12 maggio 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - TRUMP E L’FBIREPUBBLICA.ITWASHINGTON - "James Comey deve sperare che non ci siano ’nastri’ delle nostre conversazioni, prima che cominci a parlare con la stampa!"
APPUNTI PER GAZZETTA - TRUMP E L’FBI
REPUBBLICA.IT
WASHINGTON - "James Comey deve sperare che non ci siano ’nastri’ delle nostre conversazioni, prima che cominci a parlare con la stampa!". Così su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, fa capire all’ex direttore dell’Fbi che rivelazioni da parte sua alla stampa non sarebbero affatto gradite.
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Martedì Trump ha licenziato da capo del Bureau Comey, che guidava l’indagine sul Russiagate, cioè sulla presunta ingerenza russa nelle elezioni presidenziali Usa di novembre. Ieri, in un’intervista a Nbc news, Trump aveva detto di avere avuto due conversazioni telefoniche e una in persona con Comey, al quale aveva esplicitamente chiesto se era sotto inchiesta nell’ambito delle indagini che l’Fbi sta conducendo sull’interferenza della russia nelle elezioni presidenziali 2016 e sui possibili legami tra la campagna di Trump e funzionari russi. Stando al presidente, Comey gli disse che non lo era.
Giornata di cinguettii. E il presidente fa un’altra minaccia senza precedenti: annullare i briefing con la stampa e parlare solo attraverso dichiarazioni scritte "per il bene dell’accuratezza". "Forse la cosa migliore da fare sarebbe cancellare tutti i futuri briefing con la stampa e consegnare risposte scritte per il bene dell’accuratezza", scrive in un tweet, l’ultimo di una serie scritti di buon mattino. "Di nuovo la storia che ci sia stata una collusione tra i russi e la campagna elettorale di Trump costruita dai democratici come scusa per aver perso le elezioni", scrive il presidente, e annota che "la stampa bugiarda, fake media, si è dilungata sul tema". Trump se la prende con la stampa che ha messo in luce la contraddittorietà tra le sue dichiarazioni e quelle degli uomini del suo staff in ordine alle ragioni del ripensamento: "Un presidente ha tante cose da fare, non è possibile per i suoi collaboratori stare davanti a un microfono con accuratezza perfetta", scrive riferendosi probabilmente a come i suoi portavoce hanno gestito la vicenda. E ancora "Quando lo stesso Clapper, e praticamente tutti coloro a conoscenza della caccia alle streghe, dirà che non c’è collusione, quando finirà?" scrive in un altro tweet postati a raffica da questa mattina, fino a sei nel giro di circa un’ora
REPUBBLICA.IT DELL’11 MAGGIO
WASHINGTON - Temperatura bollente al dipartimento di giustizia americano. Non accenna a spegnersi l’incendio mediatico scatenato dall’improvviso licenziamento del capo Fbi James Comey da parte del presidente Donald Trump.
Il leader della maggioranza repubblicana al Senato Usa, Mitch McConnell, ha infatti concordato con il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, di invitare il numero due del dipartimento di Giustizia, Rod Rosenstein, a parlare in aula davanti ai senatori. Ad annunciarlo è stato lo stesso Schumer al Senato. La notizia arriva all’indomani della decisione, sempre da parte del Senato di inviare un mandato di comparizione all’ex consigliere per la Sicurezza Mike Flynn.
Rod Rosenstein è il protagonista di questi giorni per aver firmato il memo consegnato al presidente Donald Trump con le valutazioni e le raccomandazioni del dipartimento di Giustizia per procedere con la rimozione di Comey e che era stato indicato dalla Casa Bianca in una prima ricostruzione dei fatti, come il suggeritore del clamoroso licenziamento. Cosa che Rosenstein nega. Quando Trump elogiava Comey sulle mail di Hillary: "Ha avuto coraggio" Condividi
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La cena di Comey alla Casa Bianca. Ma proprio oggi il New York Times scrive, citando fonti informative riservate, che sette giorni dopo il suo insediamento alla Casa Bianca il presidente Donald Trump invitò a cena il direttore dell’Fbi James Comey. La risposta fu una garanzie di "onestà", ma Comey declinò la promessa di lealtà, affermando di non poter essere "affidabile" nel senso politico convenzionale. Comey ritiene adesso quella circostanza sia la causa di quanto accaduto nei giorni scorsi. La Casa Bianca contesta la ricostruzione riferita dal Nyt: "Non crediamo sia accurata", ha detto la vice portavoce Sarah Sanders, affermando che il presidente Trump "non lascerebbe mai intendere di aspettarsi lealtà personale, soltanto lealtà verso il nostro Paese". Usa, Trump rimuove il capo dell’Fbi. Rampini: "Era un superpoliziotto scomodo" Condividi La versione di Trump. Trump ha ammesso che ha pesato anche l’indagine in corso sui contatti da membri della sua campagna e rappresentanti dell’intelligence russa. "Di fatto, quando ho deciso su questa cosa mi sono detto: questa cosa russa con Trump e la Russia è una cosa inventata, è una scusa dei democratici" ha dichiarato il presidente all’intervistatore Lester Holt.
Le indagini su Russiagate. Intanto i ministri della Giustizia di 20 Stati americani su 50 hanno scritto allo stesso viceministro per chiedergli di nominare un procuratore speciale (un inquirente indipendente dall’amministrazione Trump e non un funzionario del governo) affinché indaghi sul Russiagate. Secondo quanto riferisce la rete Abc, che cita l’agenzia statunitense Associated Press, a scrivere la lettera è stato un gruppo di responsabili della Giustizia guidato dal ministro democratico del Massachusetts, Maura Healey, che ha definito il licenziamento di Comey "una violazione della fiducia dell’opinione pubblica".
Usa, Zucconi: "Trump decapita Fbi, ora Russiagate è a rischio" Condividi Trump rinuncia a visita a Fbi. Sembra che il presidente abbia abbandonato l’idea di visitare il quartier generale dell’Fbi. Secondo Nbc, che cita fonti interne all’amministrazione, sarebbero stati gli agenti dello stesso Bureau a far cambiare idea alla Casa Bianca, spiegando che il presidente non avrebbe ricevuto un caloroso benvenuto. La notizia che Trump stesse considerando una tappa nella sede dell’Fbi era stata anticipata dalla portavoce Sarah Huckabee Sanders. Lo shock e lo stordimento seguito alla rimozione di Comey, molto popolare tra i suoi agenti, è ancora vivo. Alcuni di loro avrebbero confidato che, nonostante abbiano votato per lui a novembre, questa volta non sarebbe stato accolto con applausi e sorrisi. "Penso che si sentano ancora fedeli a Comey", ha detto un fonte citata ancora dalla Nbc