimento delle forniture alle imprese i cui contratti prevedono l’interrombibilità. Lo stesso Comitato ha dato il via libera per l’attivazione delle centrali elettriche a olio combustibile, mentre Legambiente ricorda che l’emergenza «non è una novità» e che la via da perseguire è quella delle energie rinnovabili.
SITUAZIONE CRITICA - «La situazione è sicuramente critica, perchè dalla Russia e dalla Francia sono diminuiti i flussi, ma la situazione è ben monitorata», ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. «Tutti gli step ulteriori in caso di bisogno sono pronti a essere messi in moto. Ogni giorno si fa il punto, ogni giorno si decidono le cose da fare».
GAZPROM: «FACCIAMO IL POSSIBILE» - La società russa Gazprom - che negli ultimi giorni ha ridotto fino al 30% le forniture all’Europa e all’Italia - ha assicurato ogni sforzo per riportare la situazione alla normalità. Per la Gazprom «il peggio dovrebbe essere alle spalle».
MARCEGAGLIA PREOCCUPATA PER LE IMPRESE - «Sono preoccupata - ha detto invece la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia -. La situazione rischia di diventare critica. Le imprese hanno già subito gli scioperi dei Tir e in alcune aree del Paese l’impossibilitá di spedire la merce per problemi di maltempo».
Scaroni: «Gas fino a mercoledì»
Rcd
SCARONI, CI PREPARIAMO A NUOVI MOMENTI DIFFICILI - «All’emergenza abbiamo reagito aumentando le importazioni di gas dall’Algeria e dal nord Europa attraverso la Svizzera - ha affermato domenica sera Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’ Eni - non abbiamo problemi fino a mercoledì. Poi, nella peggiore delle ipotesi dovremo intervenire sugli interrompibili», cioè sui quei contratti con le aziende che hanno accettato il rischio di eventuali sospensioni nella fornitura in cambio di uno sconto sulla bolletta. «Attendiamo un’altra ondata di freddo in Russia e non sappiamo che comportamento avrà Gazprom giovedì e venerdì. Ci stiamo preparando a momenti ancora difficili»
RIGASSIFICATORE IN CRISI - Il rigassificatore di Rovigo, al largo delle coste venete, intanto lavora a scarto ridotto a causa del mare grosso. L’interruzione aggrava la situazione già critica delle forniture di gas, perchè fino a quando non miglioreranno le condizioni meteo nessuna nave potrà ormeggiare. Il perdurare delle avverse condizioni meteorologiche, spiega Adriatic Lng, gestore del terminale, «ha avuto impatti sul programma di ormeggio delle navi metaniere per motivi di sicurezza».
UE - L’Unione europea si dice pronta intanto a fare la sua parte. «La Commissione europea è in contatto con le autorità italiane ed è pronta a valutare misure di aiuto, se si rendessero necessarie» ha spiegato una portavoce di Bruxelles, facendo riferimento all’emergenza gas. Oltre all’Italia, anche Romania e Germania hanno flussi diminuiti dalla Russia.
REUTERS: MILANO, 6 febbraio (Reuters) - Il rigassificatore di Rovigo, che copre il 10% del fabbisogno nazionale di gas, non sta operando a pieno regime da alcuni giorni. A sabato scorso la funzionalità era al di sotto del 50% a causa del maltempo che rende problematico l’attracco delle navi gasiere.
A dirlo è Roberto Potì, direttore centrale Sviluppo di Edison, a margine di un convegno a Milano.
"Il rigassificatore non è a pieno regime: a sabato scorso aveva una funzionalità al 50% a causa del maltempo che rallenta le operazioni di attracco delle navi gasiere", ha detto il manager della società, che sta per passsare sotto il controllo di Edf, proprietaria del 7,3% dell’infrastruttura, di cui ritira l’80% del gas naturale liquido (Gnl).
"Le navi sono disponibili, ma restano in alto mare. A causa delle condizioni meteo gli scarichi di Gnl sono più lenti per motivi di sicurezza", ha aggiunto.
