giornali, 21 febbraio 2007
Antonella Russo di anni 23. Forte e determinata, studentessa d’Economia e commercio, una laurea da festeggiare il mese prossimo, viveva con le due sorelle e con la madre Lucia De Stefano di anni 45, vedova da quando ne aveva 30, impiegata in una conceria, intrappolata in una relazione col meccanico Antonio Carbonara di anni 50, geloso, possessivo, capace di picchiarla davanti alle tre figlie se appena accennava al desiderio di troncare quella storia
Antonella Russo di anni 23. Forte e determinata, studentessa d’Economia e commercio, una laurea da festeggiare il mese prossimo, viveva con le due sorelle e con la madre Lucia De Stefano di anni 45, vedova da quando ne aveva 30, impiegata in una conceria, intrappolata in una relazione col meccanico Antonio Carbonara di anni 50, geloso, possessivo, capace di picchiarla davanti alle tre figlie se appena accennava al desiderio di troncare quella storia. Antonella il Carbonara lo detestava, ci litigava di continuo e domenica 18 febbraio, quando lui mollò alla madre l’ennesima sberla, lo cacciò via dalla villetta di famiglia. Martedì 20 febbraio, all’alba, con la Fiat Tipo accompagnò la mamma come al solito in conceria, stava per tornarsene a casa quando apparve il Carbonara che le sparò in faccia sette colpi di 7.65 e subito dopo, poiché nessuno l’aveva visto e tutti avrebbero pensato a una rapina, si presentò come ogni giorno in officina (invece finì ben presto in galera perché la Russo, esasperata dalla sua violenza, proprio qualche giorno prima l’aveva denunciato ai carabinieri). All’alba di martedì 20 febbraio in contrada Sant’Agata a Solofra, un paesino dell’Irpinia in provincia di Avellino.