Laura Laurenzi, la Repubblica11/6/2007, 11 giugno 2007
LAURA LAURENZI
MILANO - Un anno di Savoiagate. Un anno o quasi è passato da quando, il 16 giugno scorso, Vittorio Emanuele, il figlio dell´ultimo re d´Italia, fu ingloriosamente arrestato. Un anno vissuto sotto il peso di accuse infamanti. Accuse che oggi sembrano in parte dissolversi. Il gip di Como infatti ha archiviato la sua posizione, ma non il gip di Roma e quello di Potenza. Due inchieste dunque rimangono ancora in piedi. Vittorio Emanuele racconta la sua verità e parla di «errore giudiziario». A proposito del giudice Woodcock si lascia sfuggire un: «Ha visto? E´ passato dalle minigonne ai grembiulini! Dalle vallette ai massoni». Sembra divertito.
Ci incontriamo a Milano, nella lussuosa suite al primo piano di un albergo a cinque stelle in via Senato. presente - ma interviene solo un paio di volte - anche il suo nuovo avvocato, Francesco Murgia. Come mai ne ha cambiati tanti? «Perché aveva ragione Napoleone, che desiderava generali fortunati oltre che bravi». Sorridente e disteso, esibisce all´occhiello della sua giacca color tabacco lo stemma d´oro dei carabinieri, «l´arma fondata dal mio avo Vittorio Emanuele 153 anni fa».
Dunque lei sostiene che il suo caso sia un errore giudiziario.
«Sicuramente sì. Da un giorno all´altro puoi essere gettato nel fango senza alcuna ragione. Sono caduto vittima di un sistema per demolire e distruggere una persona, il suo nome e quello di una famiglia storica. Se mi fossi chiamato Rossi non sarebbe successo niente. Di tutte queste accuse non ce n´è una fondata, una vera. Mi diano le prove».
Scusi, e la sequenza fotografica con lei che intasca una busta con dentro dei soldi?
«Quell´episodio è completamente staccato da questa vicenda. Si è trattato di un atto di donazione al nostro ordine cavalleresco di San Maurizio e Lazzaro e l´abbiamo ritrovato subito nella contabilità. Figura nei bilanci».
Quale delle accuse rivolte le è bruciata di più?
Chiede all´avvocato: «Quanti capi di imputazioni avevo? Credo venti o ventuno». Lunga pausa. «Tutte le accuse mi bruciano perché sono tutte infondate. Mi hanno voluto demolire. Mi hanno distrutto nel mondo intero. Fino in Giappone e fino in Russia si parlava di questa storia».
Che cosa, alla fine, ritiene di doversi rimproverare?
«Di aver dato fiducia a gente che non se lo meritava. Ho conosciuto persone che non avrei dovuto frequentare. Ma io incontro molta gente, sa? Ho fatto un peccato di ingenuità».
E´ vero che ha ricevuto centinaia di lettere di italiani? Cosa dicevano: anche insulti?
«Niente insulti. Dicevano tutti la stessa cosa: siamo con lei, le crediamo, tenga duro. Ne ho avute almeno 600. Ho risposto a tutte quando ero agli arresti domiciliari a Roma in quell´appartamento buio. E anche quando mi era proibito di lasciare l´Italia, ed ero all´Argentario, nella magnifica tenuta del mio amico Giuseppe Gazzoni. Camminavo in mezzo alla gente a Porto Santo Stefano tranquillo e beato. Ho fatto tante firme, ho posato per tante foto…».
Le hanno scritto anche i monarchici?
«No, i monarchici erano piuttosto reticenti. Si sono tirati indietro. E il vigliacco mi ha attaccato subito, quel vile, Amedeo d´Aosta. Si è proclamato capo della famiglia, ha firmato atti col nome Amedeo di Savoia. Scusa, volevo dirgli, ma sei stato all´anagrafe, ti sei cambiato cognome? E´ un buffone quello lì. Ha già cambiato tre volte di nome per tre affari andati male. fallito tre volte».
Con che stato d´animo a febbraio ha tagliato il traguardo dei 70 anni?
«Non è una tragedia, io non me li sento, ho sempre un animo da fanciullo. Ho trascorso una bella serata con tutti gli amici in un locale di Gstaad, abbiamo festeggiato fino alle cinque del mattino».
Sulle prostitute ha detto: sono cacciatore e ogni tanto mi piace sparare. Come sono oggi i rapporti con sua moglie?
«Ottimi, è una donna eccezionale, mi ha sempre sostenuto. E poi senta: chi è che non dice scempiaggini al telefono? Siamo goliardi. Fra amici, fra maschi! Non era affatto vero, e lei l´ha capito».
Qual è la sua verità sulla sua affermazione secondo cui avrebbe "fregato" i giudici francesi in merito all´uccisione di Dirk Hamer?
«Non ho mai detto niente del genere. un ignobile collage di intercettazioni».
Birgit Hamer, la sorella della vittima, sta per pubblicare un libro sulla vicenda dal titolo "Delitto senza castigo" e ha definito il processo di Parigi "una commedia schifosissima e infernale".
«Sì? Sarà un´altra causa per diffamazione che faremo. Io sono stato assolto completamente. Aspetto con ansia che esca questo libro».
Suo figlio Emanuele ha annunciato che sta pensando di trasformare il suo movimento "Valori e futuro" in un partito politico. Che ne pensa?
«Gli ho detto: pensaci prima due volte. Ma se veramente ha deciso io lo appoggio completamente. Vuole rendersi utile, ha grandi contatti con i giovani, ha carisma. Qualcuno ha detto che non vanno bene le cose con sua moglie, ma non è vero niente. Proprio in questi giorni abbiamo battezzato la mia seconda nipotina, in una splendida chiesina di montagna vicino Gstaad, e io sono stato il padrino».
Cosa ne pensa del fatto che sua sorella Gabriella mette all´asta i gioielli di vostra madre, la regina Maria Josè?
« un gesto terribile, catastrofico. Dice che le serve per pagare la tassa di successione. Ma uno può anche rifiutare un´eredità. Che senso ha accettare e poi rivendere?».
Sua sorella l´accusa di non aver pagato la sua parte di spese per il funerale di vostra madre.
« una menzogna pazzesca. Non solo ho pagato la mia quota ma ho speso l´iradiddio per il buffet, la tivù, tutto quanto. E comunque certe cose si discutono in famiglia, non sui giornali, dove lei mi dipinge come un alcolizzato, un ingenuo, uno manovrato dalla moglie. Manovrato? Io e mia moglie siamo una cosa sola, siamo la stessa persona».
Davvero vorrebbe che a Potenza le dedicassero una strada?
«Certo, me lo devono! Era una città che non conosceva nessuno, l´ho lanciata io. Vorrei che mi dedicassero la strada che porta alla prigione. La targa la pago io, eh...».
Senta, ma al di là delle inchieste e delle responsabilità penali, non le brucia aver fatto una così brutta figura?
«Ma la brutta figura l´hanno fatta loro, non io. Verrà fuori tutto. Io ho piena fiducia nella giustizia. Non porto rancore e non ho nessuno spirito di vendetta. Errare è umano. Però perseverare è diabolico».