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 2012  febbraio 05 Domenica calendario

DIPARTITA DI LUCIANO CAFAGNA

@ dario di vico in twitter è il primo a darne notizia. Scrive: ero molto affezionato a Luciano Cafagna, intellettuale di primissimo ordine e persona squisita.
ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia della scomparsa di Luciano Cafagna in un messaggio ha espresso "profonda tristezza per l’amicizia e la stima che a lui mi legavano da lunghi anni".
"Cafagna - ha sottolineato il capo dello Stato - è stato uno storico di alto profilo, tra i più autorevoli e brillanti della sua generazione; ancora nelle recenti celebrazioni dell’Unità d’Italia è emerso il valore dei suoi contributi, in particolare quello della sua interpretazione di Cavour. Oltre che studioso e docente di storia contemporanea altamente apprezzato, egli è stato una personalità di rilievo, politico e intellettuale, nelle file del Partito Socialista e della sinistra, un appassionato e combattivo analista e pubblicista".
"Nel ricordo della sua limpidezza e gentilezza umana, partecipo - conclude Napolitano - con animo commosso al dolore della figlia Luciana e dei famigliari tutti".
http://www.lapoliticaitaliana.it/Agenzia/?d=20120205&id=52523
Addio a Luciano Cafagna, storico e politico autorevole
ROMA – Originario di Avellino, classe 1926 Luciano Cafagna scomparso oggi e’ stato uno storico e politico italiano. Studioso dei problemi dello sviluppo economico italiano, ha insegnato Storia contemporanea all’Universita’ di Pisa. Pochi giorni fa e’ stato, con Sartori, Giorello, Reviglio tra i primi firmatari del manifesto-appello di Libera Italia, l’associazione nazionale della democrazia liberale e socialista, guidata da Massimo Teodori, per ’ricostruire la politica, rinnovare la Repubblica: Istituzioni, Europa, Lavoro, Diritti’. Fece parte nel 1950 del gruppo dei Giovani Storici del PCI, ma nel 1956 fu tra i protagonisti della ’’diaspora’’ e segui’ il destino politico di Antonio Giolitti, di cui e’ stato uno stretto collaboratore.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio in cui ha espresso ’’profonda tristezza’’ per la sua scomparsa ha sottolineato come Cafagna sia ’’stato uno storico di alto profilo, tra i piu’ autorevoli e brillanti della sua generazione’’.
All’inizio degli anni sessanta, con i saggi ’’La formazione di una base industriale in Italia fra il 1886 e il 1914’’ e ’’Intorno alle origini del dualismo economico in Italia’’, si inseri’ nel dibattito sull’industrializzazione italiana.
Fu consigliere del Comitato Scientifico della ’’Fondazione Basso’’ e partecipo’ attivamente al dibattito politico della Sinistra. Piu’ recentemente e’ stato commissario dell’Autorita’ garante per il mercato e la concorrenza; e’ stato esponente del La Rosa nel Pugno, DS ed ha aderito infine al neo Partito Socialista.
Autore tra l’altro di libri come ’’La grande slavina’’ (1993) e ’’Una strana disfatta’’ (1996), in cui analizza le ragioni del pesante scacco subito dal socialismo autonomista nell’Italia repubblicana. A suo parere ad esempio la parabola di Craxi non si puo’ comprendere senza inserirla nel drammatico contesto degli anni Settanta.
Tra i numerosi saggi e scritti di Cafagna, il volume Cavour (Ed Il Mulino) in cui ha colto l’occasione di questo ritratto storico per fare un analisi della categoria della politica. Nel saggio sul grande statista lo studioso scorre le virtu’ di Cavour alla base dei vizi italiani, demiurgo dell’ unita’ , ma anche creatore di regole che influenzano ancora la nostra politica. Si ricorda anche di Cafagna il saggio ’’Tra ricerca storica e impegno civile (Marsilio 2007).
