G.Po., la Repubblica 30/6/2007, 30 giugno 2007
MILANO
Rupert Murdoch ha chiuso ieri con un pranzo di quasi due ore ad Arcore il suo "quasi" viaggio di stato in Italia. L´editore australiano in nemmeno 48 ore di permanenza nel nostro Paese ha incontrato il premier Romano Prodi e il leader dell´opposizione (nonché vecchio alleato e attuale rivale) Silvio Berlusconi. Ha visto il presidente della Camera Pierferdinando Casini, il ministro alle comunicazioni Paolo Gentiloni e numerosi imprenditori milanesi.
Il summit di Villa San Martino è stato però di gran lunga il clou della giornata di ieri. Attorno al tavolo, oltre al tycoon australiano e al padrone di casa, si sono seduti Fedele Confalonieri e Piersilvio Berlusconi, in un incontro che secondo indiscrezioni vicine al numero uno di News Corp, ha avuto all´ordine del giorno soprattutto lo stato di salute del mondo dei media italiani. Un summit ad altissimo livello visto che i presenti (Rai a parte) rappresentano con Mediaset e Sky il quasi totale monopolio dell´informazione televisiva italiana. La carne al fuoco tra l´altro è in questo momento moltissima. C´è il passaggio al digitale, il boom delle tv via satellite di Murdoch che ha messo un po´ in difficoltà le reti del Biscione (che nel 1995 è stato a un passo dall´essere acquistato proprio dal magnate australiano). Non solo. Sul settore pendono la spada di Damocle della riforma Gentiloni e il momento difficile della pubblicità, che pare aver rialzato un po´ la testa solo in primavera. L´incontro di ieri sarebbe servito soprattutto per fare un po´ il punto su tutti questi argomenti, senza – per una volta – prevedere potenziali maxi-accordi tra i commensali. L´unica variabile sul mercato televisivo italiano dal punto di vista finanziario è il destino de La 7, la rete tv controllata dal gruppo Telecom il cui destino deve essere ancora deciso dalla prossima compagine azionaria dell´ex monopolio delle tlc.
Murdoch, secondo indiscrezioni, avrebbe sondato anche le strategie di casa Berlusconi sul fronte delle pay-tv. Il Biscione starebbe infatti per lanciare un suo primo bouquet di canali a pagamento per provare ad arginare il boom di Sky. Forte soprattutto del patrimonio che si ritrova in casa, i diritti tv del Campionato.
Il fronte internazionale, invece, sarebbe stato toccato solo di sfuggita. Entrambi i gruppi, Mediaset e News Corp. sono impegnati infatti in un´aggressiva campagna di crescita in proprio. Cologno – in partnership con Goldman Sachs e John De Mol – ha appena acquistato la Endemol e si è detto pronto a sfruttare altre opportunità. Mentre Murdoch sta definendo gli ultimi dettagli del tentativo di scalata alla Dow Jones.
Ai margini dell´incontro di ieri sarebbe invece rimasto il caso "Telecom", sogno proibito di buona parte dei commensali. Di questi tempi, nemmeno un anno fa, il tycoon australiano e Marco Tronchetti Provera veleggiavano al largo di Zante negoziando l´ingresso di News Corp nell´ex monopolio delle tlc. Mentre solo due mesi fa Confalonieri e le due generazioni di casa Berlusconi lanciavano segnali di disponibilità per un possibile ingresso di Fininvest nel capitale. Nessuna delle due trattative, almeno per ora, è però andata in porto. Telecom entro la fine di luglio dovrebbe passare nelle mani di Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Telefonica e solo tra qualche mese si saprà se le televisioni saranno ancora considerate strategiche oppure se per La7 e Mtv si cercherà un acquirente.
(g.po.)