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 2007  giugno 30 Sabato calendario

Genarlow Wilson, 21 anni, georgiano, è in carcere da 29 mesi per avere fatto sesso orale la notte di San Silvestro del 2003

Genarlow Wilson, 21 anni, georgiano, è in carcere da 29 mesi per avere fatto sesso orale la notte di San Silvestro del 2003. Lui aveva diciassette anni, era uno studente modello e campione di football americano della Georgia, lei, consenziente, aveva quindici anni (al processo l’ha difeso, invano). Arrestato nel 2005 e processato, è stato condannato a 10 anni di carcere per "molestie gravi di minore" (in cella non ha mai smesso di studiare). Dal 2006 il sesso orale in Georgia non è più reato, ma rimane la contestazione di aver fatto sesso con una minore: l’11 giugno scorso un giudice liberal, Thomas Wilson – un omonimo, non un parente – ha riformato la condanna, riducendo la pena a 12 mesi, e disposto l’immediata scarcerazione del ragazzo, definendo la condanna "una mostruosa ingiustizia". Il procuratore della Georgia Thubert Baker ha subito impugnato il provvedimento davanti alla Corte suprema (che ha riservato di pronuciarsi ad ottobre in ordine alla retroattività della legge che depenalizza il sesso orale), salvo concedere la scarcerazione a Genarlow in cambio dell’ammissione di colpevolezza, di un anno di lavoro per la comunità e due anni di libertà vigilata. L’avvocato Barbara Bernstein, per non sporcargli la fedina penale, ha rifiutato la proposta e ha chiesto almeno il rilascio in libertà provvisoria su cauzione, istanza respinta dal giudice David Emerson. Su giornali, radio, tv, e su Internet è scoppiata la polemica. A favore del condannato detenuto si sono schierati l’ex presidente Jimmy Carter, anche lui georgiano, i leader dei diritti civili come il reverendo Joe Lowery, i dieci imprenditori che hanno raccolto un milione di dollari per la cauzione, gran parte della pubblica opinione, persino alcuni dei giurati che condannarono il giovane. Il sospetto è che si tratti di una discriminazione razziale (Genarlow è nero, mentre i suoi detrattori sono bianchi, con l’eccezione del procuratore Baker, anche lui nero, ma conservatore) (Ennio Caretto, Corriere della Sera 30/6).