Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
In Pakistan ieri hanno arrestato cinquemila avvocati...
• Che notizia è? Non so neanche dove si trova il Pakistan.
In Asia. Tra l’India, l’Afghanistan e l’Iran. Paesi che le dicono qualcosa? L’Afghanistan è quel posto complicato dove è in corso una guerra contro i Talebani... I Talebani, quelli che rapirono il giornalista Daniele Mastrogiacomo. Se li ricorda? Avevano un capo terribile, di nome Dadullah, gran barba e una gamba sola. Uno che scuoiava i nemici e che a un certo punto gli americani sono riusciti ad ammazzare. Ah, vedo nei suoi occhi che la cosa non le è del tutto ignota. E dell’Iran che mi dice? quel paese dominato da un tizio sempre senza cravatta e con l’aria molto trasandata, il quale ogni volta che può dice che bisogna distruggere Israele. Ahmadinejad, ha presente? Troppo complicato per memorizzarlo?
• Via, la smetta. Ho capito che la faccenda degli avvocati arrestati deve essere importante. Quando si parla di paesi così lontani è sempre perché a un certo punto potrebbero far scoppiare la guerra.
Bravo. Guardi un po’ come stanno le cose: in Pakistan c’è un presidente che ha fatto proprio l’altro giorno un colpo di stato. Cioè ha sospeso la costituzione e mandato per le strade i carri armati. La parte nord-occidentale del Pakistan è formata da regioni – dette sbrigativamente “regioni tribali” – abitate da islamisti arrabbiati, cioè fondamentalisti, gente che per uccidere lei e quelli come lei è pronta a farsi saltare per aria in qualunque momento. Un sacco di shaid – cioè di attentatori suicidi – vengono da qui. Il passaggio di uomini da queste regioni tribali all’Afghanistan è continu è tutta gente della stessa etnia, che parla la stessa lingua. Sono i “pashtun”. Sul presidente che ha fatto il golpe hanno un grande vantaggi sono una comunità di cinquanta milioni di uomini, che sta parte in Afghanistan e parte in Pakistan, parla la stessa lingua, ha gli stessi costumi. Il resto del Pakistan è invece percorso da mille etnie e mille lingue. Il presidente che ha fatto il golpe, di fronhte a questa comunità compatta, non è proprio al sicur i militari pakistani – la più potente casta del paese – sono parecchio infiltrati dai fondamentalisti islamici. Ammettiamo che questo presidente, come ho detto piuttosto debole, venga destituito o imprigionato dai militari che non sono d’accordo sul colpo di stato. Voci di questo tipo ieri circolavano con insistenza e poi sono state smentite. Ma supponiamo che accada: i militari islamici, o più esattamente i militari “troppo islamici”, fanno fuori il presidente e pigliano il potere, oppure mandano al governo qualcuno che è chiaramente amico loro. Secondo lei a quel punto che succede?
• Come si chiama questo presidente?
Musharraf, Pervez Musharraf. Ha preso il potere nel ’99 con un colpo di stato. Dopo l’11 settembre s’è barcamenato tra gli americani – di cui si proclama fedele alleato – e questi terroristi che pullulano al nord e che lo considerano un traditore. In cambio del suo appoggio gli americani gli passano poco meno di due miliardi di dollari l’anno, a rate di 150 milioni al mese. Però lui ospita nei suoi territori Osama. Il prossimo 15 gennaio il Pakistan dovrebbe votare per la prima volta. E il partito di Musharraf non ha più del 20 per cento dei voti. Quindi Musharraf sarà costretto ad allearsi con qualcuno, a cedere una bella fetta di potere. Il 6 ottobre – con una procedura non prevista – s’è fatto confermare dal Parlamento presidente, per la terza volta. Tra pochi giorni i giudici dell’Alta Corte avrebbero dovuto ratificare quel voto. Musharraf ha saputo che i giudici l’avrebbero bocciato e ha sospeso la Costituzione. Ma sta rischiando forte.
• Se dovesse andar su un governo troppo amico dei Talebani gli americani interverrebero?
molto probabile. L’Iran è là dietro, l’Aghanistan, anche se i Talebani sono in difficoltà gravissime, è sempre un problema.
• Non ho capito in tutto questo che c’entrano gli avvocati.
Ah, certo, gli avvocati. In questi otto anni di governo, spinto dagli Stati Uniti, Musharraf ha comunque aperto un minimo la società. Le televisioni, che adesso sono oscurate, hanno trasmesso piuttosto liberamente (persino un programma condotto dal travestito Begum Nawazish). I giornali – ora chiusi – hanno scritto abbastanza senza problemi quello che volevano. E, in questo clima moderatamente liberale, si sono ben sviluppate le professioni e hanno assunto valore politico i relativi ordini. In particolare l’Ordine dei giornalisti e quello degli avvocati. Gli avvocati – 90 mila in tutto il Paese – ieri hanno manifestato in molte città contro il golpe. E Musharraf ne ha fatti arrestare cinquemila. Alcuni di loro – come il presidente dell’Ordine di Islamabad – sono addirittura entrati in clandestinità. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 5/11/2007]
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