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 2017  maggio 12 Venerdì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni
Il Ministro dell’ Interno è Marco Minniti
Il Ministro degli Affari Esteri è Angelino Alfano
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Valeria Fedeli
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Anna Finocchiaro (senza portafoglio)
Il Ministro dello Sport è Luca Lotti (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale e Mezzogiorno è Claudio De Vincenti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente di Fca è John Elkann
L’ Amministratore delegato di Fca è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

Depositato il testo base della legge elettorale

La vera riforma da fare sarebbe quella di sottrarre agli eletti della politica (Camera, Senato, consigli regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali) le decisioni che li riguardano. Un’altra assemblea, magari tutta di nomina presidenziale (alla maniera dei Senati di una volta: basterebbero una cinquantina di eminenti), stabilirebbe stipendi e vitalizi di ciascun deputato, senatore o consigliere, i regolamenti di ogni assemblea, e soprattutto le leggi elettorali, questa croce che ci portiamo dietro da quando fu abolito il sistema proporzionale puro dell’Italia di un tempo.

 

Questi bei sogni sono stati provocati da...?

Dobbiamo scrivere un articolo sulla legge elettorale che è stata depositata ieri in Commissione alla Camera, e sappiamo già che non sarà quella con cui andremo veramente a votare, dato che dal 29 maggio, quando la legge elettorale approderà in aula, verrà sparato il fuoco di fila degli emendamenti, che la renderanno un mostro, ammesso che non sia già un mostro il testo depositato ieri dal presidente della commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti. Mazziotti ha detto che si tratta solo di un testo base, l’unico possibile se si vuole tener conto delle esigenze di tutti. E qui sta il punto. In generale, la legge elettorale può obbedire a uno di questi due criteri. Può obbedire al criterio della rappresentatività, e quindi ammettere in Parlamento tutti quelli che hanno ottenuto un consenso minimo. In questo modo, come nel proporzionale dei tempi andati, ogni partito avrà qualcuno dei suoi in aula. Ma sarà complicato formare un governo, perché le formazioni più forti oscilleranno tutte tra il 30% e il 40% e si dovranno mettere in piedi i famigerati governi di coalizione, con relativo mercato. Rappresentatività con difficile governabilità, quindi. Oppure la legge elettorale si può proporre di dare al Paese un governo stabile e sufficientemente forte per prendere decisioni senza cedere a compromessi. In questo secondo caso la legge sarà costruita in modo da estrarre dal voto, col sistema magari dei due turni, il partito preferito dagli elettori o quello meno detestato. La Consulta, con sentenza esecrabile, ha stabilito che per andare al ballottaggio bisogna raccogliere un minimo di consensi, ostinandosi a non guardare quello che per esempio succede in Francia dove sono andati al ballottaggio due tizi che non mettevano insieme il 50% dei consensi. Chi è animato da buone intenzioni può comunque architettare sistemi misti, che garantiscano un minimo di rappresentatività senza rinunciare alla governabilità. Ma i nostri partiti sono animati da buone intenzioni?

 

No?

No. Ciascun partito vuole la legge elettorale che gli dà più vantaggi. Chi prevede di non poter vincere, vuole un sistema rappresentativo. Chi pensa di poter vincere vuole un sistema che gli dia il governo. Berlusconi, maggioritarista quando era vincente, adesso è diventato proporzionalista, e non sente ragioni. Tipico filosofare da sconfitto.

 

Vogliamo smetterla di divagare e dire una buona volta come è fatto questo testo base depositato ieri in commissione Affari costituzionali, e sia pure sapendo che adesso comincia una lotta senza quartiere tra tutti quanti.

Si tratta di un «Italicum bis», cioè il brandello del vecchio Italicum rimasto in piedi dopo i tagli della Corte costituzionale, sarebbe esteso al Senato. Soglie di sbarramento al 3% da tutt’e due le parti (cioè nessun candidato di una lista che non abbia preso almeno il 3% sarà eletto). Premio di maggioranza alla lista che raccoglierà il 40% dei consensi (una pia illusione per chiunque). Cinquanta collegi al Senato e cento alla Camera manderanno senatori e deputati nelle rispettive camere con un sistema proporzionale, arricchito da preferenze e capilista bloccati. Il sistema tedesco, di cui avrà già sentito parlare alla radio e alla televisione ieri, e di cui sarà subissato dai giornali di oggi, non c’entra niente. Stiamo dando queste informazioni grazie a un lancio dell’Ansa. Il testo vero e proprio integrale, atteso per le 19.30, alle 22.00 non era ancora stato depositato. Prenda tutto quello che ho scritto con le molle.

 

Come può sostenere che la legge elettorale definitiva non sarà questa?

Mi attengo alle dichiarazioni del presidente Mazziotti: «Le posizioni dei partiti sono distanti. Si tratta della massima mediazione possibile». Manziotti non aveva finito di parlare, che il Pd faceva sapere che questo testo base non gli piaceva. Il Pd vuole un Mattarellum rivisto, con 50% dei seggi assegnati con metodo maggioritario e 50% con metodo proporzionale.

 

Forse non dovevamo scegliere questo tema come Fatto del giorno.

Berlusconi vuole un proporzionale senza correzioni maggioritarie. Al M5s, in base alle prime prese di posizione, il testo base sembrerebbe andar bene. Il Pd, fatto nuovo, è spaccato.

(leggi)

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