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 2007  giugno 11 Lunedì calendario

BUCCICO

BUCCICO Nicola Matera 28 dicembre 1940. Politico. Sindaco di Matera (dal 2007). Nel 2006 eletto al Senato (An) • «Sarebbero loro due, Bubbico Filippo e Buccico Nicola, il sottosegretario Ds e il senatore An, le figure chiave dell’inchiesta che sta terremotando la Basilicata. Entrambi originari di Montescaglioso, sulle colline materane – tanto che la memoria popolare li vorrebbe parenti, separati solo da un errore anagrafico, due c al posto di due b ”, Bubbico e Buccico si ritrovano accomunati nel medesimo, imprevisto destino, che ha fatto reagire i rispettivi leader di partito come raramente accade di fronte a un’indagine della magistratura. Scrive nel decreto di perquisizione [...] il pm Luigi de Magistris, che Bubbico è ”la figura apicale di riferimento del comitato d’affari” che tiene in pugno la Basilicata, anche grazie alla sua carica di sottosegretario di governo, mentre Buccico, in quel medesimo comitato, ”ha un ruolo centrale nel tessere la ragnatela collusiva”, grazie anche al suo ruolo di (ex) membro del Consiglio superiore della magistratura. I fatti citati sono decine, come ”molto significativo” sarebbe il materiale sequestrato durante le perquisizioni. Ma sono sempre loro due, Bubbico e Buccico, un inedito Giano bifronte, che ”svettano” su tutti. Per esempio, per ”il ghiotto settore dei finanziamenti pubblici”. Fondi europei e d’altra natura, che, dice l’accusa, Bubbico (da governatore della Basilicata) ha gestito come ”collante nel perseguimento di affari, tra i centri affaristici lucani e calabresi”. Il pm parla di ”ingenti somme” che, e questa è la novità più importante, ”appaiono rimpinguare non solo le tasche di privati, ma anche degli stessi partiti politici”. Eccolo, dunque, il motivo di tanto allarme: se le accuse saranno provate, avremo capito qual è, dopo la classica tangente, un’altra e più tranquilla forma di finanziamento illegale della politica. Ancora un esempio dello stesso genere è l’ormai famoso consorzio Seta Italia, quello presieduto da Bubbico-Bibbibo (nome e pseudonimo realmente utilizzati). Consorzio che non ha mai prodotto un filo di seta, ma che dalla Ue beccò una ventina di miliardi delle vecchie lire. Ebbene, Finanza e carabinieri sono andati a controllare. Ma la sede legale, a Napoli in viale Gramsci, non c’è. Buccico invece, ha raccontato al pm il capitano dei carabinieri Salvino Paternò, per queste vicende trasferito altrove con tutto il nucleo operativo, si occupava (assieme al collega Labriola) di spingere malavitosi pregiudicati a denunciare i carabinieri ”per creare un clima di odio contro di noi e screditarci”. E questo accadde dopo che Paternò e i suoi si misero a indagare sulle orge a base di cocaina che si facevano a Policoro e alle quali, secondo le testimonianze raccolte da Paternò, avrebbero partecipato ”anche Buccico, Labriola, i giudici Autera e Salvatori, professionisti e imprenditori, e anche il boss Franco Caldararo, che procurava la droga”. La posizione dei colletti bianchi fu poi ”stralciata”, mandata alla procura di Salerno e lì seppellita. Rimase ”fregato” il solo Caldararo, che si diede latitante. Ma la cosa più incredibile è che un giorno, dice Paternò, ”Buccico e Labriola si avvicinarono a me e al maresciallo Serio e ci dissero: avete visto che cosa succede a mettersi contro la classe forense?”. Paternò raccontò tutto all’allora procuratore di Matera, Leonardi. Che fine ha fatto quella denuncia?, chiede de Magistris a Paternò. E il capitano: ”Non lo so. So che fine ho fatto io”» (Carlo Vulpio, ”Corriere della Sera” 9/6/2007).