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 2007  ottobre 09 Martedì calendario

Smithies Oliver

• Halifax (Gran Bretagna) 23 luglio 1925. Premio Nobel per la medicina 2007 (con Mario Capecchi e Martin Evans) • «Premiando Martin Evans, Mario Capecchi e Oliver Smithies, l’Accademia dei Nobel ha abbracciato l’intera storia delle cellule staminali e dell’ingegneria genetica che a esse è stata applicata. Dagli anni ’70 [...] i tre scienziati hanno messo a punto tutti i metodi usati oggi per identificare e manipolare le staminali embrionali del topo. E che sia stato un Nobel tutt’altro che neutro politicamente lo si intuisce già dalla motivazione. I tre scienziati infatti sono stati premiati “per le loro scoperte sulle modificazioni genetiche dei topi e l’utilizzo delle cellule staminali embrionali” [...] Leggendo gli studi di Evans, Capecchi e Smithies si incappa negli aspetti più controversi della scienza di oggi. Eppure gli strumenti messi a punto dai tre sono usati quotidianamente nei laboratori di tutto il mondo senza che nessuno tiri più in ballo scogli etici o legali. Anzi, molti ricercatori sperano di replicare i risultati ottenuti sui topi anche sugli uomini per correggere i difetti genetici che stanno alla base di malattie come Alzheimer, diabete, fibrosi cistica, malattie cardiache, tumori. Il primo corridore di questa staffetta lunga trent’anni è Martin Evans [...] Negli anni ‘70 per primo coltivò in laboratorio le staminali che formano l’embrione del topo. “Avevamo identificato le tanto ricercate cellule pluripotenti” scrisse in un articolo pionieristico su Nature, riferendosi alla capacità delle staminali di trasformarsi in ogni tipo di tessuto. Modificare i geni delle staminali, attivarli o disattivarli, correggerli con la massima precisione furono i passi successivi. Questi sviluppi arrivarono all’inizio degli anni ’90 grazie all’italo-americano Mario Capecchi [...] e allo statunitense Oliver Smithies, nato in Gran Bretagna [...] diventato cittadino americano e oggi in forza all’università della North Carolina. Con il “gene targeting” (traducibile in italiano con “correzione gene-specifica”), Capecchi e Smithies hanno osservato la funzione di 10mila geni del topo, la metà dell’intero Dna murino. La tecnica consiste nel disattivare un gene ben preciso. Quindi si studiano le conseguenze sulla cavia che è stata “knocked out” (il cui gene cioè è stato messo ko). Da questa differenza si arriva a capire la funzione di quel determinato frammento di Dna. Non finisce qui. Sostituendo i geni sani con copie di geni portatori di malattie, i ricercatori di tutto il mondo oggi usano il gene targeting per generare nelle cavie patologie assai simili a quelle della nostra specie. Un procedimento sicuramente odioso dal punto di vista dei topi da laboratorio, in cui fino a oggi sono state ricreate circa 500 malattie tipiche dell’uomo. Ma che permette di fare esperimenti ed escogitare terapie. “Per la prima volta - hanno spiegato gli esperti del Karolinska Institute che scelgono i candidati al Nobel per la medicina - è stato possibile creare modelli di malattie umane attraverso la manipolazione genetica delle staminali” [...]» (Elena Dusi, “la Rpubblica” 9/10/2007).