A causa del freddo intenso che sta investendo tutta l’Europa la Russia ha ridotto del 30% le forniture di gas. Oggi con la ripresa dell’attività delle aziende, dopo il weekend, è previsto un picco massimo di consumi intorno ai 440 milioni di metri cubi in Italia.
(Giancarlo Navach)
BBB. CHE COS’È UN RIGASSIFICATORE (da wikipedia)
Prima definizione. Un rigassificatore è un impianto che permette di riportare lo stato fisico di un fluido, che in natura si presenta sotto forma di gas, dallo stato liquido a quello aeriforme. L’impianto non è da confondersi invece con il gassificatore, che ha tutt’altre funzioni. I più noti impianti di questo tipo sono i rigassificatori GNL, utilizzati nel ciclo di trasporto del gas naturale.
Normalmente la liquefazione di un gas viene condotta per agevolarne il trasporto in serbatoi, riducendone il volume. Tale sistema viene in particolare adottato in occasione del trasporto marittimo di gas industriali come metano, GNL, etilene, GPL, ammoniaca ed altri derivati del petrolio. Il trasporto avviene in condizioni criogeniche o di debole pressurizzazione.
La rigassificazione viene realizzata negli impianti di destinazione attraverso l’innalzamento della temperatura e l’espansione del gas in impianti la cui complessità dipende dalle condizioni di temperatura raggiunte per ottenere la fase liquida.
Seconda definizione. Nell’ambito del ciclo di produzione e trasporto del gas naturale (GN), un rigassificatore è un impianto industriale che permette di riportare il prodotto dallo stato liquido (GNL) utilizzato nel trasporto marittimo a quello gassoso utile per il trasporto terrestre ed il consumo finale. Gli impianti di rigassificazione possono essere realizzati a terra, oppure in alto mare (su strutture offshore), o su particolari navi dette FSRU.
Quando viene trasportato per mare il gas naturale subisce nel porto di partenza un processo di liquefazione per ridurre il volume del prodotto, che può essere così trasportato con maggiore efficienza ed in condizioni di sicurezza (non essendo infatti infiammabile allo stato liquido). Il processo avviene mediante un forte abbassamento della temperatura, che viene portata al disotto della temperatura di ebollizione del metano, principale componente della miscela, che a pressione atmosferica è pari a -161.4 °C. Il gas liquefatto viene quindi imbarcato su speciali navi dette metaniere, dotate di cisterne criogeniche che si occupano di mantenere il carico allo stato liquido sino al porto di destinazione, dove subisce il processo inverso per poter essere riportato in forma aeriforme e quindi immesso nelle condotte della rete di distribuzione.
CCC. RIGASSIFICATORI IN ITALIA (wikipedia)
In funzione [modifica]
Rigassificatore di Panigaglia, Panigaglia (SP), Liguria, (3,4 Gmc/anno), azionista: GNL Italia, società del gruppo ENI. Presentata domanda per incremento capacità fino a 8 Gmc/anno. [6]
Terminale GNL Adriatico, Rovigo, Porto Tolle/Porto Viro, (8 Gmc/anno), azionisti: 45% ExxonMobil, 45% Qatar Petroleum, 10% Edison. Tipologia: Offshore Gravity based.[1] La prima metaniera carica di GNL proveniente dal Qatar, la Dukhan, è arrivata il 10 agosto 2009.[7]
Progetti approvati [modifica]
Livorno - OLT Offshore LNG Toscana (4 Gmc/anno), azionisti: 46,79% E.ON, 46,79% IRIDE compresa la quota del 5,08% di ASA Livorno, 3,73% OLT Energy Toscana gruppo Belleli, 2,69% Golar Offshore Toscana Ltd. Offshore FSRU.
