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 2017  maggio 12 Venerdì calendario

Il marine prima di Rambo

Il marine italo-americano Ralph Minichiello ricordava James Dean con il suo aspetto da ragazzo tormentato. Responsabile del dirottamento aereo intercontinentale più lungo della storia, il pirata dell’aria ha ispirato le gesta cinematografiche del Rambo di Sylvester Stallone. Oggi a ricostruire ne Il marine la vera «Storia di Raffaele Minichiello, il soldato italo-americano che sfidò gli Stati Uniti d’America» (Mondadori, €18, pp. 224), come recita il sottotitolo del libro, è Pier Luigi Vercesi. Lo scrittore e giornalista ha incontrato qualche anno fa personalmente Minichiello: il marine era in cerca di un autore che ricostruisse la sua avventura.
Emigrato con i genitori da Melito Irpino a Seattle, Ralph a 17 anni si arruolò come volontario e riportò a casa la pelle dalla giungla vietnamita. Si aspettava di essere accolto a braccia aperte dai suoi superiori che invece si comportarono in maniera «arrogante» con lui: per un pugno di dollari – si trattava veramente di una cifra assai modesta – entrò in rotta di collisione con gli alti gradi dell’esercito. Il 28 ottobre 1969 a Los Angeles, salì a bordo di un Boeing 707 con un mitra e ordinò al comandante dell’aereo di dirigersi prima a New York e poi a Roma.
Il racconto di Vercesi si sviluppa in maniera molto suggestiva, intrecciando vari filoni narrativi da cui emerge l’orrore del conflitto vietnamita e la mobilitazione delle piazze contro «la sporca guerra». Mentre l’Fbi coordinata dal potentissimo John E. Hoover era intenzionata a compiere una strage per fermare il dirottatore, i funzionari italiani seguirono con successo la strada della trattativa. Al processo che si svolse dopo la sua cattura emerse che Minichiello si era sempre comportato in modo molto umano nei confronti dell’equipaggio e dei passeggeri. Il ragazzo che voleva punire i militari arroganti e le loro prevaricazioni ancora oggi incarna l’immagine della ribellione ingenua nei confronti delle istituzioni e dei loro soprusi.