Attraverso l’esame di alcuni dei temi centrali della storia contemporanea che sono stati oggetto dell’attenzione di Cafagna (l’industrializzazione italiana, la programmazione economica, il pensiero politico di meta’ ottocento), i saggi mostrano come la sua attivita’ di studioso sia stata sempre intrecciata all’impegno politico e istituzionale: cosi’ lo studioso autore di fondamentali interpretazioni dello sviluppo economico italiano tra ’800 e ’900, o l’attento lettore di Tocqueville, e’ anche stato protagonista diretto e acuto interprete di momenti importanti della storia italiana: la crisi del 1956, la programmazione economica nel primo centro-sinistra, la prima autorita’ antitrust, l’Italia a Bruxelles, la crisi della prima repubblica.
5 febbraio 2012 http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/addio-a-luciano-cafagna-storico-e-politico-autorevole-1107268/
MORTO LUCIANO CAFAGNA/ Napolitano ricorda lo storico d’alto profilo, studioso di Cavour
domenica 5 febbraio 2012
Si è spento oggi Luciano Cafagna. Nato nel 1926 ad Avellino, è stato uno storico e un politico italiano. Professore di Storia contemporanea presso l’Università di Pisa, si è interessato, nel corso della sua attività di accademico e studioso dei problemi dello sviluppo economico italiano, del divario tra nord e sud e dei partiti della sinistra italiana. E’ autore, inoltre, di diversi saggi su Cavour. Fece parte del Partito comunista italiano, di cui, nel 1950, divenne esponente dei Giovani Storici. Nel 1956 prese parte, invece, alla diaspora, legando le sue sorti politiche a quelle di Antonio Giolitti, del quale divenne stretto collaboratore. Quest’ultimo era il nipote di Giovanni Giolitti. Si iscrisse al Partito comunista nel 1940. Fu membro attivo della Resistenza e, assieme a Giancarlo Pajetta fondò le Brigate Garibaldi. Membro dell’Assemblea costituente, fu deputato eletto tra le fila del Partito comunista sino al 1957, che abbandonò in seguito ai fatti di Ungheria del 1956 per aderire al Partito Socialista Italiano (Psi), tra le fila del quale venne eletto in Parlamento fino al 1976.
Tra i giovani intellettuali riformisti che presero parte alla sua corrente socialista c’era, per l’appunto, Cafagna. Egli, in particolare, divenne autorevole esponente del dibattito relativo all’industrializzazione italiana con i saggi "La formazione di una base industriale in Italia fra il 1886 e il 1914" e "Intorno alle origini del dualismo economico in Italia". Divenne, inoltre, consigliere del Comitato Scientifico della "Fondazione Basso" e dell’Autorità garante per il mercato e la concorrenza. Dopo aver aderito a La Rosa nel Pugno, e ai DS, si iscrisse, infine, al neo Partito Socialista. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia della morte, ha affidato ad un comunicato il suo cordoglio, esprimendo «profonda tristezza» per la stima e l’amicizia che lo legava da anni allo studioso. «Cafagna – dice Napolitano - è stato uno storico di alto profilo, tra i più autorevoli e brillanti della sua generazione; ancora nelle recenti celebrazioni dell’Unità d’Italia è emerso il valore dei suoi contributi, in particolare quello della sua interpretazione di Cavour». Il capo dello Stato ha voluto sottolineare come Cafagna non sia stato solamente un intellettuale di alto livello estremamente apprezzato, ma anche «personalità di rilievo, politico e intellettuale, nelle file del Partito Socialista e della sinistra, un appassionato e combattivo analista e pubblicista».
Di recente l’inquilino del Colle aveva ricevuto al Quirinale una delegazione di Libera Italia – Associazione nazionale della democrazia liberale e socialista, guidata da Massimo Teodori. L’associazione, di cui Cafagna era membro della segreteria scientifica, aveva espresso la necessità, una volta superata la fase Monti, di accelerare una nuova stagione riformatrice.
domenica 5 febbraio 2012
http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/2/5/MORTO-LUCIANO-CAFAGNA-Napolitano-ricorda-lo-storico-d-alto-profilo-studioso-di-Cavour/239419/