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 2007  giugno 24 Domenica calendario

Veltroni sindaco. Libero, domenica 24 giugno Roma. Sotto i lustrini, niente. O meglio, sotto i lustrini, le buche di Roma

Veltroni sindaco. Libero, domenica 24 giugno Roma. Sotto i lustrini, niente. O meglio, sotto i lustrini, le buche di Roma. su queste e sui tanti, troppi, problemi mai risolti della Capitale che il sindaco Walter Veltroni, ormai leader in pectore del Pd e candidato premier del centrosinistra, potrebbe inciampare e farsi male. Di sicuro le statistiche vanno in questa direzione, visto che, purtroppo non è una battuta, un romano ha una probabilità almeno 15 volte superiore a qualunque altro cittadino europeo di rimanere vittima di un incidente stradale. Le promesse rimaste tali del "fabbricatore di sogni" sono innumerevoli: dai conti mai risanati del Campidoglio all’emergenza Rom, passando per l’eterna questione della pulizia della città, sino ad arrivare al degrado delle periferie. BUCHE Proprio ieri la Fondazione Ania per la sicurezza stradale ha diffuso i primi risultati sulle segnalazioni di strade pericolose ricevute negli ultimi tre mesi. Ebbene, su 3.700 casi verificati, 301 riguardano strade di Roma riconosciute come potenzialmente "killer". Il dato va a braccetto con quello diffuso ad aprile dall’Eurostat, che attribuiva, a Roma di Veltroni, il primato europeo del più alto numero di morti sulle strade (8,73 vittime ogni 1000 abitanti). Al secondo posto Copenaghen, con una media di sei volte inferiore. Emblematica la risposta del sindaco sul perché il problema buche non sia stato ancora risolto, nonostante i poteri speciali per il Traffico e le tante promesse susseguitesi negli anni: "Dovevo scegliere se riparare le strade o lasciare fuori i bambini dagli asili nido, ho scelto i bambini". Peccato che dietro la mancata manutenzione delle strade ci sia stato invece un maxi-appalto bloccato dal Tar del Lazio perché la gara è stata considerata illegittima. DEBITO Ma le risorse di Roma sono davvero così limitate da imporre scelte del tipo o i bambini o le strade? Di sicuro, a gravare sugli 8 miliardi di debito - che proprio durante la prima amministrazione Veltroni sono aumentati dell’otto per cento - ci sono le spese per il personale: nella media dei comuni italiani pesano per il 22,3 per cento del budget annuo, nella capitale salgono al 35 per cento. La spiegazione è semplice. L’organico comunale è composto da 26mila unità, cui si aggiungono 26.800 addetti delle oltre 80 società del Gruppo Comune di Roma. Un vero e proprio esercito di 53mila persone. Che però non ha fermato il ricorso alle consulenze esterne per le quali, solo durante il suo primo mandato, Veltroni ha speso 56 milioni. Prestazioni professionali come quella del capo dei no-global romani Guido Lutrario, che ha preso 5mila euro al mese per dirimere alcune questioni legate al piano regolatore. O quella dell’ex terrorista Silvia Baraldini, ingaggiata come "esperta di politiche per lo sviluppo locale". ROM A Roma i campi nomadi sono oltre 100, alcuni regolarmente censiti, altri abusivi e lontani da qualsiasi controllo. Si va da quelli che ospitano poche decine di persone a vere e proprie città nella città, dove il clima è quello del far-west. Le condizioni di vita di questi nomadi "stanziali" sono drammatiche: il Comune non riesce nemmeno a far rispettare l’obbligo scolastico ai più piccoli, spesso dediti a tutt’altre attività, come scippi, borseggi, oppure obbligati a mendicare per strada. Se e quando una operazione di polizia (e pulizia) deve essere fatta all’interno dei campi, è necessario inviare decine di uomini. Come accadde lo scorso anno quando venne sgomberato il maxi-insediamento di seimila persone al quartiere Casilino. Lì i carabinieri trovarono auto rubate, armi da fuoco e condizioni igieniche aberranti. Lo sgombero però fu solo di facciata e in meno di una settimana le migliaia di rom della cittadella formarono decine di nuove bidoneville. RIFIUTI Contro la sporcizia della città Veltroni le ha provate tutte, tranne l’unica giusta: mandare più spazzini per strada. Troppo semplice, troppo banale. Un dato su tutti. A Roma la raccolta differenziata non riesce a superare la soglia del 9,1% del totale dei rifiuti raccolti. La media raggiunta dalle altre città italiane si attesta attorno al 12-14%. In Europa si viaggia ampiamente sopra il 20%. Secondo la tabella di marcia stilata dal decreto Ronchi, Roma avrebbero già dovuto raggiungere quota 35%. Il Lazio, e la Capitale in particolare con il suo milione di tonnellate di immondizia l’anno, non è più in grado di smaltire i rifiuti a cuasa della cronica carenza di impianti per lo smaltimento. E dire che l’Ama, la società municipalizzata che gestisce la nettezza urbana, ha oltre 6.600 dipendenti. Nonostante ciò, la stangata della Tarsu, (la tassa per i rifiuti) è arrivata come una ghigliottina sulla testa di commercianti, residenti e operatori commerciali. Nessun problema per Veltroni, il piano rifiuti è stato messo sulle spalle della Regione. Intanto, le discariche chiudono e i termovalorizzatori non si fanno. La prossima settimana gli operatori dell’Ama sciopereranno contro Comune e Regione. CRIMINALIT Secondo i dati della questura, a Roma viene rubato un motorino ogni mezz’ora. D’altra parte, il rapporto del Viminale 2007 conferma che questa è la Capitale delle rapine in banca e alle poste, dello smercio di droga e dei furti di veicoli. Nel 2006 il 12 per cento degli sportelli bancari della città ha subito una rapina. Sul versante dei furti, nella provincia di Roma nel 2006 ce ne sono stati 26.950 d’auto, mentre 499 sono stati i furti di camion, che si aggiungono ai 12.028 di motoveicoli. Anche il mercato della droga è florido: solo nelle operazioni delle forze dell’ordine degli ultimi 12 mesi sono state sequestrate ben cinque tonnellate di sostanze stupefacenti. PERIFERIE Gli unici interventi realizzati riguardano la creazione di biblioteche e centri di socializzazione, messi in piedi, però, sfruttano fondi regionali. Nel frattempo Corviale, Laurentino 38, Residence Bravetta e Bastogi restano territori dell’emarginazione. Piaghe aperte che i 40 milioni di euro investiti per nuovo progetto dell’Ara Pacis rendono più dolorose. Lo conferma la lettera scritta due mesi fa dai ragazzi di Don Sardelli sui "Nuovi mali di Roma". Nel documento si legge di "una città che "non sa dare risposte ai senza casa e alla nuova immigrazione", che vive un momento di "degrado della cultura, ridotta a spettacolo ed a immagine e di crisi della partecipazione politica". "Roma è moribonda", hanno gridato gli ex alunni della scuola 725, "come 30 anni fa non si salva con lustrini e notti bianche". .DAL PAV DISSESTATO AL RESTAURO DELL’ARA PACIS Le buche delle strade di Roma, uno tra i più caratteristici problemi della Capitale al quale Veltroni in tanti anni non ha saputo porre rimedio. Così come al problema dei Rom (seconda fotografia) e a quello sempre più allarmante dei rifiuti. L’ultima immagine ritrae l’Ara Pacis nella sua veste attuale, ovvero con la copertura voluta dal sindaco Veltroni e realizzata dall’architetto Meier da molti paragonata a un distributore di benzina Enrico Paoli Chiara Buoncristiani