Edoardo Segantini, Corriere della Sera 9/10/2007, 9 ottobre 2007
Su Wind soffia un vento autunnale di burrasca, che sembra arrivare fino al Cairo e allarmare lo stesso Onsi Sawiris, il capostipite della potente famiglia egiziana che controlla il gruppo Orascom e la società telefonica italiana
Su Wind soffia un vento autunnale di burrasca, che sembra arrivare fino al Cairo e allarmare lo stesso Onsi Sawiris, il capostipite della potente famiglia egiziana che controlla il gruppo Orascom e la società telefonica italiana. Oggi infatti Wind, presieduta dal figlio Naguib, deve affrontare una complessa stagione economica, finanziaria e di mercato, cui si aggiungono l’indagine della Procura di Roma sulla vendita di Wind e la causa intentata dal consulente Alessandro Benedetti contro l’imprenditore egiziano. Ma a preoccupare di più è il debito di 12,5 miliardi di euro. Un pesantissimo leverage (la linea di credito per finanziare Wind è pari a 6 volte l’ebitda della stessa Wind, contro 3 di Telecom Ital ia, pure anch’essa pesantemente indebitata) che ora starebbe creando potenziali contrasti anche all’interno della famiglia Sawiris. Com’è emerso recentemente nel corso di un incontro privato fra un banchiere e Onsi Sawiris, il patriarca che regna sul gruppo imprenditoriale dalla sede del Cairo, il grattacielo con quattro torri dorate che sovrasta Midan Sphinx (piazza Sfinge), e dalla base di Parigi. Sawiris, riferisce il banchiere, gli ha parlato a lungo dei suoi tre figli, a bordo del mega yacht chiamato «Yallah!» (in arabo «Forza!») ormeggiato a Montecarlo. Di Naguib, il primogenito, che con Orascom Telecom è il principale fornitore di servizi di telefonia mobile in Medio Oriente, Africa e Pakistan, e, oltre a Wind, possiede la società egiziana Mobinil. Di Nasif, che si occupa di edilizia e porta alla holding una parte consistente dei suoi utili. E di Samih, che segue le attività alberghiere della famiglia dal Mar Rosso all’Europa, e, tra l’altro, sta rilanciando il centro sciistico svizzero di Andermatt. L’armonia familiare – basata sulla chiara attribuzione delle responsabilità di business – finora è stata garantita dall’autorità carismatica del capostipite. Ma già oggi, è la valutazione del banchiere, l’esposizione debitoria in Wind fa storcere il naso agli altri fratelli: e in prospettiva potrebbe diventare un elemento di contrasto aperto. E’ anche alla luce di queste potenziali tensioni che si spiega il negoziato in corso tra Naguib Sawiris e i fondi di private equity Blackstone e Apax per la cessione del 10% di Weather, la società che possiede il 100% di Wind e il 51% di Orascom, confermato ieri dallo stesso presidente di Wind.