Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
In Romania rapine e violenze sessuali sono diminuite...
• Lo credo, mandano tutti i malfattori da noi...
No, stia a sentire. L’ispettore generale della polizia romena si chiama Gheorge Papa. Costui ha diffuso i dati sulla loro criminalità. Furti e scippi, meno 26 per cento. Rapine: scomparse. Violenze sessuali: in calo. Spiegazione del poliziotto romen «In due anni abbiamo assunto 5.000 poliziotti in più, il 90% dei quali lavora sulle strade. Poi, voi avete sistemi legislativi più permissivi. Questo attrae i soggetti criminali». L’ispettore dell’Interpol Paolo Sartori ha aggiunto questa considerazione: lo scorso dicembre, con quattordici aerei, era stata riportata in Romania un sacco di gente. Si sa che praticamente sono rientrati tutti. La polizia di frontiera romena ha fornito un dato ancora più precis «Dal 2004 al 2006 Roma ha espulso 58 mila persone. Pensiamo che la maggior parte sia rientrata in Italia».
• Quindi, anche questo decreto legge che dà ai prefetti la possibilità di espellere i soggetti pericolosi potrebbe non portare a niente: tanto quelli poi ritornano.
Proprio così. Le condizioni preliminari sono due: è necessario che vi siano buone leggi; è necessario che queste buone leggi siano applicate. Le buone leggi non possono nascere in 24 ore sull’emozione provocate da un singolo episodio. Le buone leggi sono frutto di analisi della situazione e ragionamento. Funzionano se il legislatore - cioè la politica - ha un obiettivo e la legge lo aiuta a raggiungerlo. C’è poi il problema dell’applicazione. Le leggi in Italia dovrebbero essere più o meno duecentomila, una pletora impressionante (il numero esatto non lo sa nessuno). Di solito, dopo che il Parlamento ha varato una legge, non c’è nessuno che si occupi della sua applicazione concreta. I politici sembrano credere che, una volta approvate, le leggi marcino da sole. Ma non è così: le leggi impongono o proibiscono sempre qualcosa e c’è sempre qualcuno a cui le leggi rompono le scatole e che quindi si adopererà per ignorarle o per sabotarle. Questi qui – i nemici occasionali delle leggi – si organizzano sul serio e di solito, almeno da noi, vincono facilmente. I politici hanno sempre la testa da un’altra parte.
• Quindi nel caso dei romeni che cosa bisognerebbe fare?
Non semplicemente nel caso dei romeni, ma nel caso degli immigrati in genere. Intanto si dovrebbe decidere se, rispetto agli stranieri che vengono da noi a far lavori che noi non vogliamo fare, lo Stato italiano si pone o no l’obiettivo dell’integrazione. Non sarebbe assurdo che se lo ponesse: siamo in pauroso calo demografico e potremmo essere spariti del tutto intorno al 2100-2150. Quindi, se lo Stato si pone l’obiettivo dell’integrazione, deve poi aiutare coloro che, volendosi integrare, dichiarano di accettare le nostre leggi e i nostri costumi e sono pronti a rinunciare alle leggi e costumi della loro comiunità di provenienza che contrastano con le nostre. Non parlo solo del girare per strada col volto nascosto (la questione del velo), parlo di pratiche per noi più sconvolgenti: la poligamia, il maltrattamento delle donne, il non mandare i figli a scuola, l’infibulazione, l’idea che il padre abbia potere di vita e di morte sui figli (il caso Hina) ecc. L’immigrato che vuole integrarsi va aiutato e trasformato in un cittadino italiano a tutti gli effetti in un tempo ragionevole e previsto.
• E se non si vuole integrare?
Anche la non-integrazione, allora, va governata. Per quanto tempo vuoi stare qui? E perché? Lo Stato ha prima di tutto bisogno di sapere. Guardi un po’ il caso cinese: vengono qui per qualche anno (in media quattro), si passano i documenti, stanno chiusi dietro una specie di piccola-grande muraglia, hanno le loro autorità interne, la loro malavita che è anche la loro polizia. Ci siamo tutti dimenticati del problema sorto qualche mese fa con la Chinatown milanese. Ma quel problema è ben vivo e presente. Possono i cinesi vivere da noi come se fossero un sotto-stato nello stato? Bisogna pensarci per tempo, prima che succeda qualcosa e si debbano far decreti. Oltre tutto i cinesi si fanno proteggere direttamente da Pechino.
• E la malavita?
La malavita va combattuta con ogni mezzo. Ha ragione Fini a pretendere l’inserimento, nel decreto legge, della regola che se non hai mezzi di sostentamento devi essere espulso. Il fatto è che la politica sull’immigrazione deve essere lungimirante e quindi condivisa con l’opposizione, in modo che un cambio di governo non la stravolga e non la vanifichi. Per mettersi d’accordo con l’opposizione, però, bisogna essere forti. E qui, caro amico, torniamo al punto di partenza, cioè alle enormi divisioni che dilaniano il centro-sinistra. Ma di questo avremo modo di parlare ancora molte volte. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 2/11/2007]
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