Corriere della Sera, 14/7/2007, 14 luglio 2007
ROMA – L’accordo raggiunto per aumentare le pensioni più basse, e che verrà votato in parlamento la settimana prossima, è destinato a favorire anche le famiglie ricche
ROMA – L’accordo raggiunto per aumentare le pensioni più basse, e che verrà votato in parlamento la settimana prossima, è destinato a favorire anche le famiglie ricche. Secondo i calcoli fatti dall’economista Massimo Baldini per il sito lavoce.info, «circa il 25% dell’incremento complessivo delle pensioni andrà a favore di famiglie con fasce di reddito più alte». Questo è possibile perché l’intesa tra governo e sindacati si basa sulla scelta di considerare i redditi individuali e non quelli della famiglia in cui vive il pensionato. Per fare un esempio, se il pensionato non supera i 654 euro mensili avrà diritto agli aumenti anche se la moglie è miliardaria. L’economista, utilizzando il campione rappresentativo delle famiglie italiane realizzato da Banca d’Italia che le classifica in dieci gruppi di reddito, ha scoperto che l’incremento medio di 33 euro al mese finirà per il 25% ai nuclei famigliari appartenenti ai cinque gruppi più alti. Lo studio di Baldini si sofferma anche sul fatto che oggi «non è molto forte l’equivalenza tra pensione bassa e povertà». Secondo l’economista «il problema della povertà continua a essere affrontato in modo frammentato e utilizzando vecchi strumenti che finiscono per creare poveri di serie A e altri di serie B».