Maurizio Molinari, La Stampa, 14/7/2007, 14 luglio 2007
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA NEW YORK
Si avvicinava alle vittime protetto dall’anonimato del suo camion gigante color giallo-mostarda, le osservava con cura da lontano mentre aspettavano alla fermata dell’autobus e quindi le uccideva: sparando a distanza o mettendo il piede sull’acceleratore per travolgerle a tutta velocità.
Con questo metodo Bruce Mendenhall, 56 anni, ha ucciso negli ultimi mesi almeno sei donne lungo le strade di Tennessee, Alabama, Georgia e Indiana ed avrebbe probabilmente continuato a colpire se non fosse stato tradito da alcune tracce di sangue rimaste sul veicolo. A trovarle, quasi per caso, è stato il detective Pat Postiglione di Albion, Illinois, impegnato nelle indagini per chiarire la morte di Sara Nicole Hulbert, 25 anni, trovata morta sul ciglio dell’autostrada numero 24 lo scorso 26 giugno con una pallottola in corpo. In assenza di moventi o tracce la polizia dell’Illinois stava cercando il camion giallo-mostarda a diciotto ruote che era stato visto la notte precedente del delitto nei pressi del luogo dell’omicidio. Precedenti ispezioni, svolte altrove, ad altri camion, avevano dato esito negativo ma quando il detective Postiglione si è avvicinato al veicolo di Mendenhall si è accorto che qualcosa non andava: troppo nervoso l’autista, troppo incerte le risposte.
La perquisizione ha portato alla scoperta di tracce di sangue secco nel sacchetto dei rifiuti e da quel momento in poi l’irascibile Mendenhall si è sciolto come neve al sole, raccontando agli agenti anche quanto non gli avevano chiesto, sorprendendoli a più riprese con la rivendicazione della paternità di una serie di recenti omicidi finora irrisolti, e che nessuno finora aveva pensato potessero essere collegati. Più Mendenhall parlava più gli agenti si rendevano conto di essersi imbattuti in un serial killer. «Sono stato io, sempre io» ha detto il camionista, sposato e con due figli, snocciolando dettagli come quelli relativi all’omicidio commesso il 6 giugno a Nashville, in Tennessee, quando sparò a Symantha Winsters, 48 anni, gettando poi il corpo in un cassonetto dei rifiuti per non farlo trovare. Prima di allora le vittime erano state uccise o travolte in Alabama, Georgia e, in almeno due occasioni separate, in Indiana, anche se a questo punto la polizia non esclude che possano essere molte di più. Il metodo prescelto puntava a realizzare omicidi perfetti: lungo le autostrade i camion sono migliaia, nessuno fa caso a questi giganti su gomma che attraversano il Continente e dunque guidarne uno consente di avvicinarsi indisturbato alla vittima, per poi decidere di colpire quando si è in totale assenza di testimoni, evento che si ripete spesso nello sterminato entroterra degli Stati Uniti. Non è un caso che Steven Spielberg, nel 1971, ambientò il film «Duel» proprio nella solitudine delle autostrade americane, raccontando la sfida fra un camionista e la sua preda.
Il più sorpreso dalla confessione-fiume di Mendenhall è stato il datore di lavoro, Danny Davis, titolare di una piccola azienda di trasporti nella cittadina di Noble, in Illinois: «Certo, era uno un po’ lento, non molto colto e certamente non si trattava di Einstein ma è sempre stato un buon lavoratore, una persona con la quale era facile parlare, anche se per la verità ci sentivamo quasi sempre al telefono».
Qualcosa di strano in realtà fra i due era avvenuto la scorsa settimana, ma Davis non gli aveva dato troppa importanza. Si erano incontrati dal benzinaio e Davis, sbirciando dentro il camion, si era lamentano di un eccesso di disordine e sporcizia, chiedendogli di «pulire il tutto al più presto». Mendenhall assicurò che lo avrebbe fatto ma non fu così e il proprietario lasciò correre, anche perché ciò che conta è essere puntuali nelle consegne del carico. Sono gli analisti della polizia dell’Illinois a spiegare ora la possibile ragione della ritrosia dell’autista: aveva creato nel retro della cabina una zona che considerava la sua tana e non voleva cambiarvi nulla, era lì che si riposava fra un assassinio e l’altro, prima di tornare sull’autostrada a caccia di una nuova vittima, per poi raccogliere del sangue e portarlo nell’abitacolo, quasi fosse un cimelio.
Nella cittadina di Albion, neanche duemila anime nel sud-est dell’Illinois, la confessione di Mendenhall ha innescato uno shock collettivo: quasi tutti lo conoscevano anche perché qualche anno fa si candidò alla poltrona di sindaco.