Mattia Bernardo Bagnoli, La Stampa 3/11/2007, 3 novembre 2007
London Bridge. Sulla riva del fiume si specchiano le vertigini architettoniche della City di Londra, primo centro finanziario del globo terracqueo, foresta di grattacieli sempre nuovi al cui interno si macinano ogni giorno miliardi di sterline in fredde transazioni digitali
London Bridge. Sulla riva del fiume si specchiano le vertigini architettoniche della City di Londra, primo centro finanziario del globo terracqueo, foresta di grattacieli sempre nuovi al cui interno si macinano ogni giorno miliardi di sterline in fredde transazioni digitali. Eppure, a pochi passi da questa Mecca del fare soldi universale, ecco un piccolo assaggio di magia: il cimitero sconsacrato di Crossbone, dove, guidati dallo sciamano John Constable, alias John Crow, ogni mese una piccola folla si ritrova per ricordare le anime dimenticate che qui riposano da secoli. Gente qualunque e semplici curiosi, ma anche e soprattutto i seguaci della religione neo-pagana - uno dei credi «alternativi» di maggior successo nella Gran Bretagna multi-confessionale d’inizio millennio. «Crossbone, più che un cimitero», spiega John Crow, ovvero il Corvo, senza dubbio uno dei pochi sciamani di Londra, «è una sorta di fossa comune dove per secoli sono state gettate migliaia di prostituite: escluse dal campo Santo per ordine di quelle stesse autorità religiose che, in questa zona di Londra, avevano il potere di rilasciare le licenze che regolavano la prostituzione». Anime inquiete, dunque, che tornano oggi a denunciare i soprusi subiti grazie alla mediazione di John il Corvo, lo sciamano di Southwark, il quartiere un tempo era zona di postriboli, taverne e teatri. «La notte del 23 novembre 1996 ho ricevuto la visita di uno spirito che mi sussurrava all’orecchio strofe di cui io non capivo il significato: era lo spirito di una delle prostitute di Crossbone, che io chiamo Winchester Goose. Solo in seguito ho scoperto che il cimitero esisteva veramente», racconta John. Stando alle stime del Museo di Londra, che ha qui condotto degli scavi alla fine degli anni ”90, quando il cimitero è stato scoperto, circa 15mila corpi sono stati seppelliti qui nel corso del tempo. «Ma io non ne sapevo niente», assicura John Crow. Un personaggio singolare, John il Corvo: sorriso stampato sul viso, capelli bianchi come la neve e una vaga somiglianza con l’ex-primo ministro Tony Blair. Un concentrato di energia. Negli ultimi dieci anni ha trasformato questo piccolo fazzoletto di terra e cemento incastrato tra i palazzi in un santuario dove dar vita ai suoi rituali. Un mix tra una cerimonia religiosa e un concerto folk-rock. Perché John il Corvo è anche poeta, attore e cantante. Un cantante del mondo-altro. «Parte dei miei scritti è opera diretta degli spiriti», spiega: «s’impossessano del mio corpo e al risveglio trovo centinaia di fogli zeppi di versi. Così è nato il libro di poesie di Crossbone: me l’ha dettato in una sola notte Winchester Goose». «Se credete che sia pazzo», scherza John, «trattami in modo gentile, e per favore non rinchiudetemi. Ma se proprio dovete farlo, rinchiudetemi dentro il cimitero di Crossbone, dove almeno sarò in buona compagnia!». John Crow è diventato nel corso degli anni una figura di rilievo della comunità di Southwark: sia il Globe Theatre - il teatro di William Shakespeare - che la Southwark Cathedral hanno ospitato le sue performance. E proprio la notorietà ha indotto John a riflettere: «Molte persone credono che queste sono tutte baggianate. Io stesso ho dovuto considerare l’ipotesi che stessi diventando matto, quando tanti anni fa ho iniziato a lavorare con gli spiriti. Ma la verità è che oggigiorno si dà troppa importanza al lato pragmatico dell’esistenza. In questo mondo c’è di più di quanto si possa vedere. E, d’altra parte, non offro alle persone una nuova religione». E cosa offre, dunque, John il Corvo? «Io, attraverso l’aiuto di Winchester Goose, intono inni alla libertà, ricette contro i soprusi». Secondo la definizione offerta dalla Pagan Federation, l’organo che riunisce e rappresenta i pagani britannici, «lo sciamanesimo è una religione estatica che ha al suo centro la credenza nella realtà del mondo degli spiriti». Ma John ha un’altra opinione: «E’ semplicemente una pratica, una disciplina, un viaggio attraverso le regioni dell’ignoto. Per uno sciamano non ha senso dirsi cristiano o pagano: significherebbe precludersi delle possibilità». I pezzi di Crow hanno un che di nostalgico e le poesie strizzano l’occhio alle rime medioevali. Ma è fiero del suo impegno. «Quando abbiamo iniziato a venire qui, dieci anni fa, c’erano dei vigilantes a tenerci lontano dal cimitero», ricorda. «Ora», dice sorridente, «mi hanno consegnato le chiavi del cancello e il comune ha riconosciuto l’importanza storica del sito con una placca di bronzo». L’ultima battaglia di John, infatti, è incentrata sulla preservazione di Crossbone dalla speculazione edilizia: quel fazzoletto di terra faceva comodo a molti. Ma grazie all’impegno di John, il comune non ha concesso le autorizzazioni: «Altrimenti le prostitute di Crossbone non ci darebbero tregua», hanno messo agli atti i consiglieri di Southwark facendo sfoggio di humour tipicamente britannico. E data la ruggente rivalutazione delle proprietà immobiliari della zona, questa sì è una piccola magia. Stampa Articolo