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 2007  ottobre 09 Martedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Viktor Zubkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Gordon Brown
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Un dispaccio Ansa dell’altro giorno cominciava così: «Ernesto Che Guevara morì a 39 anni crivellato di pallottole sulla panca di una scuola di La Higuera (Bolivia) la mattina del 9 ottobre 1967...»

• Dunque sono quarant’anni.
Sì, quarant’anni oggi. Il Che era entrato in Bolivia l’anno prima, sotto falso nome e senza barba. L’idea era la solita, quella di esportare la rivoluzione nel mondo. Esportarla cioè dall’unico posto dove, secondo lui, aveva veramente vinto, vale a dire Cuba. Nel ’65 era andato a combattere in Congo e da lì s’era poi trasferito in Bolivia a fare la guerriglia, e con successo, contro il generale dittatore René Barrientos. Nel settembre del 1967 – il giorno 26 – gli tesero un’imboscata a Vallegrande. Guevara con i suoi provò una ritirata e alla fine fu accerchiato a Quebrada del Yuro. La sera dell’8, dopo una giornata di combattimenti, lo presero e lo rinchiusero con altri guerriglieri nella scuola di La Higuera. Ci passò la notte e intanto Barrientos diede ordine che gli sparassero. La mattina dopo venne mandato ad eseguire la sentenza il sergente Mario Teran. Vicino a lui, un uomo della Cia, di nome Felix Rodriguez. Costui disse a Teran di sparare alle gambe, in modo da farlo morire dissanguato e che non si desse poi la colpa al governo. Ma Teran era ubriaco e terrorizzato, sparò ad occhi chiusi e prese il Guevara alle gambe e al cuore. Era l’una del pomeriggio. Il Che aveva 39 anni.

• Che cos’è questo soprannome, “el Che”?
Guevara era argentino e intercalava sempre i discorsi con questa parola, “che”, un termine che significa “uomo”. come quando da noi si dice “Ehi”.

• Se era argentino, che ci stava a fare in Congo e pure in Bolivia? Lei ha parlato anche di “rivoluzione cubana”?
Guevara, di famiglia altolocata decaduta, laureato in Medicina, aveva la passione per i viaggi. Nel 1951 andò a fare volontariato in un lebbrosario del Perù, ci arrivò in sella a una vecchia moto, una Norton del ’39. Dopo la laurea, eccolo in Bolivia, Perù, Ecuador, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Salvador e soprattutto Guatemala, dove c’era un governo popolare e di sinistra. Qui comincia a incontrare rivoluzionari: Hilda Gadea, che poi sposerà, e parecchi castristi. Castro, incontrato in Messico (in Guatemala nel frattempo gli americani avevano rovesciato il governo popolare), lo portò con sé a fare la rivoluzione a Cuba. Una volta preso il potere, lo nominò “cittadino cubano per diritto di nascita”, lo fece direttore dell’Istituto Nazionale per la Riforma Agraria, presidente della Banca Nazionale (firmava le banconote col nomignolo ”Che” invece che col cognome), ministro dell’Industria. Il 14 marzo 1965, invece, Guevara mollò tutto.

• Perché?
Mah. Non era un gran politico da ministero. E aveva pronunciato discorsi in giro per il mondo contro le intese tra paesi a socialismo reale e paesi capitalisti. Era un estremista piuttosto noto ormai, anche se non ancora una star internazionale. La consacrazione a mito sarebbe avvenuta con la morte. Tutti pensiamo che Castro abbia manovrato per toglierselo dai piedi, ma, onestamente, questo non lo sa nessuno.

• Come si spiega che a quarant’anni di distanza sia ancora una leggenda?
Intanto la morte ebbe un’eco enorme. Non fu processato e in Bolivia non c’era la pena capitale. Poi la foto che gli fece Korda, divenuta rapidamente un’icona simil-cristiana, sguardo intenso e fiero, irresistibile. Infine l’uomo era notevole in sé e aveva tutte le caratteristiche per innamorare il popolo dei giovani, ieri e oggi: disinteresse assoluto per il denaro, stile frugale, disponibilità a pagare di persona e a pagare fino alla morte, propensione a giocarsi sempre tutto in nome di un ideale altissimo e cioè la lotta alla povertà, il riscatto dei diseredati, la guerra ai ricchi e ai prepotenti. Il suo discorso all’Onu o l’ultimo, ad Algeri, vibrano di solidarietà sociale, di un autentico spirito missionario. Il contenuto spirituale, passionale di questi discorsi è tale che Ludovico Incisa di Camerana, in una biografia-saggio uscita proprio adesso, ne fa quasi un eroe di destra, fortemente imparentato con i nostri martiri risorgimentali. Il Che pensava di muovere alla rivoluzione i contadini, proprio come Pisacane a Sapri (Pisacane, quello de «Eran trecento, eran giovani e forti...»). E fu tradito dai contadini boliviani, che non gli diedero minimamente retta, esattamente come Pisacane e Mazzini furono traditi da quelli lucano-campani. Camerana lo mette vicino a D’Annunzio, Marinetti, Malraux o Malaparte, tutti santini di destra. Strano accostamento. Ma non del tutto infondato. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 8/10/2007] (leggi)

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