Porto Empedocle (AG) (8 Gmc/anno), azionista: Nuove Energie (90% Enel).[8]
Gioia Tauro (RC) (12 Gmc/anno), azionista: LNG Med Gas Terminal (49% CrossNet gruppo Belleli, 25,5% Sorgenia, 25,5% IRIDE)
Priolo Gargallo (SR)[9] (8 Gmc/anno), azionisti: 50% ERG, 50% Shell
Zaule, Trieste (8 Gmc/anno), azionista: Gas Natural, in accordo con SNAM
Capobianco (BR) (8 Gmc/anno), azionisti: British Gas, onshore[10]
In progetto [modifica]
Ravenna (RA) (8 Gmc/anno), azionista: ENI. Offshore FSRU (piattaforme petrolifere da riadattare, al largo delle coste)
Gioia Tauro (RC) (12 Gmc/anno), azionista: LNG Med Gas Terminal (49% CrossNet gruppo Belleli, 25,5% Sorgenia, 25,5% IRIDE)
Taranto (8 Gmc/anno), azionista: Gas Natural, in accordo con SNAM
Monfalcone / Grado, Terminal Alpi Adriatico, (8 Gmc/anno), azionista: Endesa, offshore,
Priolo Gargallo (SR)[11] (8 Gmc/anno), azionisti: 50% ERG, 50% Shell
Rosignano (LI) (8 Gmc/anno), azionisti: 70% Edison, 30% British Petroleum, probabilmente escluso dall’approvazione definitiva del limitrofo rigassificatore di Livorno
Porto Recanati (MC) La nave rigassificatrice verrà posizionata a 34 kilometri dalla costa marchigiana, zona Scossicci nel comune di Porto Recanati, distante da ricadere in acqua internazionali. A 34 km la curvatura terrestre determina l’invisibilità della nave dalla spiaggia.La realizzazione di questo impianto verrà eseguita dalla Tritone GNL.
CCC. UN ARTICOLO DEL 2007 DI RADIO REBELDE
L’Italia consuma tonnellate e tonnellate di gas naturale (metano) al giorno. A parte le auto a gas, lo utilizziamo per scaldare le case e per cucinare ma, soprattutto, lo utilizziamo per produrre energia elettrica.
Ma l’Italia produce pochissimo metano, la maggior parte di quello che consumiamo lo importiamo dall’estero soprattutto da Russia, Algeria, Olanda e Libia. E’ possibile liquefare il gas portandolo a temperature molto basse, caricarlo su grandi navi e trasportarlo in qualsiasi parte del mondo. Tuttavia, prima di poterlo riutilizzare, una volta scaricato questo gas liquefatto deve essere riportato allo stato gassoso, ovvero “rigassificato”. Lo strumento che esegue questa operazione si chiama appunto “rigassificatore”
Solitamente il gas viene trasformato in liquido, mediante un forte abbassamento della temperatura, per poter essere trasportato in cisterne o navi cisterna e ritrasformato nello stato aeriforme per poter essere immesso nelle condutture della rete di distribuzione. Questa soluzione viene adottata quando il luogo di produzione del gas naturale è lontano dal luogo di utilizzo, e non vi è un collegamento mediante gasdotti.
Il trasporto in forma liquida è conveniente rispetto al trasporto in forma gassosa grazie alla densità molto superiore, che richiede volumi di trasporto molto inferiori. Raggiunto il Rigassificatore il metano viene immagazzinato in un contenitore criogenico, e riportato in forma gassosa e immesso nella rete quando ve n’è il bisogno.
