Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Oggi il Consiglio dei Ministri nomina il nuovo capo della polizia. Si tratta di Antonio Manganelli, 57 anni, da Avellino, sposato con Adriana, una figlia, Emanuela, che frequenta il ginnasio, appassionato di canzoni napoletane e musica jazz e amante dei cani.
• Come mai questo cambio al vertice, tutt’a un tratto?
Non è così all’improvviso come sembra. Se ne parla da parecchi giorni. Il capo della polizia uscente, Gianni De Gennaro, è rimasto malamente invischiato nella vicenda del G8... Lei sa di che parlo, vero? Nel 2001, a Genova, si tenne un vertice del G8, tipo quello che c’è stato adesso ad Heiligendamm. Ci furono incidenti molto gravi, lo studente Carlo Giuliani venne ucciso da un carabiniere, e la polizia pestò malamente degli studenti che erano stati ammassati nella palestra della scuola Armando Diaz. Su questo pestaggio, in particolare, l’allora questore di Genova, Francesco Colucci, testimoniò in un certo modo durante l’istruttoria e ha detto cose molto diverse, invece, nel processo di pochi giorni fa. Il dubbio di quelli che indagano su quei fatti è quest Colucci, a suo tempo, rese per caso falsa testimonianza? E se sì, chi lo persuase a mentire? Non sarà stato proprio il capo della polizia, che era già allora Gianni De Gennaro?
• Nominato da Berlusconi?
No, nominato dal centro-sinistra. Il G8 e i relativi incidenti sono di luglio, quando Berlusconi s’era appena insediato. Il centro-destra confermò poi De Gennaro al suo posto. Adesso, per via della testimonianza controversa di Colucci, la magistratura gli ha mandato un avviso di garanzia. E su questo Prodi ha deciso di intervenire e di procedere alla sostituzione.
• Se non sbaglio, a questo punto, il centro-sinistra ha sostituto un bel po’ di vertici militari: è stato mandato via il capo del Sismi, cioè del nostro spionaggio militare, Nicolò Pollari. Poi è stato cambiato il capo della Guardia di Finanza, Roberto Speciale. Adesso tocca al capo della polizia...
Infatti il centro-destra ha protestato, gridando che Prodi e i suoi «si stanno prendendo tutto». Mah. Le polemiche sono finite di colpo con la quasi-annunciata discesa in campo di Veltroni. E anche per via della scelta di Manganelli, che ha sempre lavorato a fianco di De Gennaro. Infatti ieri Claudio Scajola, deputato di Forza Italia e ministro dell’Interno nel primo periodo del governo Berlusconi, ha rilasciato una dichiarazione piena di elogi per il nuovo capo della polizia. Quindi, si direbbe, tutti d’accordo.
• Se Manganelli ha lavorato tanto vicino a De Gennaro, com’è che non sconta i disordini di Genova?
Perché in quel momento era in ferie... Non si metta a ridere. Sì, può essere lungimiranza, perché c’era molto timore alla vigilia di quel G8 e infatti qualcuno sosteneva addirittura che la scelta di Genova era stata una trappola pensata da D’Alema per mettere in difficoltà Berlusconi. Ma anche se è stata solo fortuna, va bene lo stess la fortuna fa parte delle qualità essenziali di un generale, come diceva Napoleone.
• Che tipo è questo nuovo capo della polizia?
Le biografie lo descrivono come un lavoratore indefesso, molto metodico, grande capacità organizzativa. Sa che lo chiamano il bell’Antonio? Perché ci tiene a vestir bene (anche se negli anni Settanta girava con le giacche quadrettoni tipiche di quel momento, sostituite adesso da inappuntabili abiti grigi) e perché sa rendersi simpatico a tutti, cosa che deve avergli giovato parecchio – insieme con la fortuna – nel corso della carriera. Quanto al poliziotto, ha pubblicato adesso un saggio, intitolato Investigare (Cedam), scritto in collaborazione col direttore del Servizio di sicurezza civile, Franco Gabrielli. uno studio significativo, perché Manganelli ha sempre avuto passione, oltre che per il diritto – che ha studiato a Napoli, dove si è laureato in Giurisprudenza –, per le tecniche di indagine, approfondite persino in un corso di specializzazione sulla Criminologia clinica frequentato a Modena da giovane. La sua ascesa comincia infatti quando pizzica le bande che in Toscana, un quarto di secolo fa, avevano messo su un’industria dei sequestri molto determinata. Libera prima un rapito, poi un altro, poi un terzo... A un certo punto lo aggregano alla Squadra Anticrimine di De Gennaro, quella che sarà formata da poliziotti diventati poi famosi, l’attuale prefetto di Roma Achille Serra, Alessandro Pansa, Nicola Cavaliere, Francesco Gratteri. stato Manganelli a scortare Tommaso Buscetta nell’aula del maxiprocesso. Ed è stato lui, con De Gennaro, a sgominare la banda della Magliana. Quando si trattò di catturare Nitto Sanpaola radunò i suoi e fece un discorso rimasto celebre per la sua durata: trenta secondi in tutto. Le ultime tre parole erano queste: «Chi sbaglia paga». Santapaola, naturalmente, fu preso.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 24/6/2007]
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