Fonti varie, 11 giugno 2007
Anno IV - Centosettantaduesima settimanaDal 4 all’11 giugno 2007Visco Mercoledì della scorsa settimana - 6 giugno 2007 - il Senato ha discusso il caso Visco
Anno IV - Centosettantaduesima settimana
Dal 4 all’11 giugno 2007
Visco Mercoledì della scorsa settimana - 6 giugno 2007 - il Senato ha discusso il caso Visco. Il lettore ricorderà: lo scorso luglio Vincenzo Visco - viceministro dell’Economia - chiese al comandante della Guardia di Finanza, generale Roberto Speciale, di inserire, all’interno di una cinquantina di trasferimenti che riguardavano ufficiali della Guardia di Finanza, anche quattro ufficiali di Milano. Speciale si rifiutò e i quattro non furono trasferiti. Lo scorso maggio però il Giornale stampò il verbale di una deposizione del generale all’Avvocato dello Stato dal quale risultava che Visco aveva esercitato ogni sorta di pressione per l’allontanamento dei quattro, nonostante lo stupore della Procura, molto preoccupata da quell’avvicendamento. Il Giornale sosteneva che la prepotenza di Visco era stata provocata dal fatto che i quattro indagavano sul caso Unipol, cioè sul tentativo di scalata alla Banca Nazionale del Lavoro compiuto dalla Unipol nell’estate del 2005. La Unipol è l’assicurazione del vecchio Pci, ora dei Ds, retta da una complicata struttura finanziaria che alla fine fa capo alle Cooperative rosse. L’uomo di quella scalata era Giovanni Consorte - oggi indagato - su un cui conto estero risultavano 50 milioni di euro «incomprensibili» (e mai movimentati) versati da Emilio Gnutti, altro scalatore professionista, in quel momento impegnato sia sul fronte Bnl che su quello Antonveneta. Basta, o saremo costretti a rifare tutta la storia dei furbetti che il lettore, almeno vagamente, dovrebbe ricordare. Fatto sta che i quattro finanzieri di Milano su questo indagavano e per questo - secondo Il Giornale - avrebbero dovuto esser rimossi. Controprova delle cattive intenzioni del vice-ministro: il fatto che il direttore dell’Ansa - Pierluigi Magnaschi - venne sorprendentemente rimosso poche settimane dopo quei fatti. Il 16 luglio 2006 l’Ansa aveva infatti dato la notizia che il ministro Visco aveva deciso di decapitare il vertice della GdF milanese.
P2 Dopo le rivelazioni del Giornale, erano sostanzialmente accadute tre cose:
- il giornalista Giuseppe D’Avanzo, su Repubblica, aveva sostenuto che la pubblicazione del verbale, essendo un evidente attacco di Speciale a Visco, andava visto come momento di una guerra tra spie cominciata addirittura ai tempi della scalata Telecom benedetta da D’Alema (1999), quella dei «capitani coraggiosi» Gnutti e Colaninno. poi continuata, la guerra, quando la Telecom è passata a Tronchetti Provera. Altro momento topico di quella sorda lotta era la storia delle intercettazioni compiute da agenzie esterne per conto della sicurezza Telecom, quel vasto scandalo di cui ancora non si coglie il bandolo e a cui Tronchetti si dichiara estraneo. Ora Tronchetti ha venduto, e la resa dei conti sarebbe in corso. Speciale contro Visco è un momento di questo rendiconto. Speciale, secondo D’Avanzo uomo dell’ex capo del nostro servizio segreto Nicola Pollari (rimosso in autunno), elemento chiave di una nuova P2 che opera alle spalle delle forze politiche offrendo i suoi servigi, o i suoi dossier, a chi paga meglio o a chi è coerente con le sue mire di potere;
- il ministro Di Pietro annunciò che avrebbe presentato una mozione al Senato nella quale avrebbe chiesto, tra l’altro, di togliere a Visco la delega sulla Guardia di Finanza. Questa mozione sarebbe di sicuro stata votata anche dall’opposizione. E il governo sarebbe andato sotto;
- per evitare lo smacco in Parlamento, il venerdì precedente la discussione il consiglio dei ministri rimosse da comandante della GdF Roberto Speciale, nominando al suo posto il generale Cosimo D’Arrigo. E accettò il passo indietro di Visco che - dopo essere stato scongiurato da Prodi e Padoa-Schioppa - s’era alla fine rassegnato a restituire la delega sulla GdF. Lo stesso Consiglio dei Ministri annunciò che il generale Speciale sarebbe stato trasferito alla Corte dei Conti, cioè all’organismo che controlla i conti dello Stato (e dal quale sarebbe andato in pensione a 75 anni invece che l’anno prossimo). Di fronte a questi fatti, Di Pietro annunciò che non avrebbe presentato alcuna mozione.
