Corriere della Sera, 12 maggio 2017
Cosa rischiamo? Vaccinarsi protegge noi stessi ma anche gli altri. Eppure la copertura è scesa sotto la soglia di sicurezza per l’«immunità di gregge». E il morbillo è in aumento
1 È giusto obbligare i genitori a vaccinare i loro bambini?
Per capire l’importanza dell’obbligo di vaccinazione per l’ammissione dei bambini a scuola bisogna partire da un dato di fatto: «Vaccinarsi non è solo una questione di protezione individuale, ma un gesto di responsabilità sociale – ricorda Roberto Burioni, virologo di fama internazionale, al lavoro all’ospedale San Raffaele di Milano —. Il vaccino è il modo più naturale per difendere noi stessi dalle malattie infettive. Ma è fondamentale anche per proteggere gli altri». Il problema è che in Italia c’è un calo costante del numero di bambini vaccinati: non viene più raggiunta la soglia di copertura del 95%, fondamentale per la cosiddetta immunità di gregge, ossia la protezione di massa che impedisce agli agenti infettivi di circolare.
2 Quali sono le vaccinazioni obbligatorie?
Tetano, difterite, poliomielite ed epatite B vanno somministrate gratuitamente al neonato nel primo anno di vita (con tre dosi, a partire dal terzo mese). La loro obbligatorietà è stata introdotta via via negli ultimi cinquant’anni (l’ultima a essere introdotta è l’epatite B nel 1991). In realtà, già dalla fine degli anni Ottanta, con la legge Bassanini, i genitori possono iscrivere i bimbi a scuola semplicemente con un’autocertificazione. E, nel 1999, il ministero dell’Istruzione stabilisce: «La mancata certificazione non comporta il rifiuto di ammissione». Così i genitori di fatto vengono lasciati liberi di decidere.
3 I genitori vaccinano sempre i propri bambini?
A partire dal 2014, le statistiche segnalano un trend di diminuzione preoccupante: «La percentuale di copertura contro difterite, poliomielite, tetano ed epatite B è scesa al 93,5%, sotto la soglia ottimale – spiega Giovanni Rezza, alla guida del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità —. Con il rischio di un ritorno di queste malattie. In Italia difterite e poliomielite sono state eliminate, ma circolano nell’Europa dell’Est. Nei bambini piccoli è ridotta allo zero anche l’incidenza dell’epatite B: ma gli anziani non sono stati immunizzati e possono attaccarla a chi non è protetto. Lo stesso può valere anche per il tetano».
4 Perché si parla di vaccino esavalente?
L’antidifterica, l’antitetanica, l’antipolio e l’antiepatite B di solito vengono somministrate con la vaccinazione esavalente che comprende anche la pertosse e l’emofilo (utile a proteggersi prevalentemente dalle polmoniti e dalle meningiti). Il calo è sovrapponibile.
5 Quali sono le vaccinazioni raccomandate?
La più importante è la vaccinazione trivalente che protegge da morbillo, parotite e rosolia. La prima dose viene raccomandata a tutti i bambini tra i 12 e 15 mesi, la seconda a 6 anni di età. Anche la vaccinazione trivalente viene offerta gratuitamente dal servizio sanitario nazionale.
6 Perché c’è l’allarme morbillo?
Lo dice l’Organizzazione mondiale della sanità: con 1.387 contagi da marzo del 2016 a febbraio di quest’anno, l’Italia è seconda in Europa per casi di morbillo. Peggio di noi fa solo la Romania. Giovanni Rezza, alla guida del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, lo ripete come un mantra: «Nel nostro Paese non c’è un’adeguata copertura vaccinale. Il tasso per questa malattia è sceso all’85% contro il 95% necessario per avere l’immunità di gregge».
7 Che cosa stanno facendo le Regioni per invertire il pericoloso trend di diminuzione di bimbi vaccinati?
In tema di sanità, il Titolo V della Costituzione garantisce l’autonomia alle Regioni. Che si sono mosse in ordine sparso. L’Emilia-Romagna è stata la prima ad agire: con la riforma dei servizi educativi per la prima infanzia introduce a partire dal 2017 come requisito d’accesso agli asili nido «l’avere assolto gli obblighi vaccinali» (e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B). La Toscana vuole varare in via definitiva entro la fine di maggio una legge che preveda le vaccinazioni obbligatorie per i bambini iscritti agli asili nido e alle scuole materne. Il Piemonte annuncia di volere rendere obbligatori i vaccini per i bambini che si iscrivono all’asilo nido e alla scuola materna, allargandosi anche alle vaccinazioni raccomandate. La Lom-bardia è al lavoro per stabilire che dal prossimo settembre possano essere accreditati con la Regione solo gli asili nido che accettano esclusivamente i bimbi vaccinati. Nel 2008 il Veneto, invece, ha sospeso l’obbligo di vaccinazione, mettendo in campo misure attive di promozione.