Guido Santevecchi, Corriere della Sera 30/6/2007, 30 giugno 2007
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Un caso banale: forse un ubriaco che si sente male di fronte a un locale notturno. Qualcuno chiama un’ambulanza; un infermiere vede del fumo all’interno di un’auto accanto a dei bidoni della spazzatura; avvisa la polizia. Il capopattuglia dà un’occhiata alla vecchia Mercedes e inorridisce: dentro ci sono bombole di gas, taniche di benzina, un mucchio di chiodi e sul sedile un telefonino acceso. L’ufficiale apre lo sportello, afferra l’apparecchio e lo spegne. Secondo Peter Clarke, capo dell’antiterrorismo di Scotland Yard, il poliziotto dall’incredibile sangue freddo ha evitato per pochi minuti una carneficina: perché nel nightclub lì davanti, il «Tiger Tiger» di Haymarket accanto a Piccadilly Circus, giovedì notte verso le due c’erano almeno 1.700 persone che facevano festa. Molte erano ragazze richiamate da una grande «ladies night». «Il cellulare era il detonatore: è evidente che se quell’ordigno fosse scoppiato ora staremmo qui a parlare di molti morti e feriti», ha detto Clarke.
La scoperta dell’autobomba ha fatto temere che la tecnica stragista sperimentata dai terroristi nelle strade dell’Iraq sia arrivata fino a Londra. Fonti governative parlano del «coinvolgimento di elementi internazionali». Ricordano che ristoranti, discoteche e locali notturni sono diventati un obiettivo classico degli architetti della morte di Al Qaeda. E pensano anche all’ossessione qaedista per le date e le ricorrenze: a Londra ieri era il primo giorno del nuovo governo di Gordon Brown e tra una settimana sarà il secondo anniversario delle bombe del 7 luglio che uccisero 52 persone nella metropolitana. Proprio ieri su un sito online usato in passato da Al Qaeda era comparso il messaggio: «Rallegratevi, in nome di Allah Londra sarà attaccata».
I servizi segreti britannici sostengono di non aver ricevuto allarmi particolari. Ma ricordano di aver scoperto almeno 33 complotti nell’ultimo anno. L’MI5 ha censito 1.600 terroristi e fiancheggiatori, divisi in 200 cellule. A Haymarket sono rimaste molte tracce: l’ordigno intatto, un mucchio di impronte nell’auto e immagini riprese dalla rete di telecamere di sorveglianza che avvolge il centro di Londra.
Ma le trappole erano due. Ieri pomeriggio l’anti-terrorismo ha individuato un altro veicolo in un parcheggio di Park Lane, di fronte a Hyde Park. stato dato l’allarme in tutta la zona del grande parco. Ancora una circostanza fortunata: l’auto era stata multata per divieto di sosta nella zona di Trafalgar Square, vicino a Haymarket; rimossa al mattino era stata mandata al garage di Park Lane. C’era odore di benzina e dato lo stato d’allarme i custodi hanno avvisato la polizia: era un’altra Mercedes e dentro c’era lo stesso cocktail di bombole, benzina e chiodi. Due autobomba quindi. L’indagine ha portato alla chiusura del West End, da Piccadilly Circus fino a Oxford Street. Allarme anche a Fleet Street, l’antica strada dei giornali a ridosso della City. Intorno a Haymarket sono stati messi i nastri gialli con la scritta
Crime Scene e squadre di agenti hanno rastrellato i marciapiedi, ispezionato le cabine del telefono; alcuni sono saliti sui balconi dei palazzi. Cercavano il contatto principale che sarebbe dovuto servire ad attivare il telefonino e scatenare l’esplosione dell’auto.
Gli esperti di Scotland Yard e dell’MI5, il servizio segreto interno, pensano che qualcosa sia successa all’ultimo momento e che solo per un caso l’attentato non sia riuscito. Verso l’una e mezzo della notte tra giovedì e ieri infatti, diversi testimoni hanno visto una Mercedes scendere sbandando lungo Haymarket e andare a sbattere sui bidoni della spazzatura di fronte al «Tiger Tiger». Il conducente è sceso e si è allontanato di corsa. Perché? Chi era? John O’Connor, ex capo della Flying Squad, la Volante di Scotland Yard, ha una versione. Agghiacciante. «Penso fosse un terrorista suicida che all’ultimo istante non ha avuto il fegato di farsi saltare. In preda al panico ha sbandato e poi ha piantato tutto ed è fuggito. Ma le caratteristiche sembrano quelle delle autobomba irachene.
E se è così non sarà un tentativo isolato, ce ne accorgeremo presto».
L’ipotesi dell’esperto è che l’architetto dell’azione sia stato un artificiere di Al Qaeda veterano dell’Iraq e l’esecutore mancato un estremista reclutato in Inghilterra. Lo stesso teorema delle bombe del 7 luglio 2005. Ma c’è anche il dubbio che la Mercedes si stesse muovendo di notte per essere parcheggiata in qualche altro posto, in attesa dell’attacco. Londra è tutta un obiettivo. La settimana prossima per esempio partirà da qui il Tour de France, con un circuito che passerà attraverso Hyde Park, Park Lane, Piccadilly, Whitehall: proprio l’area dove la presunta cellula terroristica stava spostando le Mercedes. Sul percorso del Tour si aspetta più di un milione di persone. Con la diretta tv fissata per il 7 luglio sembra il sogno adatto alla banda di assassini di Al Qaeda.
Gordon Brown, di fronte alla sua prima crisi, ha reagito nominando sottosegretario agli Interni per l’antiterrorismo Sir Alan West, ex ammiraglio eroe delle Falklands. E ha chiamato come suo consigliere personale Lord Stevens, ex capo di Scotland Yard veterano di mille inchieste. «Siamo di fronte a una minaccia grave, la gente deve stare in guardia » ha avvertito il premier.