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 2007  luglio 14 Sabato calendario

I giapponesi, sempre attenti alle forme, lo definiscono educatamente il «mistero dell’uomo del bagno»

I giapponesi, sempre attenti alle forme, lo definiscono educatamente il «mistero dell’uomo del bagno». Da mesi i giornali e le televisioni non fanno altro che parlare dello sconosciuto che, in barba a tutte le telecamere di sorveglianza, e soprattutto all’affollamento abituale dei luoghi in questione, lascia indisturbato, nelle toilette maschili di prefetture e uffici governativi locali, centinaia di buste contenenti ognuna una singola banconota da diecimila yen, ovvero circa 60 euro, e un messaggio scritto a mano. I media nipponici sono tanto affascinati dalla vicenda da dedicarle più spazio che alle prossime elezioni con cui il premier Abe si gioca la carriera a meno di un anno dal suo insediamento. Giornalmente viene fatto il conto delle buste che il «benefattore » distribuisce nei (comunque pulitissimi) bagni degli uomini: fino ad ora ne sono state trovate 425 per un totale di 4 milioni 250 mila yen, 25 mila euro. Una cifra tutt’altro che modesta. Un piccolo tesoro distribuito a cominciare dallo scorso 9 aprile. Le buste sono state trovate nei bagni di edifici governativi dall’estremo nord del Giappone, nell’Hokkaido, alla remota isola di Okinawa, a un passo da Taiwan. A volte sono più di una e vengono ritrovate accanto ai lavelli o sopra gli asciugamani elettrici. Ma sul-l’esterno, Mister X scrive: «Prendetene una ciascuno, per favore». Mentre nella lettera, si può leggere la spiegazione apparente dei «doni»: «Qui accluso c’è un regalo di diecimila yen. Per cortesia, utilizzatelo per migliorare le vostre conoscenze e dedicatevi a fare del bene, mantenere il cuore puro e libero, per quanto è prezioso, dai pensieri cattivi». Quindi il testo prosegue incoraggiando chi l’ha trovato a spendere il denaro per «ripulire l’anima dai passati peccati della vostra linea ancestrale». Poi una riga di congedo: «I migliori auguri, il vostro con mani giunte in preghiera». Ma il «vostro» chi? In tanti si sono provati a dare una risposta: docenti, giallisti, religiosi, poliziotti si sono tutti scervellati per disegnare un possibile identikit di un uomo (sembra l’unica certezza, visto che entra senza dare nell’occhio nei bagni maschili), probabilmente anziano (la grafia è tremolante e incerta), forse un religioso, magari un monaco. Quest’ultimo particolare viene spiegato con il fatto che le buste e le lettere sono in carta tradizionale washi, un tipo di supporto utilizzato nei monasteri per copiare le preghiere (mentre da noi è nota soprattutto perché è il materiale che avvolge le lampade orientali». Ma anche questa spiegazione fa acqua: perché mai un monaco dovrebbe regalare denaro a centinaia di sconosciuti invece di utilizzarlo nel suo tempio o per opere di bene? Possibile risposta: in realtà si tratterebbe di un ricco signore che vede avvicinarsi l’ultima ora e dunque si prepara al trapasso secondo un voto (poi esaudito) fatto in un momento di difficoltà. Certo la soluzione del mistero sembra tutt’altro che facile, almeno al momento. Perché per quanto anziano o moribondo, l’uomo in questione è stato capace, a giugno, di abbandonare delle buste a Okinawa e quindi, il giorno seguente, di far ripetere il «miracolo» in un bagno di Osaka, a quasi 2.500 chilometri di distanza. Il moribondo, evidentemente, viaggia in aereo. E si deve divertire moltissimo: anche perché i suoi compatrioti, finora, non hanno speso un centesimo degli yen «piovuti dal cielo». Tutte le buste, a quanto riferiscono i media, sono state doverosamente consegnate alla polizia. Non sia mai, qualcuno ha suggerito scherzando: magari è un sistema per mettere alla prova l’onestà dei funzionari locali. Ma se è così, perché nei bagni delle donne non è stata ritrovata nemmeno una busta?