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 2007  febbraio 21 Mercoledì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Leader del Patto dei Liberaldemocratici (Patto Segni-Scognamiglio) è Mariotto Segni
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Tony Blair
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Jacques Chirac
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Dominique de Villepin
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

La Chiesa ha indetto una manifestazione «per la famiglia» il 25 marzo, il papa critica la legge sui conviventi (Dico), lunedì infine Prodi ha incontrato i cardinali Bertone e Ruini per svelenire i rapporti assai tesi tra Stato italiano e Santa Sede.

• La Chiesa può attaccare lo Stato italiano, mobilitare i fedeli contro una legge, in definitiva intervenire nella nostra vita pubblica?
La Chiesa ha naturalmente diritto di parola. In Spagna i cardinali hanno guidato in prima persona la grande marcia contro le leggi volute dal primo ministro Zapatero, quelle che permettono agli omosessuali di sposarsi.

• Non esiste un accordo tra il nostro Stato e la Chiesa che dice chiaramente quello che può fare uno e quello che può fare l’altro?
Sarebbe il Concordato, cioè un trattato internazionale che regola le materie di interesse comune. Per esempio, gli effetti civili del matrimonio religioso oppure il fatto che a scuola ci sia un’ora di religione cattolica o che sulla dichiarazione dei redditi i cittadini possano stornare l’8 per mille a favore della Chiesa (ma anche di altre confessioni).

• Però non esiste un trattato – dico per assurdo – con l’Inghilterra per regolare l’insegnamento della lingua inglese. Perché allora con la Chiesa sì e con l’Inghilterra no?
 una lunga storia. Un tempo, quando la Chiesa dominava su grandi territori, i concordati erano frequenti. Il più antico è quello di Worms tra papa Callisto II e l’imperatore Enrico V. Napoleone ne fece addirittura due con papa Pio VII. Il nostro Concordato risale, nella sua prima formulazione, al 1929. La Chiesa ce l’aveva con l’Italia perché nel 1870 gli italiani avevano conquistato Roma. Gli italiani di quell’epoca erano fortemente anticlericali, tutto il nostro Risorgimento, anzi, è stato fatto contro il papa e la Chiesa. Perciò, quando i piemontesi sfondarono a Porta Pia, il papa (era Pio IX) si chiuse in Vaticano e dichiarò che non sarebbe più uscito. Quasi sessant’anni dopo, nel 1929, Mussolini fece la pace con la Chiesa firmando il famoso Concordato che si ricorda l’11 febbraio (il papa era Pio XI). Il Vaticano riconosceva l’Italia, l’Italia riconosceva il Vaticano e si scambiavano gli ambasciatori. Il punto chiave stabiliva che l’Italia era un paese cattolico. La Costituzione repubblicana recepì quel testo nel suo articolo 7. Craxi poi, nel 1984, sottoscrisse un nuovo Concordato (il papa era Wojtyla). Che è ancora in vigore.

• E l’Italia, in base a questi ultimi accordi, è ancora un paese cattolico o no?
In base alla revisione di Craxi, no. Il Concordato del 1929 affermava esplicitamente che la religione cattolica «è la sola religione dello Stato». Nel 1984, invece, si afferma che non è più in vigore il principio della religione cattolica «come sola religione dello Stato italiano». Però, nello stesso tempo, mentre il Concordato di Mussolini vietava espressamente alle organizzazioni cattoliche di far politica, quello di Craxi si limitava a sancire un «reciproco rispetto».

• Insomma, senza voler togliere nulla al papa e alla Chiesa, il Concordato non si potrebbe abolire? Magari con un referendum?
Ma i trattati internazionali non si possono sottoporre a referendum. E in Parlamento non c’è una maggioranza per l’abrogazione del Concordato. Tra i nostri partiti, solo La Rosa nel Pugno – la formazione che tiene insieme i radicali e i socialisti di Enrico Boselli – dice ad ogni occasione che il Concordato va rivisto. Quando ne fece un punto forte della sua campagna elettorale, gli altri partiti, diessini in testa, si affrettarono a precisare di non essere d’accordo. Il risultato non buono di questa formazione alle elezioni ha fatto poi accantonare l’idea. Sarà anche bene ricordare che nel manifesto del Partito democratico – la nuova formazione che dovrebbe nascere dalla fusione tra Ds e Margherita – sta scritto che, relativamente ai rapporti tra Stato e Chiesa, ci si muoverà «nel solco costituzionale fissato dal Concordato». Quel testo, insomma, non si tocca. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 21/2/2007]

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