Varie, 3 novembre 2007
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Moiseiev Igor
• Kiev (Ucraina) 21 gennaio 1906, Mosca (Russia) 2 novembre 2007. Ballerino. Coreografo • «[…] Dopo i favolosi festeggiamenti al Boscioi per il suo centesimo compleanno, Igor Moiseiev era stato insignito, dalla città di Mosca, del titolo, mai assegnato prima, di ”Leggenda del secolo”. E davvero questo anziano ma ancora lucidissimo e vitale signore era diventato da tempo una figura leggendaria nel mondo della danza. Capace di esercitare un’influenza decisiva sul moderno destino teatrale delle antiche tradizioni delle danze folcloriche. Entrato come ballerino al Teatro Bolscioi il suo destino giunse a una svolta quando la fortuna e il caso lo portarono nel 1936 alla guida della sezione danza del nuovo Teatro delle Arti Popolari istituito a Mosca. Già messosi in luce come coreografo con una prima fortunata creazione, Il giocatore di football (1930), Moiseiev si dedicò alla raccolta e alla trasposizione per il teatro dell’immenso patrimonio di danze e canti delle regioni sovietiche - e più tardi del mondo intero organizzandole, disciplinandole, dando loro una forma coreograficamente e drammaturgicamente efficace. Integrando il linguaggio della danza popolare con la disciplina del balletto e integrando negli spettacoli della sua compagnia quadri folcloristici - strutturati coreograficamente in modo semplice - e vere e proprie, spesso geniali, creazioni coreografiche, Moiseiev ottenne una ”formula” che per fascino freschezza, colore, intelligenza ebbe un successo strepitoso in tutto il mondo. Fu un inventore di talento. Il suo capolavoro I partigiani - rivisto nel 2004 in occasione dell’ultima tournée italiana della compagnia - lo pone senza dubbio fra i grandi coreografi russi del XX secolo. ”Era un uomo eccezionale, coltissimo, con quel tipo particolarmente brillante di spirito ebraico - ricorda Simona Marchini, sua grande amica e allieva - Gli devo tanti ricordi meravigliosi della mia vita. Fu lui a scatenare la mia passione per la danza. E come maestro era rigorosissimo: mi diede alcune lezioni private insegnandomi un tango argentino e mi invitò a studiare a Mosca. Con la mia famiglia si era stabilito un legame fortissimo: mio padre, nel 1962, aveva ”salvato’ la sua prima tournée. La compagnia, oltre cento persone compresa l’orchestra, era ospite del Teatro Club, gestito dai coniugi Guerrieri, persone meravigliose ma con pochi soldi. Fu mio padre a coprire il disavanzo e Igor gliene fu sempre grato. Al punto si fidava di lui che alla fine della tournée gli affidò i piccoli risparmi in ”valuta pregiata’ che i ballerini avevano messo da parte, pregandolo di conservarli, fino alla tournée successiva”» (Donatella Bertozzi, ”Il Messaggero” 3/11/2007).