Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Da oggi chi ha un certo telefonino potrà collegarsi a Playboy, scaricare un mucchio di donnine nude, sentire le playmates che raccontano storielle sconce...
• Che telefonino?
L’iPhone. L’ultima invenzione di Steve Jobs, l’uomo della Apple. Ma non si faccia illusioni: per ora si compra solo in America, dove hanno cominciato a metterlo in vendita ieri alle 18, dopo la chiusura dei negozi. La gente s’è messa in fila a partire da mercoledì e ha fatto notte per assicurarsene uno. Oltre tutto non costa mica poc 499 dollari il modello economico, 599 quello più caro. Però la gente temeva di non fare in tempo a procurarsene uno. La Apple ha detto che non ne vuol vendere più di dieci milioni di esemplari, almeno fino al 1° gennaio del 2009. Adesso ne ha messo in commercio un milione. In autunno comincerà l’invasione dell’Europa. In Asia arriverà l’anno prossimo. Da noi a Natale.
• Perché sono impazziti tutti? Che cos’ha di diverso dagli altri cellulari?
Combina telefonino e iPod. Cioè puoi chiamare e scaricare musica, video e programmi televisivi. Naviga su internet, chatta, riceve e spedisce e-mail e sms, fa le foto, permette di guardare un video. Ha una forma molto particolare: piatto, nero, liscio, niente tasti né viti. Sei centimetri per nove, senza tastiera. I numeri e l’alfabeto compaiono sul vide tu premi col dito e l’iPhone compone la cifra o la lettera. Cioè, non c’è bisogno dello stilo. Per assemblarlo, ci sono voluti duecento brevetti. Puoi sentirlo in viva voce e poi, quando lo accosti all’orecchio, la voce s’abbassa da sé e il display si spegne. Quando mandi un sms e batti la prima lettera, lui ingrandisce in automatico le lettere che possono venir dopo. Il display si orienta automaticamente in base al modo con cui tieni l’apparecchio in man orizzontale o verticale.
• Ho come l’impressione che in giro questa roba ci sia già.
Vero. Ma Steve Jobs l’ha assemblata in un unico portatile. Ha fatto disegnare il modello a Jonathan Ive (quello che ha fatto tutti i Mac dal 1998 a oggi). Ha creato una suspence tremenda, di modo che la gente è impazzita di curiosità. Pensi che fino a ieri sera non l’aveva visto praticamente nessuno. Eric Schmidt, l’amministratore delegato di Google, che è anche consigliere d’amministrazione della Apple, ne ha avuto per le mani uno l’altro giorn ci ha giocato pochi minuti e poi ha dovuto restituirlo. Jobs ne aveva parlato a gennaio, mostrandolo da lontano e annunciandone le caratteristiche a una folla in delirio. In termini di marketing, questi annunci circondati da mistero hanno prodotto un effetto enorme. Se si digita la parola iPhone su internet escono fuori cento milioni di pagine. E il prodotto è sul mercato da meno di 24 ore! Il magazine New York ha dedicato a Steve Jobs una copertina con la scritta iGod.
• Problemi?
Beh, il prezzo, prima di tutto. Ma sappiamo tutti che questi aggeggi costano sempre meno man mano che passano gli anni. Il Razr della Motorola che pochi anni fa veniva cinquecento dollari adesso si compa con 50. Altro difett l’iPhone non si può adoperare come una videocamera. Infine la connessione Internet, se non si sta in un sistema wi-fi (che in America è diffuso e in Europa meno), è troppo lenta. L’elemento di rischio è però la tastiera: se avrà successo, i concorrenti saranno costretti e ridisegnare tutti i loro modelli per andare dietro alla Apple. Nel frattempo, però, Steve Jobs abbasserrà il prezzo e migliorerà le caratteristiche tecnologiche del prodotto.
• Non ci sono troppi telefonini in giro? Ho l’impressione che per caricare di tecnologia gli apparecchi, si finisca per far impazzire la gente. In definitiva, chi compra il cellulare vuole soprattutto telefonare.
Beh, l’iPhone ha venduto cento milioni di pezzi in sei anni. L’idea di Jobs è di mettere tutto quanto in un’unica macchinetta tascabile: telefono, walkman, macchina fotografica, computer. Dietro c’è l’ambizione di costringere il mondo a buttar via il vecchio telefonino per comprare l’iPhone. Sa, è persino possibile che il settore sia vicino a esser maturo, cioè destinato rapidamente a tassi di crescita sempre più bassi. In Italia ci sono più telefonini che abitanti, nel mondo toccheremo quest’anno i tre miliardi e 250 milioni di pezzi, con India e Cina in crescita al tasso del 50 per cento. Significa un telefonino ogni due esseri umani, comprendendo nel numero i neonati e i vecchi. Persino l’Africa è piena di cellulari: ce n’è uno ogni undici abitanti, percentuale eccezionale date le condizioni di quel continente. In Tanzania, in soli cinque anni le linee mobili hanno superato quelle fisse. Gli africani magari non hanno da mangiare o ci mettono un’ora per raggiungere una fonte d’acqua. Però, intanto, telefonano. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 29/6/2007]
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