Varie, 23 marzo 2007
Tags : Zil-E-Huma Usman
Usman ZilEHuma
• Gujranwala (Pakistan) 19 giugno 1971, Lahore (Pakistan) 20 febbraio 2007 (assassinata nella sede della Lega Musulmana, il partito progressista di maggioranza a Gujarawala, 70 chilometri a nord di Lahore). Politico • «La polizia l’ha descritto come un folle solitario. Ma Ghulam Sarwar, l’assassino di Zil-e-Huma Usman, ministro donna per gli Affari sociali del Punjab pakistano, aveva già ucciso dodici prostitute ed era stato rilasciato appena un anno fa. ”L’ha assassinata perché non indossava il velo islamico e promuoveva i diritti femminili”, hanno dichiarato gli investigatori dopo l’arresto e l’interrogatorio del killer, un muratore quarantenne militante dei gruppi islamici fondamentalisti [...] L’uomo l’ha ferita con una pistola alla testa e alle spalle mentre Huma si preparava a tenere un discorso ai quadri del partito ed è stato subito bloccato dai presenti, che hanno richiesto un elicottero per trasportare la vittima d’urgenza in ospedale a Lahore, dove però è giunta in fin di vita. [...] Huma Usman, laureata in Scienze Politiche, era stata eletta nel 2002 come membro dell’Assemblea provinciale grazie alle quote femminili stabilite dalle nuove leggi pakistane. Dopo tre anni come segretaria della Commissione per la pianificazione e lo sviluppo, nel 2006 era diventata ministro degli Affari sociali mettendosi subito in mostra con una serie di blitz contro la corruzione e gli sprechi, in particolare nei centri di assistenza per le donne, i bambini e gli emarginati. Poche settimane prima della sua morte aveva sospeso il dirigente e una dozzina di funzionari del Centro di assistenza sociale di Lahore e richiesto numerose azioni disciplinari contro le cattive condizioni igieniche di manicomi e orfanotrofi. Ma la sua fama nella città di Gujarawala dove ha trovato la morte era legata soprattutto a un episodio finito sulle prime pagine di tutti i giornali del paese, quando Huma aveva sostenuto l’organizzazione di una maratona mista maschile e femminile. I gruppi fondamentalisti islamici locali avevano assaltato i partecipanti alla corsa ritenuta ”immorale” e durante gli incidenti oltre 40 persone erano rimaste ferite. Huma aveva anche sostenuto la politica del governo per una serie di leggi liberali a favore delle donne aspramente contestate dai gruppi oltranzisti che sono al potere in due grandi province pakistane e accusano Musharraf di aver corrotto il paese con i modelli occidentali. Tra queste l’abolizione dei ”delitti d’onore” (solo nel 2006 ne sono stato compiuti 565, il doppio dell’anno precedente) e la decisione di affidare a regolari corti di giustizia e non alle Corti islamiche i casi di violenza sessuale che attualmente richiedono almeno quattro testimoni per essere dichiarati punibili. Una delle iniziative più recenti delle quali si apprestava a parlare Huma prima di venire uccisa riguardava la proposta [...] al Parlamento di vietare i matrimoni forzati delle donne, come nel caso del ”Vani”, una pratica tribale che impone di dare in sposa una ragazza, spesso bambine di quattro o cinque anni, per sedare una disputa familiare. La stessa legge intende punire con pene severe anche la pratica del cosiddetto ”matrimonio coranico”, che obbliga la donna a rinunciare ai suoi diritti di ereditare le terre di proprietà della famiglia dopo che si è sposata. [...]» (Raimondo Bultrini, ”la Repubblica” 21/2/2007).