L’Italia attualmente ha un rigassificatore in funzione (Rigassificatore di Panigaglia) e dieci progetti approvati o in corso di valutazione:
• Rovigo – Adriatic LNG (8 Gmc/anno), azionisti: 45% ExxonMobil, 45% Qatar Petroleum, 10% Edison
• Brindisi – Brindisi LNG (8 Gmc/anno), azionisti: British Gas
• Livorno – OLT Offshore LNG Toscana (4 Gmc/anno), azionisti: 25,5% Endesa, 25,5% IRIDE, 29% OLT Energy Toscana-gruppo Belleli, 20% Golar Offshore Toscana Ltd
• Rosignano (LI) (8 Gmc/anno), azionisti: 70% Edison, 30% British Petroleum
• Grado (GO) (8 Gmc/anno), azionista: Endesa
• Zaule (TS) (8 Gmc/anno), azionista: Gas Natural
• Taranto (8 Gmc/anno), azionista: Gas Natural
• Gioia Tauro (RC) (12 Gmc/anno), azionista: CrossGas (60% gruppo Belleli, 40% Italpetroli)
• Porto Empedocle (AG) (8 Gmc/anno), azionista: Nuove Energie (90% Enel)
• Priolo Gargallo (SR) (8 Gmc/anno), azionisti: 50% Erg, 50% Shell
C’è chi dice che dei rigassificatori non possiamo farne a meno se non vogliamo rimanere al freddo, e non ha senso impedirne la costruzione se non vengono violate le più banali e ferree regole di sicurezza. Devono ovviamente essere realizzati in luoghi adatti ed idonei, distanti dai centri abitati e con impatto ambientale accettabile. Sarebbe meglio costruirli “off-shore” (ovvero in mare), ma se i costi di tale scelta dovessero risultare proibitivi c’è il rischio che non se ne costruisca nessuno per i costi per l’appunto elevati, e questo sarebbe inaccettabile.
C’è chi dice che l’esplosione di metano avrebbe un effetto paragonabile ad una bomba atomica.
Se si sommano le potenzialità dei rigassificatori approvati e da approvare con quelle dei gasdotti potenziati si arriva, attorno al 2010, a un totale di 145,5 mld di metri cubi a cui bisogna aggiungere quelli che arriveranno dalla Turchia via gasdotto dalla Grecia.
Nel 2010 si prevede un consumo italiano pari a 90 mld di metri cubi.
Anche ipotizzando che solo la metà dei nuovi rigassificatori siano realizzati è evidente che siamo di fronte ad una sovraccapacità che svela il vero nocciolo della questione energetica italiana: vogliono fare dell’Italia lo snodo energetico dell’Europa centro-occidentale. Il gas arriverebbe in Italia, via gasdotto e via nave, per essere poi rivenduto ai paesi mediterranei e centro europei. Qui sta il business attorno al quale si svolge la guerra del gas che, pertanto, esula le questioni locali, come hanno perfettamente capito molte popolazioni che non vogliono sacrificare il loro ambiente e la loro sicurezza sull’altare del profitto delle multinazionali energetiche.
Il progetto del rigassificatore di Brindisi è condiviso da quasi tutti i partiti. Ma contro il rigassificatore ci sono tutti gli enti locali: il comune di Brindisi che è amministrato dal centrodestra, la provincia e la regione che invece sono amministrate dal centrosinistra.
Per quanto riguarda la regione Puglia è stato individuato un altro sito di rigassificatozione a Taranto.
In sintesi sono tutti favorevoli ma nessuno li vuole sotto casa. Il problema in questo caso non è l’inquinamento ma il fatto che sono degli impianti ad alto rischio d’incidente rilevante. Studi autorevoli prescrivono la costruzioni dei terminali lontano da città e da altre industrie soggette a tale decreto, in quanto l’effetto domino che si verrebbe a creare a seguito d’incidente avrebbe effetti catastrofici per la popolazioni vicini a detti impianti.
DDD. UN ARTICOLO POLEMICO SUI RIGASSIFICATORI DEL 23/1/2009 (http://blog.verdenero.it/2009/01/23/indipendenza-energetica-la-ricetta-italiana-a-base-di-nucleare-e-gas/)
Ormai sembra quasi inutile ripeterlo, ma la ricetta del Governo Berlusconi per risolvere il problema dell’indipendenza energetica è questa: nucleare condito da gas proveniente da diversi paesi del mondo.
Lo dimostrano i via libera, uno dietro l’altro, a impianti di rigassificazione dislocati in ogni parte del territorio italiano. Dopo l’inaugurazione del rigassificatore di Rovigo, proprio di fronte al Parco del Delta del Po, è stata la volta del sì del Consiglio di Stato per quello di Livorno, in pieno Santuario dei Cetacei. E non c’è due senza tre, come si suol dire.
Il 20 gennaio infatti la conferenza dei servizi della Regione Sicilia ha dato il via libera definitivo alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle, a circa un chilometro dai confini del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.
