Varie, 23 marzo 2007
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Urrutikoetxea JoseAntonio
• Miravalles (Spagna) 24 dicembre 1950. Terrorista • «L’uomo della svolta dell’Eta [...] conosciuto come ”Josu Ternera”, dirigente storico dell’organizzazione terroristica negli anni Ottanta, poi parlamentare di Herri Batasuna. [...] dopo la cattura di Mikel Antza - ha assunto la leadership dell’Eta imponendosi nel dibattito interno al movimento al capo militare ”Txeroki”. [...]» (a. o., ”la Repubblica” 23/3/2006) • «[...] in clandestinità dal 2002 e ricercato per strage, vive vicino a Pordenone, in una cittadina friulana di diecimila abitanti. [...] ultimo capo storico dell’Eta ancora operativo, malato di cancro, sarebbe in Italia dal giugno 2007. [...] Ripercorrere la vita di Ternera è rifare la storia dell’ultimo male che la democrazia spagnola ha ereditato - e non risolto - dalla dittatura franchista. Nato a Miravalles, è entrato nell’Eta nel 1970 quand’era studente di Ingegneria e la Spagna era sotto il tallone di ferro del Caudillo. La prima volta che va sui giornali è nel ”72: la polizia gli imputa il sequestro di un imprenditore e quattro rapine per autofinanziamento. L’anno dopo ecco il top del suo attivismo armato: l’attentato a Madrid, con un’autobomba di mezza tonnellata che uccide il delfino di Franco, il premier e ammiraglio Carrero Blanco. Ternera, marxista leninista filo-sovietico, un tempo falco tra i falchi, resta in clandestinità: prima dirige l’apparato internazionale dell’Eta, poi entra nella direzione strategica, membro influente tra l’87 e l’89. Durante quei tre anni l’Eta assassina 71 persone con le autobombe, tra cui 21 nel supermercato barcellonese Hipercor e 11 nella caserma della Guardia Civil a Saragozza. La carriera di Ternera s’interrompe quando viene arrestato in Francia nell’89, probabilmente per la soffiata di un’amica bionda (è sempre stato dipinto come un incorreggibile dongiovanni). Dopo dieci anni di carcere per partecipazione a banda armata, Urrutikoetxea-Ternera ritorna libero: gli spagnoli non riescono a provare la sua partecipazione in così tanti omicidi e non possono processarlo con la stessa accusa per cui è stato condannato in Francia. Descritto come prepotente e violento persino da chi era nella direzione strategica dell’Eta, nel 1998 viene eletto deputato al parlamento basco in un cartello elettorale controllato dall’Eta, Euskal Herritarrok. Ma nel 2002 la magistratura spagnola trova finalmente il modo di imputargli la strage di Saragozza, e Ternera deve rientrare in clandestinità. Col tempo il teorico che proponeva di ”mettere morti sul tavolo per costringere gli spagnoli a trattare” cambia idea e diventa paladino, come tanti altri dirigenti etarras in galera, della scelta di rinunciare alle armi per dedicarsi solo alla politica, e ottenere così più facilmente l’agognata indipendenza di Euskadi» (Gian Antonio Orighi, ”Il Sole-24 Ore” 10/5/2009).