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 2007  ottobre 27 Sabato calendario

MILANO

«Ho appena finito di impacchettare quelle per il presidente Sarkozy. Sì, tutte attorno ai nove centimetri, sobrie e giuste d’altezza visto che il presidente non è certo un gigante». Dalla sua storica bottega di Napoli, Maurizio Marinella, l’uomo che nel 1994 aveva incravattato il famoso G7 a Caserta diventando poi fornitore previlegiato per i maggiori protagonisti della seconda repubblica, discetta sulle nuove misure buttando lì una metaforica dichiarazione d’appartenenza: «La cravatta non può pendere né troppo a destra né troppo a sinistra. Per donare deve stare bene ancorata dal centro».
Signor Marinella, lei è favorevole o contrario al restringimento?
«Anche la cravatta, così come tutto il resto, è figlia del suo tempo. Qualche anno fa c’erano certi collettoni che Madonna mia!, sembravano quelli rinascimentali. Per forza si doveva mettere una cravatta grande se no non aveva senso. Gli equilibri cambiano, proprio come in politica».
Ora cravatte a 9 centimetri: i suoi clienti seguono tutti il nuovo corso?
«Per la verità ce ne sono ancora molti che viaggiano sui nove e mezzo. gente con la testa sulle spalle, ha altro da fare che stare dietro alle mode».
E i suoi clienti stranieri?
«In effetti gli americani sono stati i primi a cambiare registro. Ma loro non hanno mai amato le cravattone. Usando molto il collo chiuso con i bottoncini in punta stanno proprio male male. Anche i giapponesi si sono messi in linea».
Qualche ordine particolare recentemente da Roma?
«Sì, l’onorevole Pierferdinando Casini mi ha detto che vuole qualcosa sul bordò brillante perché ha bisogno d’un colore che lo tiri un po’ su perché rivedendosi in tv è rimasto scontento».