Viviana Mazza, Corriere della Sera 5/2/2012, 5 febbraio 2012
«I Giocatori di carte» di Cézanne stanno seduti al tavolo di un’osteria di Aix-en-Provence, intenti nella loro partita
«I Giocatori di carte» di Cézanne stanno seduti al tavolo di un’osteria di Aix-en-Provence, intenti nella loro partita. Per avere quel quadro, il Qatar ha speso 250 milioni di dollari, il più alto prezzo mai pagato per un’opera d’arte, ha rivelato Vanity Fair. Quel che Doha ha comprato è il biglietto d’accesso a un club esclusivo: il capolavoro post-impressionista di fine 800 è una delle opere d’arte più note, ne esistono cinque versioni e le altre quattro stanno a Parigi, New York, Londra e Philadelphia. Con la stessa quieta concentrazione di quei contadini francesi ritratti con gli occhi fissi sulle carte, il piccolo emirato ha ammassato una collezione che include opere di Rothko, Warhol, Lichtenstein, Koons e Hirst. Una delle più influenti riviste del settore, l’Art Newspaper, ha documentato gli acquisti negli ultimi sei anni (mai confermati dalla famiglia reale, ma rivelati da altre fonti) avvenuti attraverso G.P.S. Partners (mercanti d’arte con sedi a New York e Parigi), e ha incoronato il Qatar primo acquirente d’arte contemporanea al mondo nel 2011. La partita dello sceicco Hamed bin Khalifa al Thani è ambiziosa. Il suo asso nella manica sono le immense riserve di gas naturale, con le quali sta comprando prestigio e influenza sulla scena internazionale per il suo staterello a forma di pollice grande quando l’Abruzzo. Lo sceicco gioca su più tavoli. Doha gode di un crescente peso politico nella regione, grazie a legami con i gruppi islamici saliti al potere dopo le Primavere arabe. Che ha appoggiato in vario modo. In Libia ha inviato aerei e consiglieri militari, ora auspica l’intervento in Siria. Ma da sempre lo sceicco punta molto sul soft power. La tv Al Jazeera («quella piccola scatola di fiammiferi da cui viene tanto rumore», la definì il raìs egiziano Mubarak prima d’essere rovesciato) ha fatto da cassa di risonanza alle proteste (con l’eccezione del Bahrein, notano i critici). Intanto, agli appena 200 mila qatarini, sarà permesso eleggere un parlamento per la prima volta solo nel 2013, ma non si ribellano, con il Pil pro-capite più alto al mondo. Il volto delle acquisizioni d’arte del Qatar è la sceicca Mayassa, una dei 7 figli di Al Thani e della seconda moglie Moza. All’età di 25 anni aveva già conosciuto il principe Carlo e i Clinton e frequentava l’Onu. Dopo uno stage al Tribeca Film Festival ne ha lanciato una sezione a Doha, inaugurata da De Niro. Ora 28enne e madre di due figli, sta arruolando architetti superstar per costruire musei che trasformino una città ancora provinciale in capitale culturale: dopo I.M. Pei per quello d’arte islamica, sono all’opera Jean Nouvel per il museo che ospiterà anche il Cézanne, Santiago Calatrava e altri. Sua madre Moza gestisce «Education City»: prestigiose università Usa e istituti di ricerca per trasformare Doha in un centro per l’istruzione. E il Qatar pigliatutto punta molto sullo sport: l’acquisto del Paris St. Germain, l’accordo da 150 milioni di euro come sponsor della maglia del Barcellona, e soprattutto i Mondiali del 2022 a Doha. Resta da vedere come andrà il consumo d’alcol solo in zone designate. Ma lo sceicco dai manifesti sparsi per Doha pregusta già il trionfo, sollevando la coppa del mondo. Viviana Mazza