Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Intorno ai Cus, il nuovo disegno di legge sulle convivenze (omosessuali compresi), spira un’aria migliore che intorno ai Dico. Anche se arrivare al varo della legge non sarà facile.
• Spieghi, per favore.
Cus, cioè Contratto di Unione Solidale. I Dico invece erano Diritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi. La parola chiave è contratt i due conviventi vanno dal giudice di pace o dal notaio e stipulano un vero e proprio contratto, nel quale si sancisce che i due convivono e che hanno dei diritti e dei doveri reciproci, compresa eventualmente la separazione o la comunione dei beni. Questo contratto lega anche un terzo soggetto, che è lo Stat se uno dei due conviventi è trasferito in un’altra città, il suo partner ha diritto di raggiungerlo (purché convivente da almeno tre anni), passati nove anni si può ereditare dal partner defunto in assenza di parenti, eccetera. Tutta una casistica che è forse prematuro elencare, dato che ci vorranno i passaggi parlamentari e gli emendamenti, o i tentativi di affossamento, si sprecheranno.
• Quando dovrebbe arrivare in aula?
A ottobre-novembre. La discussione e l’eventuale approvazione dovrebbero prescindere dalla sopravvivenza del governo. L’altra volta, per placare gli alleati, Prodi disse in aula che su questa questione il governo si ritirava e decidesse perciò il Parlamento. E infatti la nuova legge non è governativa, ma parlamentare. L’ha preparata il presidente della commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi, uomo della sinistra diessina (non entrerà nel Partito democratico e andrà con Mussi), professore di Diritto civile e giurista assai fine. Quando la legge sui Dico era arrivata in commissione, aveva detto subito che tencicamente non stava in piedi e aveva annunciato il proposito di fondere le dieci proposte di legge esistenti in un unico testo, che tenesse anche conto delle opinioni dell’opposizione. E infatti questo provvedimento sui Cus ha come base di partenza non la legge sui Dico del duo Bindi-Pollastrini, ma una vecchia proposta di Alfredo Biondi, avvocato tosco-genovese, anche lui giurista di valore, un tempo membro autorevole del Partito Liberale e oggi esponente di spicco di Forza Italia. Salvi ha sentito anche il repubblicano Del Pennino. Il testo sui Cus piace a tutti e due. Ma naturalmente il centro-destra in genere è contrario e i cattolici della maggioranza mugugnano anche stavolta, anche se meno di prima.
• Non ho capito perché i Cus andrebbero bene, mentre i Dico andavano male.
I Dico non stavano in piedi sulla faccenda della lettera: prevedevano che lei andasse all’Anagrafe e scrivesse, in presenza di un funzionario, una raccomandata al suo partner per informarlo del fatto che era in atto una convivenza con lui. Il partner poteva anche non saperne niente o non essere d’accordo. Un mostro giuridico che avrebbe dato luogo a contenziosi infiniti e che era stato escogitato da Rosy Bindi per evitare una qualunque cerimonia che facesse assomigliare i Dico a un matrimonio. La legge di Salvi prevede che si vada insieme dal giudice di pace o dal notaio e che si stipuli un normale contratto, di quelli previsti dal Codice civile. Il giudice di pace terrà un registro. L’incontro dal notaio o dal giudice di pace potrebbe trasformarsi in una cerimonia vera e propria, in un simil-matrimonio? Rosy Bindi ha rilasciato una dichiarazione sibillina in cui fa capire che proprio questo non le piace. Altri cattolici sono più possibilisti e hanno lodato la copertura del codice civile. Gli esponenti della Chiesa per ora non parlano. Il buffo è che nessuno si è accorto che i Cus introdurrebbero nella nostra legislazione una specie di matrimonio islamico.
• Il Corano prevede che ci si sposi davanti al giudice di pace?
Il matrimonio islamico è proprio un contratto dal notaio e non ha nulla della sacralità cristiana. Può anche essere a temp l’uomo ingaggia la donna come moglie per un pomeriggio o per qualche anno. Il notaio sancisce, come se si trattasse di una qualunque compravendita. Passato il periodo, tutti a casa. Nel mondo islamico il matrimonio a tempo è un modo per legalizzare la prostituzione. I Cus naturalmente non prevedono il contratto a tempo, e anzi bisogna convivere da almeno tre anni. Ma lo scioglimento è semplice. Per questo la possibilità di andare dal notaio lo rende piuttosto simil-Islam, se mi passa il bisticcio.
• La Lega che dice?
Se non sbaglio, dai leghisti non è arrivata neanche una dichiarazione, per ora. Certo, quando ci avviceneremo al dibattito in aula questa similitudine curiosa verrà fuori. Similitudine tranne che su un punto, sia chiar per l’Islam il matrimonio tra omosessuali non è neanche concepibile. In tanti paesi islamici gli omosessuali li impiccano. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 13/7/2007]
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