La Stampa, 12 maggio 2017
Se Mosul ha i giorni contati
Gli iracheni dicono che entro 15 giorni l’Isis sarà sconfitto. Perché?
Finire tutto «prima che cominci il Ramadan». Due settimane per dare il colpo di grazia all’Isis e concludere la più dura di tutte le battaglie, quella di Mosul. Il pronostico è del capo delle forze armate irachene, Othman al-Ghanimi, e arriva dopo giorni di avanzate spettacolari sul nuovo fronte aperto all’inizio di maggio a Nord-Ovest. Le difese dello Stato islamico sono «collassate» e le forze d’élite dell’esercito hanno preso uno dopo l’altro sedici distretti, portando il totale di quelli liberati a 80 su 88. Ai jihadisti resta solo il dieci per cento della città del Nord Iraq. Il pronostico però è da prendere con le pinze. A metà ottobre, quando è cominciata l’offensiva per conquistare la capitale del Califfato, a Baghdad prevedevano di piantare «entro Natale» la bandiera irachena sul minareto della moschea Al-Nuri al-Kabir, dove Abu Bakr al-Baghdadi si è autoincoronato Califfo nel 2014. Poi il premier Haider al-Abadi ha spostato la data a metà gennaio, mentre gli ufficiali americani «embedded» con le forze speciali consigliavano ai cronisti di «prenotarsi l’albergo per un anno». Mosul Est è crollata di schianto dopo tre mesi di scontri durissimi. Niente rispetto alla terribile guerriglia urbana a Mosul Ovest. I jihadisti hanno usato almeno seicento autobombe. Nelle strade, più strette rispetto a Mosul Est, i carri non possono manovrare, e i blindati leggeri sono stati massacrati dai lanciarazzi portatili dell’Isis. L’esercito iracheno non comunica le perdite. Gli americani calcolano in circa mille gli uomini delle forze di sicurezza caduti in sette mesi. Cinquemila i feriti. Le vittime civili, secondo l’Onu, sono ottomila. Una stima al ribasso, perché considera solo i morti registrati negli ospedali. L’Isis ha eretto una barriera di ferro e di fuoco davanti alla Grande Moschea. Donne e bambini sono stati rinchiusi nella case, legati accanto alle postazioni dei cecchini. Un uso degli scudi umani che ha superato tutti i livelli di crudeltà. Gli assalti di marzo e aprile sono andati a vuoto. Ora l’esercito attaccherà la moschea alle spalle. Il 26 maggio, data di inizio del Ramadan, è vicino. Il 29 giugno, terzo anniversario della rinascita del Califfato, anche.