Secondo Fulvio Conti, amministrazione delegato di Enel, che detiene il 90% del progetto, “questa è una risposta in positivo per difendere l’autonomia degli approvvigionamenti energetici di un paese”. Il nuovo impianto infatti consentirà di importare soprattutto gas nigeriano.
Ora, non vi devo certo rammentare io quanto sia instabile la situazione politica in Nigeria, così come lo è nella maggior parte dei paesi dai quali ci riforniamo di gas, che sia la Russia (vedi la recente crisi), la Libia, l’Algeria, l’Egitto, il Qatar e gli Emirati Arabi.
Ma più in generale mi fa sorridere pensare che con la soluzione a portata di mano si cerchi di perpetuare un sistema che sta dimostrando il suo fallimento ormai da tempo.
La soluzione è naturalmente fare affidamento sul solare a concentrazione, sul fotovoltaico, sull’eolico, sulla geotermia, sull’energia delle maree, e soprattutto sull’efficienza energetica. Le uniche soluzioni in grado di risolvere veramente il problema dell’approvvigionamento energetico.
Invece in Italia si continua sentir parlare solo di gas e recentemente sempre più spesso di nucleare. Lo ha fatto di nuovo Enel, proprio ieri, per voce di Simone Mori, direttore regolamentazione e ambiente dell’azienda. Secondo Mori bisogna accelerare i procedimenti autorizzativi per avere 8 centrali nucleari entro il 2020.
EEE. BOLLETTINO DEL GELO
MILANO - L’Italia resta nella morsa del gelo. E il maltempo, che in queste ore imperversa su tutta la Penisola, fa registrare altre quattro vittime dopo le diciotto del weekend. Un camionista è stato trovato morto all’interno del suo mezzo, in Abruzzo, lungo la strada statale 690 Avezzano-Sora. Il cadavere di un uomo, forse un extracomunitario quarantenne, è stato scoperto in un casolare abbandonato nel Mantovano, e un anziano di 84 anni è stato trovato morto a Campomarino Lido, Campobasso. Un settantenne è morto per il freddo ad Ancona. Si trovava in un pollaio, nella frazione Barcaglione: un’infermiera sua parente ha tentato inutilmente di rianimarlo. L’anziano è spirato durante il trasporto in ambulanza in ospedale. In tutto il Centro-Sud le utenze senza elettricità sono al momento 29.770 (contro le 40.960 delle ore 12). Ed è allarme gas: i consumi di gas dei clienti industriali saranno contenuti per tutelare le utenze domestiche.
ANCORA NEVE - Non smette di nevicare, fino a quote di pianura, su Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, sui settori orientali della Toscana e sul Lazio centro-orientale. Le regioni adriatiche sono quelle nelle quali si vivono situazioni di massima emergenza. E la situazione purtroppo è destinata a peggiorare. È quanto prevede la nuova allerta meteo emessa dal Dipartimento della Protezione Civile, che integra ed estende quelle emesse nei giorni scorsi.
GELO A MILANO - A Milano le temperature di lunedì mattina ancora intorno alle 7 erano di dieci gradi sotto lo zero, come nella notte. Il capoluogo lombardo si è risvegliato nel gelo, ma nonostante il gran freddo, e il ghiaccio su auto e strade, non si registrano né decessi né incidenti gravi. Il 118, la polizia locale e la stradale hanno un incremento di interventi per i piccoli tamponamenti in città e nelle tratte autostradali, con due incidenti più seri, ma senza feriti gravi, che si sono verificati stamani in A/4 verso Milano e, in città, in piazzale Cuoco.
TOSCANA - I comuni e le province di Arezzo e Siena stanno prendendo in considerazione la possibilità di una class action contro Enel. È uno degli strascichi degli ultimi giorni segnati, anche in Toscana, dal freddo e dalle neve, che non hanno risparmiato trasporti, corrente elettrica e riscaldamento. La zona del Senese è stata duramente colpita: nella notte tra martedì e mercoledì erano 24 mila le utenze rimaste al buio, secondo i dati della Provincia. Continua, intanto, il freddo polare: le temperature registrate in nottata sono state al di sotto dello zero su tutto il territorio provinciale, la minima si registra al Passo del Giogo con -13,0 gradi.
