Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  novembre 03 Sabato calendario

Eros

Ha compiuto 44 anni il 28 ottobre: Eros Ramazzotti è arrivato alla festa in sella alla sua Yamaha MT-01 arancione. Nel 2005 aveva festeggiato pubblicando nello stesso giorno il cd Calma apparente e la medesima cosa è successa nel 1987 con In certi momenti. Anche quest’anno il compleanno ha coinciso con l’uscita di un disco: è il doppio greatest hits e2 con quattro inediti, fra cui il singolo d’impronta reggaeton Non siamo soli in duetto con Ricky Martin, 14 successi originali rimasterizzati e 17 canzoni del suo repertorio rivisitate con artisti di fama internazionale tipo Santana, Wyclef Jean dei Fugees, Take 6, Gian Piero Reverberi & London Session Orchestra, Chieftains, Steve Vai e Dado Moroni. e2, cioè Eros al quadrato, è un caleidoscopio di suoni pop, rock, folk, jazz, gospel, ritmi latini e musica classica. Un disco dai colori sonori accesi, come la sua Yamaha. Eros, perché proprio arancione? «C’era solo quella tonalità: per fortuna mi piaceva». Girava voce che l’avesse fatta verniciare... «Su di me sono sempre girate troppe voci, anche questa. Che come tutte le altre è falsa. A questa Yamaha ho solo fatto fare alcune modifiche per rendere il motore 1700 più agile e brillante. Una cosa è certa: questo colore lo ho solo io. Primo motorino? «A 15 anni». Mani sporche di grasso o no? «Una volta ho smontato un Peugeot 103, ma non sono stato capace di rimettere tutti i pezzi al loro posto. Da allora mi affido sempre ai meccanici». Moto anche d’inverno o col freddo si affida all’auto? «Sempre moto. Mi permette di muovermi rapidamente nel traffico caotico della città: la guido anche con il freddo pungente, però mai sotto la pioggia, perché basta una distrazione minima per finire a terra». Le è mai capitato? «Nel 1990, provando un’altra moto: sono scivolato su una chiazza d’olio e mi sono rotto il perone. Il risultato è che ho fatto il concerto al Radio City Music Hall di New York con una gamba ingessata». (lb)