Il Sole 24 Ore 24/06/2007, pag.22 Gianni Dragoni, 24 giugno 2007
Serie A in rosso per 380 milioni. Il Sole 24 Ore 24 giugno 2007. Più debiti che ricavi per le venti squadre di serie A
Serie A in rosso per 380 milioni. Il Sole 24 Ore 24 giugno 2007. Più debiti che ricavi per le venti squadre di serie A. E un buco di gestione che si avvicina ai 380 milioni di euro, circa il 27% del giro d’affari complessivo, salito del 7% a circa 1.400 milioni. I debiti lordi sono invariati a quota 1.530 milioni. Anche la fotografia della stagione 2005-2006, l’ultimo anno per il quale sono disponibili i conti dei club, conferma che l’aggregato della serie A non è in grado di reggersi sulle proprie gambe. «Il Sole-24 Ore» ha analizzato i bilanci di 17 squadre resi pubblici. Non ancora disponibili, nella banca dati Cerved-Infocamere, i consuntivi della Sampdoria, che ha approvato il 24 aprile scorso il bilancio al 31 dicembre 2006, dichiarando - dice il verbale d’assemblea - un utile netto di 114.506 euro dopo «significative plusvalenze», e i conti di di Reggina e Messina, di cui non c’è traccia. L’aggregato dei 17 club ha raggiunto 1.310 milioni di valore della produzione, con costi del personale per 741 milioni, pari al 56,6% delle entrate. I debiti totali sono 1.419 milioni al lordo dei crediti. in perdita per 338 milioni il risultato della gestione ordinaria, cioè la differenza tra valore e costo della produzione prima delle plus o minusvalenze, degli oneri finanziari e tasse. La perdita netta è di 238 milioni. Stimando valori simili all’esercizio precedente per i tre club di cui mancano i bilanci, si otterrebbe un giro d’affari aggregato per la serie A di circa 1.400 milioni, un indebitamento lordo di 1.530 milioni, una perdita di gestione di circa 380 milioni (di poco inferiore ai 407 milioni del 2004-2005). Nell’analisi sono state espunte dai ricavi e calcolate a parte le plusvalenze da calciomercato. Molte squadre le includono nei ricavi, applicando una norma contabile della Figc. Il risultato peggiore è stato dell’Inter, con una perdita di 181,5 milioni nel bilancio consolidato, seguito dalla Juventus con 36,5 milioni e dalla Fiorentina con 19,52 milioni (bilancio al 31 dicembre 2006). Il Milan ha un utile di 2,48 milioni per la plusvalenza di 42 milioni ottenuta con la vendita di Shevchenko al Chelsea. Le due romane sono in attivo, ma con proventi fittizi. La Lazio di Claudio Lotito, che è riuscito ad abbattere il costo del personale al 40,5% dei ricavi (la percentuale migliore in A), dichiara 9,84 milioni di proventi straordinari netti, per lo più cartacei. L’As Roma ha una plusvalenza di 22 milioni per la vendita del centro di Trigoria a Banca Italease. In realtà è un lease back, in triangolazione con un’altra società di Sensi, l’As Roma Real Estate. La Magica ha ripreso Trigoria in affitto dalla "sorella" Real Estate per 3,2 milioni annui: così sono aumentati i suoi costi. Tra le poche in attivo, l’Udinese con 6,5 milioni ha l’utile più alto. Frutto delle plusvalenze per la vendita di calciatori. Ci sono state molte transazioni con l’Empoli. Un maxi-scambio i cui valori andrebbero verificati, ma il bilancio non offre il dettaglio. Dopo che molte Procure hanno formalizzato accuse di falso in bilancio per presunte plusvalenze gonfiate ai vertici di vari club (Inter, Milan, Sampdoria, Messina i casi più recenti) si prepara un’estate calda per il pallone. In luglio Covisoc e Figc dovranno valutare i conti per l’iscrizione ai campionati. Nel mirino dovrebbero esserci le finte "vendite" dei marchi fatte da mezza serie A, in testa Milan, Inter, Roma e Lazio. L’anno scorso la Covisoc tentò di alzare la voce contro i bilanci taroccati, ma poi dovette fare retromarcia. Gianni Dragoni