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 2007  ottobre 27 Sabato calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Viktor Zubkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Gordon Brown
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Putin ieri ha detto che, con la storia dello scudo da piazzare in Polonia e in Cechia, gli americani hanno ricreato il clima del 1962. Gli storici considerano il 1962 e la crisi dei missili di Cuba – esplicitamente evocata da Putin – il momento culminante della guerra fredda.

• Che storia era?
Kennedy, che s’era insediato alla Casa Bianca nel 1961, aveva dato seguito a un progetto di Eisenhower e aiutato lo sbarco di mille e cinquecento esuli a Cuba. Costoro si proponevano di rovesciare Castro, al potere dal 1959 a discapito dell’amico degli americani, il dittatore Batista. Il tentativo dei profughi però fallì e Castro, indignato, chiese ai russi di proteggerl che venissero a installargli a Cuba dei missili nucleari da tenere puntati sugli Stati Uniti. Kruscev – che era allora il capo dell’Unione sovietica – disse di sì. Mentre le navi coi missili navigavano verso Cuba (era l’ottobre del 1962), gli aerei americani le videro e il presidente Kennedy annunciò, parlando in televisione a tutto il mondo, il blocco navale dell’isola: i russi, per arrivare destinazione, avrebbero dovuto sparare e sarebbe scoppiata la Terza guerra mondiale. Kruscev ordinò alle sue navi di tornare indietro e Kennedy, in cambio, dovette impegnarsi a smantellare le sue basi di missili Jupiter in Turchia. Il blocco fu tolto un mese dopo, il 20 novembre. In effetti fu un mese di terrore.

• E adesso è lo stesso? Io non me ne sono accorto.
E’ completamente diverso. Intanto è strano che Putin evochi quel moment forse Kennedy fu ucciso proprio per il fallito sbarco dei profughi alla Baia dei Porci (come sostengono alcuni storici e lo scrittore James Ellroy nel suo American Tabloid), ma di sicuro a Kruscev la vicenda di Cuba costò, pochi anni dopo, il posto. Non si tratta dunque di una vittoria russa. La tensione attuale, poi, è provocata prima di tutto dalle pressioni americane sull’Iran perché rinunci al nucleare, pressioni culminate nella decisione dell’altro giorno di sanzionare unilateralmente Teheran. A queste tensioni Putin risponde con discorsi molto forti intanto per tenere alto lo spirito dei suoi e poi per scoraggiare qualche idea che potrebbe pure prender corpo alla Casa Bianca: uno studioso di queste cose, l’israeliano Martin van Creveld, ha detto che in Iran sono terrorizzati perché sanno che «Bush è talmente pazzo che potrebbe anche decidere di attaccare l’Iran sul serio».

• Potrebbe succedere?
L’opinione prevalente è che le probabilità di un attacco all’Iran sono una su due. Piuttosto alte, quindi. Naturalmente non si tratterebbe di un’invasione via terra, visto che gli americani non hanno truppe sufficienti. L’attacco avverrebbe con missili da crociera e velivoli pilotati. Gli iraniani non avrebbero quasi possibilità di risposta: le loro difese antiaeree sono state fornite dai russi e non funzionano granché, un mese fa gli israeliani ne hanno attaccata una identica in Siria distruggendola. Ahmadinejad quindi, per rappresaglia, non potrebbe che attaccare Israele. Ma se adoperasse missili nucleari si esporrebbe a una rappresaglia da parte israeliana probabilmente devastante. Teheran ha pochi soldi e investe in armi appena 6,3 miliardi di dollari (stima dell’International Institute of Strategic Studies di Londra). Con quelle cifre non si va da nessuna parte. Israele investe il doppio, gli Stati Uniti cinquanta volte tanto.

• E i russi? Non potrebbe esserci un intervento russo contro gli americani?
I russi non sono militarmente forti come un tempo. Non ancora. I Tupolev mandati a pattugliare i cieli, il razzo terra-aria che copre settemila chilometri in venti minuti e che Putin fa orgogliosamente vedere in televisione, la vacuum bomb fatta scoppiare a Vorkuta sono esibizioni e non ancora prove di forza vera. Mosca è ufficialmente al nono posto per investimenti in armi, un capitolo di spesa ancora monopolizzato dagli Stati Uniti (gli Stati Uniti sostengono la metà di tutte le spese belliche del pianeta). Quindi, che cosa significano le ripetute minacce di Putin, compresa quest’ultima? A parte le ovvie considerazioni di politica interna – il presidente deve in qualche modo restare al potere anche dopo la scadenza del mandato, nonostante la Costituzione glielo vieti – c’è poi un lavoro diplomatico sugli europei perché si dividano tra di loro e dagli Stati Uniti.

• Questo scudo piazzato in Polonia e Cechia sarebbe veramente un pericolo per la Russia?
Intanto in Polonia c’è un nuovo primo ministro, che si chiama Donald Tusk: gli elettori, domenica scorsa, hanno mandato a casa Jaroslaw Kaczynski, uno dei due famosi gemelli che garantivano una politica di estrema destra e ultra-filoamericana. Può darsi che l’installazione delle dieci batterie dello scudo americano non sia più così scontata. Bush insiste nel dire che i missili sarebbero solo in funzione anti-iraniana e anti-coreana. Putin gli ha detto che non ci crede. E si comporta di conseguenza. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 26/10/2007] (leggi)

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