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 2007  giugno 25 Lunedì calendario

MALFATTO Roberto

MALFATTO Roberto Roma 1960. Architetto. «Non bisogna dire che è ”il Panseca dell’Ulivo”. Non bisogna dire che è l’architetto di Veltroni, così come Panseca era l’architetto di Bettino Craxi. Quello faceva parte della corrente progettuale reboante, firmò una piramide di otto metri per il congresso psi dell’89 e un tempio con colonne di falso granito per il congresso del ”91. Lui rivendica una linea più discreta. Alla convenzione dell’Ulivo nel 2004 (il ritorno di Prodi) ideò un palco con un cubo, una ”scatola magica” che ospitava dibattiti e concerti. Significato: siamo (o possiamo essere) tutti al centro dell’attenzione, non come quando al centro c’è solo e soltanto Silvio Berlusconi. Quello, Panseca, da un certo momento in poi era dedicato a Bettino, lui (per ora) ha committenti diversi: Ferrari, Confindustria, Vaticano, Ds, Margherita... Modernità, cattolicesimo. Più Walter. Risultato, un vero architetto del Partito democratico, privo di tessere. [...] Malfatto già lavora per Rutelli sindaco di Roma e Veltroni, con il Campidoglio, erediterà l’architetto, fino a stabilire, dice quest’ultimo, ”non proprio un’amicizia, ma un rapporto profondo”. Malfatto [...] single, alto e snello, è stato descritto come ”architetto emozionale”. Cosa diavolo vuole dire? ”Non so chi abbia coniato la definizione. Posso spiegare che io uso musica ed effetti visivi, foto, immagini, per dare un supporto agli eventi, per agevolare il racconto”. Sì, ma emozionale... ”Cerco di realizzare architetture che emozionino. Sono allestimenti che durano di solito poche ore, così io metto emozione nella razionalità, sto addosso agli oggetti fisici...”. Malfatto è un nome tremendo per chi svolge un lavoro connesso all’estetica. Ma un nome scomodo può strutturare il carattere, se si va oltre le prese in giro reiterate e banali. La sede della ”Roberto Malfatto Progetti” è in via di Pietralata, periferia est. Ma sembra uno spicchio di New York, un grande loft, che viene anche affittato per feste di una Roma che conta e si diverte. Il sito internet è rosso e nero, prende il via con un occhio azzurro che s’apre. Nell’album dei progetti ci sono i road show Benelli e Merloni, la presentazione della Ferrari del 2003, il lancio delle gomme Pirelli Pzero e anche i festival del 1˚ maggio, con Cgil-Cisl-Uil, a partire dal 1999. L’ideazione del palco del Papa sulla spianata di Tor Vergata, Giubileo 2000. Poi, l’era Veltroni, con il concerto di Paul McCartney al Colosseo, le installazioni per l’Opera alle Terme di Caracalla, il palco della cavea dell’Auditorium (sotto la supervisione di Renzo Piano), le due steli di 12 metri per Giovanni Paolo II alla stazione Termini, due dolmen (’L’ispirazione è nata dalla semplicità e dal rigore che Giovanni Paolo II esprimeva, ma anche dall’innalzamento verso il cielo”). Ma, intanto, conferenze generali della Confindustria, congressi Margherita e Ds, convenzioni per Prodi. E molta Chiesa. Festa dell’Azione cattolica, 2004. Visita di Benedetto XVI a Bari, maggio 2005, con il palco occupato da una sorta d’immensa aureola: ”Mi piacciono le forme avvolgenti”. Nel 2004 c’è anche la preparazione del ”villaggio” a Roma per la firma della Costituzione europea. Al servizio di Berlusconi, dunque? ”No, il ”cliente’ era la Protezione civile”. A differenza di Panseca, che si muoveva in un’epoca più tradizionale, Malfatto non si limita al tavolo da disegno. Si mette anche dietro alla macchina da presa. Con Veltroni gira un dvd (allegato al libro), Il disco del mondo, sulla vita di Luca Flores, geniale pianista jazz suicida prima di compiere 40 anni. E con Roberto Benini, storico portavoce di Veltroni, realizza Con i nostri occhi, film sui ragazzi delle scuole romane che Veltroni porta ad Auschwitz. Immagini e musica. Emozioni e cuore. Strutture effimere e piedi per terra. Al servizio delle parole. E, si spera nel centrosinistra, anche dei fatti» (Andrea Garibaldi, ”Corriere della Sera” 25/6/2007).