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 2007  ottobre 27 Sabato calendario

ROMA – «E’

un Suv, un bolide, l’altra sera è stato proprio un mostro, di bravura e di simpatia ». Rina Gagliardi, senatrice di Rifondazione illumina l’altra faccia di Roberto Calderoli. «Quando lavora in Senato e soprattutto quando presiede, da mister Hyde torna ad essere il dottor Jekyll, il brillante medico protagonista del romanzo di Stevenson », dice Gagliardi. «Quando entro in Aula, do un’occhiata per vedere chi presiede, e in cuor mio spero che sia Calderoli», sostiene Manuela Palermi, dei comunisti italiani. Non è solo perché conosce meglio di chiunque «ogni piega del complicatissimo regolamento» del Senato, non solo perché detta i tempi delle votazioni. Ma anche, e forse soprattutto, perché riesce a mettersi in sintonia con le corde umane dei senatori. «Giovedì sera, erano quasi le 23 e 30’ dice Willer Bordon – il presidente del Senato Franco Marini non era nemmeno uscito dall’emiciclo, lui s’aggiusta la sedia e fa questo siparietto straordinario: "Ragazzi la ricreazione è finita", con una levità, un garbo e una decisione, che ha cambiato il clima dei lavori». Sì, perché fin dai tempi di Cicerone « senatores boni viri, Senatus autem bestia ». E lui, Calderoli, quella bestia riesce a domarla, blandirla, piegarla, addirittura, sedurla. «Avere un Calderoli nel centrosinistra sarebbe come avere un asso nella manica », afferma Antonello Cabras dell’Ulivo.
Prima mette in guardia la maggioranza.( «Il fumo fa male alla salute anche del governo, perché se si va fuori a fumare poi il governo cade»). Poi fulmina i «pianisti » (quelli che votano per altri colleghi): «Chi vota per due, va all’inferno ». Il «cavadenti» (viene da una famiglia di dentisti), insomma, è un battutista nato. «Gli capita spesso, è molto simpatico, anche in transatlantico o in commissione, è solo quando diventa leghista, cioè ritorna mister Hyde, che è insopportabile», conclude Palermi. «Ha uno humor padano, un po’ difficile per me che sono di Napoli, ma è proprio un peccato che sia uno xenofobo », conferma Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione. «Tra noi c’è una cordialità reciproca», aggiunge Nicola Latorre. La camaraderie con i colleghi senatori si svolge però tutta all’interno del Palazzo, perché Calderoli non frequenta molto la Roma dei locali e dei ristoranti. «Una volta mi disse che non conosceva "Il Bolognese", visto che al ristorante non ci va, preferisce cucinarsi da solo» aggiunge Gagliardi che si definisce «compagna di fumo» del vicepresidente nelle salette predisposte a fianco dell’Aula. Naturalmente, il «Calderul », lo sa che con le sue trovate ad effetto, colpisce nel segno «e ci gigioneggia su» (Bordon). «Che dire di lui? Che è ottimo, sì lo trovo simpatico, quando non supera i limiti» afferma Vittoria Franco (Ds). Nella scorsa legislatura una volta però li superò, facendo un apprezzamento pesante alla senatrice Dato. «Ma subito, senza neanche attendere il mio intervento – ricorda Bordon allora capogruppo – si scusò pubblicamente e poi in privato inviò alla Dato un gran mazzo di fiori».