Federico Fubini, Corriere della Sera 27/10/2007, 27 ottobre 2007
Draghi: «Per la ripresa, serve una svolta coraggiosa sull’ istruzione superiore Alzare l’ età di pensionamento
Draghi: «Per la ripresa, serve una svolta coraggiosa sull’ istruzione superiore Alzare l’ età di pensionamento. La flessibilità non si scarichi solo sui giovani» DAL NOSTRO INVIATO TORINO - «Davvero?». Il governatore della Banca d’ Italia non si lascia sfuggire il lampo di un sorriso neppure dagli occhi, mentre guarda la studentessa in piedi accanto alla cattedra. Lì, a lezione finita, lei ha timidamente appena iniziato a formulare la sua domanda a Mario Draghi («I grandi temi vengono risolti dalla politica...») quando lui la interrompe. Gli bastano poche sillabe e un punto interrogativo. Sull’ aula passa un brusio, la ragazza riformula per andare avanti: «I grandi temi dovrebbero essere risolti dalla politica...». Facoltà di Economia di Torino, incontro annuale della Società italiana degli economisti. Tutto ciò che il governatore ha da dire sulla situazione che si è lasciato a Roma finisce qui. Ma la predilezione per la sintesi non segnala che Draghi vuole tenersi a distanza dai temi che lacerano il Paese in questi mesi. Non c’ è da credergli quando, presentando la propria lezione, annuncia di aver scelto «un tema un po’ fuori moda» come «consumo e crescita». Quel che dirà è fin troppo attuale: a parità di specializzazioni, osserva il governatore, «le retribuzioni italiane risultano in media inferiori di circa il 10% a quelle tedesche, del 20 a quelle britanniche e del 25% alle francesi». I ritardi rispetto all’ Europa di oggi e all’ Italia di ieri risultano particolarmente vistosi per i giovani fino ai 35 anni, gli stessi che pure oggi trovano un posto più facilmente rispetto a una generazione fa. «I diplomati o laureati entrati nel mercato del lavoro negli anni più recenti percepiscono una retribuzione inferiore a quella di chi entrava nei primi anni ’ 90», legge Draghi. «La riduzione del reddito da lavoro appare almeno in parte permanente e soprattutto come tale viene percepita». A questi colpi alla fiducia (dunque ai consumi, alla crescita, alla stessa tenuta dei conti pubblici) se ne aggiungono altri a cascata. C’ è «l’ incertezza suscitata dalle ripetute modifiche delle regole previdenziali», ricorda Draghi. E c’ è «il fenomeno della precarietà», quel 17% dei giovani fra i 25 e i 35 anni occupati a tempo e quel 45% di loro che vive la stessa discontinuità ma ufficialmente vestita da lavoro autonomo. In queste condizioni, un Paese che già oggi ha più anziani che adolescenti rischia una sclerosi cronica dei consumi e dello sviluppo. Ma se questa è la diagnosi, le ricette del governatore non confortano chi pensa di poter cancellare per decreto salari bassi e lavoro flessibile, quasi che la competitività fosse una variabile indipendente. Lo si capisce dalla constatazione brutale che l’ anemia degli investimenti e della formazione, quindi anche dei compensi, riporta in Italia lavori da Paese emergente. Draghi lo dice con più tatto, in verità: «Sono divenute profittevoli occupazioni a basso valore aggiunto». Ma diplomazia o no, si capisce che il punto è qui: «Le giovani generazioni guadagnano meno delle precedenti - dice il governatore - perché la loro produttività è meno adeguata al paradigma tecnologico di oggi di quanto non lo fosse la produttività delle generazioni precedenti al vecchio paradigma». il paradosso che emerge anche nei dati: i compensi orari in Italia accumulano ritardo sui grandi Paesi europei, ma l’ Ocse segnala che il costo della manodopera rispetto a quanto produce (per unità di prodotto) aumenta in Italia mentre in Francia e Germania scende. Da noi si paga peggio - è il messaggio di Draghi - perché si produce peggio. Di qui la terapia senza sconti del governatore: «S’ impone un innalzamento dell’ età effettiva di pensionamento e una coraggiosa riforma dell’ istruzione che renda trasparente il riconoscimento del talento, anche nelle retribuzioni». Poi però i riferimenti impliciti di Draghi vanno alla Danimarca (dove si licenzia facilmente, ma i sussidi sono alti e la ri-formazione e il collocamento efficaci) e al contratto unico sempre più vincolante proposto in Italia da Pietro Garibaldi e Tito Boeri. Col cenno a questi modelli, Draghi manda un messaggio chiaro: «I costi della flessibilità vanno ripartiti equamente su tutti i lavoratori, non scaricati sui giovani». Solo così - dice - li si aiuterà a scoprire «nella flessibilità la creatività, nell’ incertezza l’ imprenditorialità». Federico Fubini IL GOVERNATORE LA CRESCITA La crescita e le ricette per la ripresa * * * PADOA-SCHIOPPA «I ragazzi devono prima di tutto studiare e, anzi, imparare a risparmiare». Inoltre, «se non si pagassero le tasse, i ragazzi non potrebbero andare a scuola o curarsi» * * * FERRERO «La giusta notazione fatta dal governatore di Bankitalia sugli stipendi troppo bassi, perché non sia un’ affermazione propagandistica, si deve coniugare con una drastica riduzione della precarietà» * * * BERSANI «Sul fisco nessuno è mai contento e, in giro, non c’ è mai un raggio di sole», dice il ministro dello Sviluppo, nonostante le misure di revisione della pressione fiscale siano state concertate con le stesse imprese * * * EPIFANI «Tutti dicono le stesse cose, poi però dicono che i margini non ci sono. Bisogna invece che chi ha responsabilità, oltre a dire come noi che c’ è un problema, dia anche delle indicazioni per risolverlo» * * * BONANNI «Le considerazioni del governatore della Banca d’ Italia, Mario Draghi, devono far riflettere ancora di più il governo Prodi sulla reale condizione dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati», dice il leader della Cisl * * * ISTRUZIONE Per Draghi, «una riforma del sistema d’ istruzione deve sollecitare i giovani a investire e valutare e selezionare la qualità dell’ istruzione ricevuta» * * * RETRIBUZIONI La retribuzione media oraria nel 2002 era di 11 euro in Italia, fra il 30 e il 40 per cento sotto i valori di Francia, Germania e del Regno Unito * * * PENSIONI Secondo il governatore della Banca d’ Italia, «un innalzamento dell’ età effettiva di pensionamento può ricostruire l’ equilibrio» IL LAVORO «Sono in totale sintonia con il governatore di Bankitalia E questo non mi crea nessun turbamento» * * * CREATIVITA’ La politica economica deve aiutare i giovani a scoprire nella flessibilità la creatività, nell’ incertezza l’ imprenditorialità * * * LA PRECARIZZAZIONE «Giuste le osservazioni del responsabile di Via Nazionale sulla precarizzazione, la cosiddetta flessibilità» * * * PARADIGMI I giovani guadagnano meno perché la loro produttività non è adeguata al paradigma tecnologico attuale