Il meteo di Corriere.it: previsioni a cinque giorni
La situazione nel Lazio e nella Capitale
La situazione in Emilia Romagna
SICILIA - Cime delle montagne imbiancate anche in Sicilia per il calo delle temperature. La neve che ha coperto i rilievi dei Nebrodi e delle Madonie, non ha però provocato rallentamenti nella circolazione stradale. La polizia consiglia tuttavia di portare le catene a bordo delle automobili. Qualche piccolo rallentamento si registra sull’autostrada Palermo-Catania all’altezza dello svincolo di Enna. Traffico regolare anche sul versante dell’Etna dove sta per il momento nevicando. Forti precipitazioni sulla strada che porta da Palermo a Sciacca, all’altezza di San Cipirrello con traffico leggermente rallentato.
FFF. LA DIRETTA DI REPUBBLICA.IT
Il maltempo non dà tregua. Il sindaco di Roma Alemanno ha stabilito per domani il terzo giorno di chiusura di tutte le scuole della Capitale. Chiesto lo stato di calamità naturale per il Lazio. Il freddo siberiano, che solo ieri ha provocato altre 10 vittime, durerà almeno fino a San Valentino: ed è nuova allerta meteo. Sono cinque le ultime vittime per il freddo: una nel mantovano, un’altra nel teramano, una ad Ancona, oltre ad un incidente mortale nell’ennese per il ghiaccio in cui ha perso la vita un giovane, e ad un camionista trovato morto lungo la superstrada del Liri. In Europa i morti per l’ondata di gelo sono 420. Secondo l’avviso di condizioni meteorologiche avverse, emesso dal Dipartimento della Protezione Civile, per le prossime 24-36 ore è previsto il persistere di nevicate fino a quote di pianura su Emilia Romagna, Abruzzo e Molise e dalla tarda mattinata su Marche e Campania, con accumuli da deboli a localmente moderati. Paesi isolati e polemiche. E’ anche emergenza gas, al centro oggi di una riunione al ministero dello Sviluppo. Passera: "Situazione critica ma monitorata". E continuano le polemiche sulla gestione dell’ondata di maltempo a Roma. Alemanno: "Anche la Cancellieri male informata". Il ministro dell’Interno replica: "Non è vero. Istituzioni dialoghino, protezione civile ha garantito i soccorsi". E Il Viminale precisa: Nessuna polemica col sindaco della capitale.
17:59 Fiat Melfi, produzione sospesa fino a domani 125 – Produzione sospesa fino al secondo turno di domani alla Fiat di Melfi (Potenza). La casa automobilistica, che in Basilicata produce le Grande Punto, aveva deciso di fermare le linee solo per il primo turno di oggi (dalle 6 alle 14). La mancanza di componenti dovuta al blocco dei mezzi pesanti ha determinato la proroga il blocco fino a domani pomeriggio.
17:51 Gasolio ghiacciato, tir fermi sulla Paullese 121 – Problemi alla viabilità oggi a Crema a causa del freddo polare. I disagi si sono creati in particolar modo sulla strada Paullese, tra Castelleone e Crema, per la sosta forzata di alcuni camion, bloccati a causa del gasolio ghiacciato nel serbatoio.
