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 2007  giugno 11 Lunedì calendario

RAVETTO

RAVETTO Laura Cuneo 25 gennaio 1971. Politico. Eletta alla Camera nel 2006 e 2008 (Forza Italia, Pdl). Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento nel Berlusconi IV (dall’1 marzo 2010). Avvocato di diritto internazionale, ha lavorato per una grande azienda Usa • « donna. una novizia del Palazzo. Parla con il Cavaliere almeno una volta la settimana. Non si ferma mai. Berlusconi le ha affidato un progetto ambizioso. I parlamentari di Forza Italia la invidiano. Quelli degli altri partiti, parliamo dei maschietti, le dedicano occhiate maliziose. consapevole della sua bellezza: ”Non posso negare che mi ha aiutato”. Potrebbe essere il ritratto di Michela Vittoria Brambilla, la donna che gestisce i circoli della Libertà, che ha fatto scintille dentro Forza Italia: preferita dall’ex premier, dunque odiata dentro il partito. E invece la rossa lombarda non c’entra nulla. Laura è bionda, è sexy, ha occhi verdi che bucano lo schermo, è avvocato di diritto internazionale, ha lavorato per una grande azienda americana, per uno dei più grossi studi associati italiani. Poi ha conosciuto l’ex premier: faceva la spola fra Milano e il New Jersey, ora l’America è a Montecitorio. Laura Ravetto è nata a Cuneo, padre commercialista e mamma insegnante di latino. membro della commissione Bilancio della Camera. Va in tv, come deputata azzurra, forse più di Bondi e Cicchitto. [...] lavora, in équipe con altre persone, ad uno dei sogni nel cassetto di Berlusconi: un’università del pensiero liberale, modello business school americana, il meglio dei docenti internazionali di scienze economiche, obiettivo attirare studenti stranieri e nomi di prestigio da far salire in cattedra, modello ex leader mondiali, tipo Aznar o Blair, già contattati. Per essere una novizia [...] non è poco. Laura quando cammina corre. Anche sui tacchi a spillo. Quando parla ti inonda d’informazioni. Anche per pochi istanti. Lo ha fatto per anni alla Schering Plough, farmaceutica americana: ”E lì, a certi livelli, se sbagli hai responsabilità anche penali”. Lo fa oggi al servizio del leader di Forza Italia. Che chiama in un modo solo: ”Il presidente”. Appena messo piede alla Camera, alla prima audizione, notò che c’era qualcosa che non andava: ”Ho detto che forse era meglio fare delle video conference, mi hanno guardata come fossi una matta”. Poi passò dall’archivio e si rese conto di un’altra anomalia: ”Tantissima carta, poca elettronica, nessun floppy disk”. Si è fatta un’idea: ”Il Parlamento ha gente straordinaria, grandi professionalità, ma è anche un pizzico anacronistico, andrebbe svecchiato”. E forse anche i parlamentari: ”Se ho subito invidie, diffidenze è anche per colpa di un ricambio generazionale che non esiste. Sono convinta che tre legislature siano abbastanza per tutti, qui invece chi arriva non si muove più”. La conseguenza: ”Conoscono sempre di più il Palazzo, sempre meno la società”. Chiaro che non tutti la amino, che il filo diretto con il Cavaliere abbia prodotto invidie: ”Ho i ritmi delle multinazionali, non di Montecitorio. Sono fredda nei momenti di pathos. Mi pongo degli obiettivi e voglio vedere i risultati. Tanta voglia di fare crea diffidenze. Ma in tanti colleghi mi hanno aiutato”. Pensando alla crisi di governo, alle urne, dice della Brambilla: ”L’ho incontrata solo due volte, la conosco poco. Mi sembra una donna con grandi capacità organizzative. Credo che sarà presto una mia collega”. Freddina? Forse sì. Anche Laura ”l’americana” può essere politicamente gelosa. L’occhio dei notabili azzurri del resto la iscrive in una cornice definita: insieme a Mara Carfagna, a Fiorella Ceccacci, a Michela Biancofiore, Laura si presume brava perché bella, aggressiva perché nelle grazie del Cavaliere, diretta perché protetta dal Presidente, deputato grazie all’estetica prima che al curriculum. C’è del vero? ”Sarei un’ipocrita dicendo che l’aspetto non conta, se dicessi che non mi fanno piacere i complimenti. Su tutto il resto preferisco sorvolare, sono diretta nel lavoro, diplomatica su tutto il resto. Sono privilegiata? Anche, ma l’unica certezza è che il Presidente è sempre a disposizione di tutti”. [...]» (Marco Galluzzo, ”Corriere della Sera” 10/6/2007).