Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Il fotografo Roberto Buscemi entrò in casa del transessuale Patrizia, con Lapo Elkann sdraiato mezzo morto sul letto, ancora prima che arrivasse l’ambulanza. Era al servizio di Fabrizio Corona, ma non ebbe il coraggio di scattare, così Corona, dopo, lo ricoprì di parolacce. Però come faceva Buscemi a stare dove stava? Il pubblico ministero Woodcock pensa che potrebbe entrarci la spia Marco Mancini, uno dei protagonisti delle intercettazioni Telecom. E questo permetterebbe un ulteriore allargamento dell’inchiesta di Potenza, già nota come Vallettopoli. Corona, intanto, è sempre in carcere, non risponde alle domande e ha preparato un memoriale che sarà presentato al Tribunale della Libertà. Il suo caso sarà esaminato alla fine della prossima settimana.
• Che ne dice? La faccenda diventa sempre più grossa?
Se non lo sa, Woodcock ha aperto un’inchiesta anche sulla Guardia di Finanza. Esistono infatti anche foto della Falchi nuda, foto che stavano per uscire su Oggi. Solo che quelle foto non le ha fatte Corona, ma il marito della Falchi, Stefano Ricucci, in privato. Come sono finite sul tavolo del settimanale? Sia la Falchi che Ricucci hanno dato una sola spiegazione: quando – per tutto l’affare dei furbetti di due estati fa – il materiale di Ricucci fu sequestrato e i suoi dischetti duplicati, i finanzieri si portarono via anche le foto della moglie spogliata. Ai giornali non possono essere finite che per quella via. Woodcock è partito subito lancia in resta
• Vede? Lo scandalo sta diventando gigantesco.
Sì, e ne parlo malvolentieri.
• Perché?
Perchè l’altra volta ho detto che la pratica del ricatto con le foto, come la spiega Woodcock, è in realtà una vecchia abitudine dell’ambiente. I fotografi hanno da sempre messo, nel giro dei possibili compratori dei loro servizi fotografici, gli stessi vip fotografati. Nel suo interrogatorio, infatti, Francesca Lodo a un certo punto ha detto a Woodcock: «Scusi, ma il personaggio, se si vede uscire su un giornale in un certo modo, dopo può benissimo chiamare il fotografo e dirgli: Ma perché mi hai fatto questo, perché non mi hai chiamato prima?». Appunto. Ora, l’altra volta ho detto che non mi pareva che Woodcock avesse in mano tutto questo materiale esplosivo. Apriti cielo, sono stato subissato di lettere che mi rimproveravano perché difendevo il disgustoso mondo delle ragazze facili, degli agenti corruttori e della cocaina a fiumi. Adesso lei mi si rimette a far domande, dicendo che la faccenda è sempre più grave. Mi aspetto un’altra ondata di contumelie da parte dei lettori e mi dispiace.
• Cioè, lei difende Corona?
Io dico che il mondo di Corona è ripugnante e del resto lo dice Corona stesso, alla moglie e anche in un’intervista: sono un uomo senza morale, faccio schifo. Però ho letto tutti i verbali d’interrogatorio e secondo me, stringi stringi, non c’è niente di penalmente significativo. Tutti i personaggi intervistati, da Totti a Flavia Vento, negano di aver subito ricatti. Woodcock domanda: non l’hanno mai minacciata con fotografie «asseritamente compromettenti»? E tutti i personaggi rispondon no.
• Scusi, le faccio una domanda semplice semplice: chiedere 200 mila euro alla Fiat per non pubblicare un’intervista al transessuale di Lapo è un ricatto o no?
Questo hanno scritto i giornali sulla base di notizie raccolte evidentemente a Potenza. Ma la Fiat non ha confermato e comunque non ha pagato. Il transessuale Patrizia è stato tranquillamente intervistato da parecchi giornali e non ha detto cose così terribili. Insomma, chi sostiene – giurando sulla Bibbia – che questo ricatto ha avuto luogo? Chi ha telefonato alla Fiat? E chi, dalla Fiat, ha risposto no? Anche sui festini, la coca e la prostituzione: quali festini, in quali case, quando, chi? Si chiamano riscontri, e chi mette la gente in galera dovrebbe farli. Per le intercettazioni telefoniche Potenza ha speso molti milioni di euro, più di quanti ne abbiano spesi Milano o Roma. Ma le intercettazioni telefoniche, da sole, non bastano. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 23/3/2007]
(leggi)