Enrico Franceschini, la Repubblica 3/11/2007, 3 novembre 2007
DUE ARTICOLI
dal nostro corrispondente
LONDRA - Può correre per cinque ore, a una velocità di venti metri al minuto, senza mai fermarsi. Vive più a lungo, fa più sesso e mangia di più, senza però ingrassare. l´equivalente di un superatleta come Lance Armstrong, il corridore americano che ha vinto sette volte di seguito il Tour de France, fra i topi: un supertopolino bianco, geneticamente modificato, che con le sue prestazioni strabilianti ha lasciato stupefatti gli scienziati che lo hanno creato. Ma adesso quegli stessi scienziati, e non soltanto loro, si grattano la testa, alcuni affascinati, altri inorriditi, davanti a un quesito che è la diretta conseguenza della loro scoperta: il principio che ha trasformato un topino in supertopo potrà essere applicato un giorno anche all´uomo, trasformando tutti gli appartenenti alla nostra specie in superuomini?
La scoperta, e la domanda che ne deriva, ha già scatenato polemiche sulle due sponde dell´Atlantico. La creazione della razza geneticamente migliorata di topolini è avvenuta negli Stati Uniti, presso la Case Westerne Reserve University di Cleveland, in Ohio. L´annuncio è arrivato sulle pagine dell´autorevole Journal of Biological Chemistry, una rivista scientifica britannica. E il quotidiano Independent di Londra ha sbattuto ieri in prima pagina la foto del supertopo, mentre corre su un tapis-roulant, sotto un titolone ad effetto: "Il topo che ha sconvolto il mondo". In realtà non ce n´è uno solo, ma già ben cinquecento, una colonia che continua rapidamente a moltiplicarsi nelle gabbiette di un laboratorio degli Usa. Di solito, dopo un intervento di ingegneria genetica, bisogna fare un esame del sangue per verificare se l´operazione ha avuto effetto e i geni sono stati effettivamente modificati, ma in questo caso non ce n´è nemmeno bisogno: «Poche settimane dopo la nascita, i topini modificati saltano già in aria come pop-corn in mezzo ad altri topini normali», dice il professor Richard Hanson, che ha diretto l´esperimento. «Abbiamo riscontrato che fin da piccoli hanno un´energia e un livello di attività dieci volte più alti della norma».
Crescendo, sviluppano un metabolismo che permette loro di correre per sei chilometri di fila, impegnando quattro o cinque ore, senza fermarsi mai per bere o per nutrirsi. Vivono più a lungo degli altri topi, mantengono un´intensa attività sessuale anche da vecchi, mangiano il 60 per cento di cibo in più dei topi normali ma non ingrassano, anzi sono più magri degli altri topi. L´alterazione genetica stimola un uso più efficiente dei grassi corporei e un minore sviluppo di acidi lattici, una caratteristica dei migliori campioni dello sport.
Tutto è cominciato quattro anni fa, con l´iniezione di un gene nell´embrione di un topolino. «Gli esseri umani hanno esattamente lo stesso gene», osserva il professor Hanson. «Ma questa non è una cosa che farei a un essere umano. Innanzi tutto perché attualmente non è possibile e in secondo luogo perché non sarebbe eticamente accettabile nemmeno provarci». Il potenziale scopo della ricerca, in effetti, è un altro: sviluppare medicinali che possono migliorare le prestazioni muscolari, a beneficio di chi soffre di certe malattie. possibile, tuttavia, che atleti e giocatori di varie discipline cercherebbero di sfruttare medicine simili nei loro sport, ammette il professore. «Un esperimento inutile e ingiustificabile dal punto di vista etico», protesta Helen Wallace, direttrice di GeneWatch, un´associazione britannica contraria alla sperimentazione biogenetica. C´è anche una controindicazione, il solo effetto collaterale emerso fino ad ora negli animali modificati: i supertopi sono molto aggressivi. «Non siamo sicuri del perché», commenta il loro "papà" Hanson. Bisognerebbe domandarlo ai topi.