In Senato Senonché in Senato il ministro Padoa-Schioppa - al termine di un dibattito assai teso che era durato tutta la giornata - descrisse il generale Speciale come un ufficiale fellone, che aveva tentato di creare una sua struttura (segreta?) all’interno della GdF, attirando a sé gli ufficial col sistema di distribuire encomi a destra e a manca e perfino, in gran quantità, «a un suo aiutante di campo rinviato a giudizio per peculato». Speciale, secondo il ministro, non era affidabile, telefonava a Visco davanti a testimoni e col telefono in amplifono, non era riservato, eccetera eccetera. Mentre Padoa-Schioppa descriveva in questo modo sconcertante un altissimo ufficiale che il governo s’era tenuto stretto per più di un anno e che poi voleva anche promuovere alla Corte dei Conti, il centro-destra alzava cartelli e strepitava. La Rai ha mandato in onda tutto lo spettacolo, certo non edificante. Il governo ne è uscito vincitore (l’unico ordine del giorno approvato è stato il suo). I giornali hanno scritto che il degrado della politica si toccava con mano. Il generale Speciale ha fatto sapere che non avrebbe accettato la Corte dei Conti e sarebbe piuttosto andato in pensione subito. Il peculato del suo aiutante di campo risultò di questo tipo: l’ufficiale aveva comprato una Mercedes in un autosalone e s’era poi scoperto che questo autosalone apparteneva a un affiliato della camorra.
Mamme Il Corriere della Sera, intervistando Lapo Elkann, lo ha portato a parlare della madre Margherita, ora in causa con la famiglia: «Non la vedo e non la sento mai. Nella mia vita non c’è posto né spazio per lei» ha detto il figlio.
Bush Il presidente Bush è venuto in Italia sabato 9 giugno, ha invitato Prodi in America e assicurato sull’amicizia tra Italia e Stati Uniti. Ha anche incontrato il Papa, Berlusconi e la comunità di Sant’Egidio. Gli osservatori hanno notato che le improvvise affettuosità americane sono da collegare al nuovo asse europeo costituito dalla Merkel, da Sarkozy e da Gordon Brown, che tra pochi giorni sostituirà Tony Blair. Questo asse per gli americani è un mistero. Altro mistero: Putin, cambiando improvvisamente faccia, ha invitato Bush a costruire il suo scudo spaziale in Azerbaigian, cioè a casa sua, invece che in Polonia e Cechia. Su questo terreno assai infido il presidente ha preferito recuperare amicizie in pericolo, come quella con l’Italia. Il corteo di protesta che ha sfilato da piazza della Repubblica a piazza Navona ha solo mostrato le difficoltà di Rifondazione, Verdi e Pdci: per non mettere in difficoltà Prodi, costoro hanno indetto un sit-in a piazza del Popolo al quale non è andato nessuno. Le difficoltà, a questo punto evidenti, della sinistra potrebbero avere ripercussioni gravi sulla maggioranza.
Francia Il partito di Sarkozy (Ump, Unione per un movimento popolare) ha vinto le elezioni politiche francesi, raggiungendo una percentuale di consenso del 40 per cento e la maggioranza assoluta dei seggi. Molti problemi dentro il partito socialista di Ségolène Royal.
Scuola Polemiche perché il preside del Berchet di Milano, Innocente Pessina, ha imposto a due suoi alunni di chiedere scusa su You Tube delle parolacce gratuite dirette a ignari passanti e diramate poi in Internet attraverso You Tube. E perché un’insegnante di Palermo, per punire un ragazzino che aveva sfottuto un compagno di scuola dandogli della femminuccia, gli ha imposto di scrivere cento volte «Sono un deficiente», sanzione che le è costata la denuncia dei genitori e una richiesta di condanna a due mesi da parte del pubblico ministero.