Varie, 27 ottobre 2007
BAULI
BAULI Alberto Verona 5 settembre 1940. Imprenditore. Presidente dell’omonimo gruppo • Figlio di Ruggero, classe 1895 che il 25 ottobre 1927 scampò al naufragio della ”Principessa Mafalda”, piroscafo italiano sulla rotta Genova-Buenos Aires: «[...] Bauli, ragazzone alto e forte, al suo secondo viaggio in Argentina per trasportare le attrezzature da pasticciere (vuole aprire un negozio), si è appena sbarbato. Se ne sta a poppa, a 80 miglia al largo del Brasile. Poi vede ”le eliche sfilarsi”. Per la ”Principessa Mafalda” è la fine: ”La nave imbarca acqua, si spengono le caldaie”. Il comandante Simone Gulì ordina l’evacuazione, e dirige le operazioni con una pistola. L’ufficiale telegrafista, Luigi Reschia, continua a lanciare l’allarme. Un messaggio che ripete fino alla morte: ”Mafalda di Savoia, Sos, Mafalda di Savoia, Sos, venite a salvarci”. Sono dodici le navi che lo ricevono, ma nessuna si avvicina. Colpa del fumo, che induce a credere che il piroscafo stia per esplodere. Sbagliato. Ma finisce così: si salva solo chi raggiunge le barche. Come Bauli, sollevato da un’onda. ”Mafalda”, invece, si inabissa, a 1.400 metri. Le vittime, ufficialmente, sono 20-30, un numero contenuto ”per ordine del regime fascista”, come spiega Enrica Magnani Bosio, studiosa di Casa Savoia: ”Non si voleva spaventare la popolazione. Quella per il Sud America era una rotta importante per gli emigranti”. Ruggero Bauli perde i macchinari, ma non i sogni. Sbarca a Rio de Janeiro, fa il tassista per nove mesi, poi si sposta a Buenos Aires e diventa pasticciere. Torna in Italia nel 1937 e, dopo la guerra, parte con l’industria dei pandori. [...]» (Grazia Maria Mottola, ”Corriere della Sera” 27/10/2007).