Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Venerdì prossimo Enrico Mentana farà venire a Matrix Fabrizio Corona (che vuole andarci ad ogni costo e sta dando la notizia a tutti quelli che lo avvicinano). L’altra sera, intanto, s’è visto per la prima volta in televisione Stefano Ricucci, l’uomo che ha inventato l’espressione furbetti del quartierino, etichetta ormai di tutti i protagonisti delle scalate tentate nell’estate del 2005. Ricucci ha permesso a Mentana di segnare un ascolto parecchio superiore alla sua media: il 25 per cento di share contro una media che sta intorno al 20.
• Secondo lei perché ha deciso di andare in tv?
Una delle regole di chi gioca con i soldi è quella di restare il più possibile sconosciuti, impresa oggi non proprio semplice. I veri maestri di invisibilità sono quelli delle cooperative rosse. Lei ha mai sentito nominare, che so, Aldo Soldi, Mario Zucchelli, Turiddu Campaini, Massimo Matteucci, Bruno Cordazzo? Gente che maneggia decine di milioni di euro e che se ne è sempre stata zitta e nascosta. La Coop Adriatica, due miliardi di fatturato e novemila dipendenti, non ha neanche il sito Internet. Nel 1999 Consorte, che era già potentissimo, venne citato dall’Ansa solo 13 volte. Idem nel 2000 e nel 2001. Qualcuno ha scritto, scherzando, che avrebbe dovuto intuire il pericolo quando le citazioni dell’Ansa hanno cominciato a essere decine e poi centinaia. Ebbene, Ricucci, da questo punto di vista, è sempre andato in controtendenza, al punto da dare l’impressione, nell’estate del 2005, di essere persino un esibizionista, caratteristica riprovevole in finanza. Però a quell’epoca, in televisione, non si fece vedere mai. E quindi deduco che il momento di autentica sincerità della trasmissione dell’altra sera sia stato quello in cui ha detto: «Dimenticatemi». Secondo me, è andato da Mentana per questo, per chiudere la storia e possibilmente sparire.
• C’è lo strascico Anna Falchi, che lo farà restare ancora sui giornali per parecchio tempo.
Vedremo. Ieri Dagospia ha messo in rete «una leggenda»: Ricucci a un certo punto sarebbe andato da Lele Mora per chiedergli un appuntamento con una qualche bella donna. Lele Mora avrebbe selezionato dal suo taccuino il nome di Luisa Corna. La cena Corna-Ricucci sarebbe risultata un disastro. Allora Mora avrebbe proposto la Falchi... Ho telefonato a Lele Mora per sapere se la storia è vera e mi sono sentito rispondere che è una balla colossale. Però è interessante perché mostra che l’uomo dei furbetti fa ancora parlare di sé, intorno a lui si intrecciano ogni sorta di chiacchiere.
• Come può essere che uno che ha passato guai simili, sia proprietario di immobili per 670-680 milioni di euro?
Intanto, bisogna vedere se è vero che ha tutti questi soldi. Però: quella che è fallita è la Magiste ed è possibile che Ricucci abbia sistemato proprietà importanti in società diverse da quella che ha affrontato la battaglia Rcs. Il fallimento di una società non trascina necessariamente con sé quello delle altre. Quindi, potrebbe essere sul serio ancora molto ricco.
• Ma allora perché la Falchi dice di avere problemi economici?
Onestamente è una storia strana, che non ho capito. All’epoca del matrimonio i giornali scrissero – su informazioni fornite dalla stessa coppia – che i due vivevano in regime di comunione di beni. Quindi, se la Falchi va da un avvocato e chiede il divorzio non capisco come sia possibile che incontri delle difficoltà. Se in ballo ci sono 670-680 milioni da dividersi, poi... non c’è avvocato che non si prenderebbe a cuore la causa. Ergo, la storia come ce l’hanno raccontata i giornali, cioè come ce l’ha raccontata la Falchi che li ha chiamati per farsi intervistare (perché questi scoop sono sempre realizzati su iniziativa del personaggio famoso), non sta in piedi. Da Mentana, Ricucci ha detto che vuole riconquistarla. Però è andato in video senza fede al dito. Lui forse non ha più bisogno di pubblicità, ma lei sì. Potremmo assistere anche a una clamorosa riconciliazione tra qualche settimana o mese, con altre copertine, eccetera. La Falchi non risultava così povera: anzi lei stessa disse ai giornali, ai tempi belli, che quando s’erano conosciuti lei era già ricca e famosa, che per la gloria e i soldi non aveva certo bisogno di lui.
• La trasmissione ci ha fatto sapere qualcosa di nuovo?
Che l’ultima volta ha votato Ds. E perché non ha voluto dirci per chi ha votato nel 2001? Per il resto, è stato il Ricucci che avevamo imparato a conoscere all’epoca, cioè, come dice Mentana, una via di mezzo tra Carlo Verdone e Lando Fiorini. Mi secca che abbia smentito la più grande battuta del secolo, e cioè quel «volevano fa’ i froci coi culi dell’altri». Se veramente non è sua, bisogna assolutamente scoprire chi l’ha inventata e dargli un premio.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 23/6/2007]
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