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MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA NEW YORK
Percorre sei chilometri a una velocità di venti metri al minuto, corre senza fatica per sei ore senza bisogno di fermarsi, vive più a lungo, mangia il doppio senza ingrassare, ha un’intensa attività sessuale ed è in grado di avere figli anche in età molto avanzata: è questo l’identikit del super-topo creato nei laboratori della Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio, grazie alla manipolazione genetica di un enzima nei muscoli che potrebbe essere teoricamente ripetuta anche nel corpo degli esseri umani.
A rendere pubblica la nascita del super-topo è il «Journal of Biological Chemistry», sulle cui pagine l’autore della ricerca, Richard Hanson, spiega che si tratta di «creature metabolicamente simili al campione di ciclismo Lance Armstrong mentre si lancia in bicicletta sui monti Pirenei senza avere neanche bisogno di una pausa» in quanto «adoperano soprattutto degli acidi grassi come energia, producendo una quantità minore di acido lattico».
Insomma, massimo sforzo senza sentire fatica: quasi la realizzazione di uno dei miti dell’antichità. Il segreto dei super-poteri del topo geneticamente modificato risiede nel gene responsabile dell’enzima Pepck-C - presente anche negli esseri umani, soprattutto nel fegato - che una volta introdotto nei muscoli del topo in quantità cento volte superiori al livello naturale innesca una serie di effetti nell’organismo, che lo portano a mangiare quantità doppie di cibo rispetto a un topo tradizionale e gli consentono pure di avere una attività sessule intensa e di procreare fino all’età di 3 anni, equivalenti agli 80 anni di una donna. Gli altri si fermano a un anno. Il metabolismo così modificato diventa da campione: per usare la loro potenza muscolare, i topi bruciano solo i propri grassi e producono poco acido lattico, il cui accumulo nei tessuti produce la fatica muscolare.
Già in passato gruppi di ricercatori sono riusciti a modificare geneticamente i topi, ma mai prima con conseguenze a tal punto significative da consentire di immaginare che potrebbero, in prospettiva, diventare un precedente per lo sviluppo di esseri umani con poteri fisici straordinari. Simili a quelli degli esseri bionici protagonisti di tv e telefim.
Gli stessi ricercatori di Cleveland amettono di essere rimasti sorpresi di fronte al manifestarsi dei super-topi, che compongono oggi una colonia di 500 esemplari che continua a moltiplicarsi a ritmi molto elevati.
Lo scopo iniziale dello studio all’Università di Cleveland era di trovare metodi capaci di rafforzare le potenzialità dei geni degli esseri umani. Ma proprio da qui si originano le critiche provenienti da alcuni ambienti scientifici americani, timorosi del rischio di «eccessi» nella manipolazione genetica perché i super-topi potrebbero schiudere agli atleti nuove opportunità di alterare artificialmente le prestazioni sportive. Ma Hanson respinge questo scenario, perché ritiene che saranno i medici per primi a scongiurare tale eventualità: «Immettere un gene dentro un muscolo umano è impossibile, sarebbe non-etico e porterebbe d’altra parte a conseguenze negative come la forte aggressività mostrata dai topi».
Lo stesso Hanson non esclude però l’ipotesi che «aziende farmaceutiche possano in futuro» trarre vantaggio dai super-topi immettendo sul mercato nuovi prodotti a sostegno di chi fa sport. Hanson trattiene a difficoltà la soddisfazione per essere riuscito a creare topi che «corrono sei chilometri in sei ore sul tappetino rotante con un’inclinazione di 25 gradi, si muovono a ritmi sette volte più sostenuti dei topi normali e vivono più a lungo, fino a tre anni, riuscendo a riprodursi fino all’ultimo in maniera davvero eccezionale». L’unico inconveniente per il team di Cleveland è arrivato dalle scorte di cibo: i super-roditori ne consumano in quantità industriali ed hanno fatto aumentare sensibilmente i costi della ricerca sin da quando, quattro anni fa, nacque il primo esemplare da un embrione geneticamente modificato.
Fu proprio dopo quella prima nascita che in laboratorio ci si accorse che era avvenuto qualcosa di davvero insolito: il topolino appena nato consumava latte «come se fossero popcorn» e dentro la piccola gabbia era attivo dieci volte più della media dei coetanei di tipo tradizionale.
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