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 2007  ottobre 27 Sabato calendario

Un fuoco d´artificio, il fragoroso crescendo dei botti con cui si concludono le feste del santo patrono nei paesi del Sud

Un fuoco d´artificio, il fragoroso crescendo dei botti con cui si concludono le feste del santo patrono nei paesi del Sud. A questo somiglia «l´escalation» verbale di Vladimir Putin, la sempre maggiore asprezza e violenza con cui parla all´Occidente. Aveva cominciato in febbraio col discorso di Monaco, e da allora non ha mai smesso. Continui annunci d´un riarmo delle forze russe aeree, navali e di terra. Oggi la bomba convenzionale più potente del mondo, domani la messa in cantiere di nuovi sommergibili nucleari, il giorno dopo ancora un´ultima generazione di missili e aerei da bombardamento. No, da febbraio Putin non s´è mai fermato. Ha fatto riprendere dopo quasi vent´anni i voli dei bombardieri strategici, ha deciso la moratoria del trattato sulle forze convenzionali in Europa, ha minacciato di puntare nuovamente i missili a medio raggio, come nei Settanta, sulle città europee. E per finire, in un discorso pronunciato ieri a Lisbona, s´è detto convinto che i progetti americani d´uno scudo spaziale in Europa centro-orientale configurano una crisi paragonabile al momento più grave di tutta la Guerra fredda.L´installazione nel 1962 dei missili sovietici a Cuba, da cui scaturirono le drammatiche giornate in cui più parve vicino un conflitto nucleare. Ora, a sentire gli esperti dei maggiori istituti di studi strategici, il potenziale bellico russo non è attualmente in grado di competere con quello americano e dei paesi della Nato. I russi stanno aumentando le spese per la difesa (dai 6 miliardi di dollari del 2000 ai 34 di quest´anno), ma sono ancora ben lontani dall´essere ritornati allo status di superpotenza militare che ebbero tra i Cinquanta e gli Ottanta. E dunque a che cosa servono, che cosa significano o nascondono i rumori di sciabola che giungono quasi ogni giorno dal Cremlino? Possibile che si tratti soltanto d´affermare che «la Russia è tornata», che è di nuovo un paese importante sulla scena internazionale? Questo, col petrolio ormai vicino ai 90 dollari al barile, lo sanno tutti. Mentre le rodomontate di questi mesi restano oscure, in gran parte indecifrabili. Personalmente, tendo a credere che l´intenzione di rendere sempre più i tesi i rapporti con l´Occidente abbia a che fare con la situazione interna alla Russia. Con le crepe ormai ben visibili all´interno del regime, e quindi col problema della successione a Putin. Una notizia non meno significativa del discorso di ieri sulla crisi di Cuba, era infatti venuta il giorno prima: il governo russo ha fatto sapere all´Osce, l´Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che ha tra i suoi compiti quello di monitorare l´andamento e la correttezza delle elezioni nei paesi membri, che quest´anno le cose sono cambiate. In Russia potrà entrare un numero ridotto di osservatori, i quali non dovranno rendere pubblici i loro rapporti, né dare giudizi in conferenza stampa, nei giorni immediatamente successivi alle elezioni. Dunque il Cremlino non vuole troppi controlli sulla giornata elettorale, e soprattutto teme che i russi apprendano dagli osservatori dell´Ocse che le elezioni non si sono svolte correttamente. Del resto, con il varo del governo Zubkov e l´annuncio che Putin capeggerà a dicembre le liste di Russia Unita, il «suo» partito, essendo ancora il presidente della Federazione, s´era visto chiaramente quanto è agitata e confusa la vigilia elettorale. Quanto è ancora incerta la successione (se ci sarà successione) alla presidenza. Quanto è ormai trasparente la lotta tra i vari potentati del regime, ciascuno in campo con uno dei diversi servizi segreti. E´ perciò probabile che da dicembre in poi si vedranno a Mosca, soprattutto all´avvicinarsi delle presidenziali di marzo, eventi, colpi di scena, e forse scontri, come non se ne vedono nei paesi per così dire normali. E allora i fuochi d´artificio che il Cremlino sta sparando contro l´Occidente potrebbero rivelare il loro vero scopo. Alzare una cortina fumogena attorno alle elezioni, consigliare di non immischiarsi. Tanto, l´antagonismo tra Russia e paesi occidentali è ormai un fatto certo. Attenti quindi - questo sembra il messaggio di Mosca - a non aggravarlo.