17:35 Forestale: pericolo valanghe in Piemonte, Abruzzo marche e Molise 114 – Pericolo valanghe ’forte’ (il quarto dei cinque livelli di rischio) in Piemonte, in Abruzzo, Marche e Molise. Lo segnala il Corpo forestale dello Stato. In Piemonte pericolo sulle Alpi Graie, Cozie, Marittime e Liguri, a causa della scarsa coesione della neve fresca con lo strato sottostante, dovuto alle basse temperature. Alto rischio anche in Abruzzo, interessato da nevicate di forte intensità sul versante adriatico. Le temperature molto rigide sono accompagnate da venti localmente forti che ridistribuiscono la neve fino a quote medie. Segnalata un’ attività valanghiva spontanea nel comune di Pescasseroli (AQ). A tutte le esposizioni il manto nevoso risulta debolmente consolidato sulla maggior parte dei pendii ripidi non solo in Abruzzo ma anche in Molise, dove proseguono nevicate di debole o moderata intensità sino in pianura. Nelle ultime 24 ore deboli nevicate hanno interessato tutto l’Appennino umbro-marchigiano, dove le temperature abbondantemente sotto lo zero non favoriscono l’assestamento del manto nevoso e fanno salire il pericolo valanghe a ’forte’. Il pericolo è maggiore sul versante ascolano dei Monti Sibillini, dove sono probabili valanghe spontanee di media grandezza, mentre sul versante settentrionale del settore il pericolo è ’marcato’ e il distacco è possibile con debole sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi. Su tutto il settore le attività escursionistiche e sci-alpinistiche sono fortemente sconsigliate.
17:17 Radio Vaticana: "Città paralizzata, ma si è fatto di tutto per Roma-Inter" 104 – "Città bloccate, strade ghiacciate, cittadini chiusi in casa, polemiche tra comune di Roma e Protezione civile, servizi pubblici ridotti, ma allo stadio Olimpico di Roma si gioca Roma-Inter per il campionato di calcio". E’ questo il commento critico della Radio Vaticana alla giornata di campionato svoltasi ieri nel mezzo dell’ondata di maltempo che ha colpito vaste regioni del Paese. "Si è fatto di tutto per giocare una partita di calcio quando nella capitale molte strade erano ghiacciate" e "il resto della cittadinanza aveva grossi problemi di movimento"
17:16 Zingaretti: "Ok decisione Polverini su stato calamità naturale" 103 – "Condivido la decisione della Presidente Renata Polverini di dichiarare lo stato di calamità naturale per la Regione Lazio". Lo dice il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che aggiunge: "In questo momento è fondamentale mettere in campo tutti gli strumenti utili ad affrontare l’emergenza e ad aiutare i Comuni, che hanno già subito pesanti disagi e notevoli danni e che, in base alle previsioni, potrebbero dover fronteggiare nelle prossime ore un nuovo peggioramento delle condizioni meteo".
17:14 Deliberato stato d’emergenza in Abruzzo 102 – La giunta regionale d’Abruzzo ha deliberato stamane lo stato di emergenza, causa l’eccezionalità degli eventi meteorologici che hanno interessato, e che interesseranno nelle prossime ore, l’intera regione. Il provvedimento prevede l’immediato insediamento del comitato operativo regionale per le emergenze che assicurerà la direzione unitaria e il coordinamento delle attività. Ferme le competenze proprie dei sindaci, dei presidenti di provincia e degli altri livelli istituzionali, sarà la protezione civile regionale a dirigere gli interventi dei settori interessati al soccorso in tutto il territorio.
16:14 Dipendenti Protezione civile: "Alemanno ci rispetti" 89 – Nello scontro tra il sindaco di Roma e la protezione civile entrano in campo i dipendenti del Dipartimento, con una lettera aperta inviata al primo cittadino della capitale. Oltre 300 i firmatari che al momento l’hanno sottoscritta: un’iniziativa delle persone, "che ha una rilevanza personale ed emotiva". Alemanno la smetta di "insultare" chi da giorni continua a lavorare in silenzio per fronteggiare l’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia e "rispetti" uomini e donne che "erano all’Aquila e ad Haiti, a Lampedusa e sulle navi dei migranti, in Toscana e all’isola del Giglio". Operatori, tecnici e funzionari dello Stato "che tutto possono essere considerati, fuorchè ’passacarte’". E che, "in ogni caso, le carte che leggono, almeno, le capiscono", si legge nella lettera. Tecnici e funzionari del Dipartimento sottolineano le "parole al vento" pronunciate secondo loro da Alemanno "non in qualità di sindaco di Roma ma come uomo politico preoccupato forse più del suo futuro che delle sue attuali responsabilità".