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 2007  giugno 11 Lunedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Tony Blair
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Bilancio degli incidenti dell’altro giorno a Roma, durante la visita di Bush: otto arrestati, due denunciati a piede libero, undici feriti, tutti tra i poliziotti. C’è poi stata una coda notturna, alla stazione Tiburtina di Roma: mille reduci dalla manifestazione intitolata “No War, no Bush” pretendevano di tornare a Milano, Torino, Venezia senza pagare il biglietto. Di fronte a loro gli agenti in assetto antisommossa. Il finale è stato questo: su richiesta del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, Trenitalia ha messo a disposizione un convoglio per Milano-Torino (400 persone) e un altro per Firenze-Bologna-Padova-Rovigo-Venezia (circa 600 viaggiatori). Gratis. Il portavoce del centro sociale Cantiere, Luca Corradini, arrivato a Milano in tarda mattinata ha stigmatizzato il fatto che le Ferrovie pretendessero per farli viaggiare un pagamento di 20 euro.

• E’ giusto?
Naturalmente, no. E ieri su Repubblica – giornale di sinistra – Michele Serra ha violentemente attaccato questi rivoluzionari che vogliono viaggiare gratis («piccolo sopruso di una piccola lobby», detto con molto disprezzo). chiaro che verrà un giorno in cui questi «piccoli soprusi» dovranno aver fine, ma intanto è stato forse saggio decidere di lasciar correre: i no global del corteo cercavano l’incidente e il prefetto Serra era deciso a impedirlo. Alla fine ha avuto ragione Serra.

• E l’altra manifestazione? Perché a Roma, se non sbaglio, di manifestazioni ce ne sono state due...
Sì, una era il corteo dei “no global” o dei “movimenti”, come si dice adesso. Costoro hanno sfilato da piazza della Repubblica a piazza Navona. Erano circa diecimila, hanno tirato su cartelli contro Bush e contro il governo (per esempio lo striscione «No Bush No Prodi il nemico è in casa nostra») e, a parte qualche scontro alla fine provocato da un gruppetto di anarchici che si sono messi a spaccare vetrine, non ci sono stati incidenti. A piazza del Popolo sono andati invece i rappresentanti dei partiti che stanno al governo, ma contestano Bush, cioè Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani, Franca Rame, eccetera. Qui non c’era praticamente nessuno, e il deserto di piazza del Popolo è uno dei risultati della visita di Bush su cui riflettere.

• Perché?
Beh, potrebbe significare che Rifondazione e gli altri hanno perso contatto con il popolo dei cosiddetti antagonisti. Diliberto, il capo dei comunisti italiani, s’è molto lamentato («questa piazza non mi piace»). Anche se sono fonte di continue turbolenze, i radicali di sinistra stanno al governo e questo gli fa perdere profilo. Vedremo che cosa decideranno di fare, ma certo l’insuccesso di sabato arriva dopo il cattivo risultato del voto di due domeniche fa. Il nervosismo potrebbe aumentare.

• E Prodi come esce dalla visita di Bush?
Direi bene. Anzi, molto bene. Il presidente ha anche invitato Prodi in America e questo ha sancito la fine di una lunga fase di incomprensioni. I due, del resto, hanno evitato di parlare di Afghanistan, di Iraq, di Calipari, dell’imam di Milano rapito, della fuga di At&t da Telecom e degli altri dossier che hanno reso difficoltosi i rapporti tra le due amministrazioni nell’ultimo anno. Bush ha mostrato di non far caso neanche ai manifestanti che gli gridavano contro per le strade di Roma: « il prezzo da pagare alla democrazia». In realtà per il presidente Usa il buon rapporto con l’Italia – chiunque ci sia al governo – è a questo punto molto importante. Tony Blair sta per uscire di scena e gli osservatori pensano che l’Europa sarà guidata da una triade formata da Gordon Brown, Sarkozy e Angela Merkel che potrebbe dare parecchio filo da torcere alla Casa Bianca. Bush ha visitato sei paesi in sette giorni, dopo l’Italia è andato anche in Albania (accoglienze festosissime) e in Bulgaria. Con Prodi s’è detto d’accordo sul Kosov bisogna dargli l’indipendenza, magari trovando un modo per tener tranquilla la Serbia. E ha ringraziato per il contributo in Afghanistan e in Libano, senza tirar fuori il ritiro dall’Iraq. Prodi gli ha fatto presente che, con le sanzioni all’Iran, l’Italia sta perdendo un mucchio di soldi.

• E l’incontro col Papa?
Un bel risultato anche lì: tra l’altro, con questa visita, Bush si proponeva di incoraggiare i cattolici a votare per i repubblicani nella corsa alla Casa Bianca. Benedetto XVI aveva a cuore soprattutto la sorte dei cattolici in Iraq, un punto sul quale la Chiesa non ha mai smesso di insistere. E, naturalmente, il papa era molto interessato ai discorsi che Bush aveva con Putin al G8. Su questo, però, possiamo solo lavorare di fantasia. Bush s’è accorto che i microfoni delle tv erano accesi e ha detto al Papa, chiamato per l’occasione "sir" con grande scandalo di tutti i maestri di cerimonie: «Ora ti racconto quello che ci siamo detti. Prima però chiudiamo la porta». [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 10/6/2007] (leggi)

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